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Venerdì, 10 Luglio 2020

Pescatori in attesa della CIG in deroga

Sono state ricevute venerdì mattina, a Palazzo San Domenico, le rappresentanze sindacali che hanno proclamato lo stato di agitazione della marineria di Manfredonia: FAI – CISL, FLAI – CGIL e UILA – UIL. Era stato comunicato che la manifestazione pacifica di protesta si sarebbe svolta davanti a tre luoghi simbolici: la Capitaneria di Porto, l’INPS ed il Comune.

Il Sindaco, Angelo Riccardi, ha voluto ascoltare direttamente le rimostranze di una categoria di lavoratori ridotta quasi allo stremo, nella lunga e incerta attesa per ricevere le spettanze della cassa integrazione in deroga del 2013, prima ancora di quella riferita a quest’anno solare.

Nel complesso sono 30 i milioni di euro destinati dal Governo alla CIG in deroga del settore pesca, per l’anno in corso e sino ad esaurimento delle risorse assegnate. Un’integrazione salariale che è riconosciuta nelle situazioni di crisi e, quindi, anche per il fermo biologico: periodo durante il quale è necessario sospendere la propria attività e non certo per cause che possono essere imputate al datore di lavoro.

Il rallentamento è dovuto alla necessità che il Ministero dell’Agricoltura firmi lo stanziamento e ciò non è ancora avvenuta, a dispetto del fatto che già il 3 ed il 18 luglio scorso siano stati sottoscritti i verbali di accordo presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La Direzione dell’INPS ha comunicato che soltanto dopo l’adozione del decreto da parte dei Ministeri competenti potranno essere definiti gli indirizzi per la presentazione delle domande 2014 e per l’effettuazione dei pagamenti (sia per l’anno di competenza 2014 che per l’annualità 2013).
“Finanziare gli ammortizzatori sociali in deroga significa sostenere quei lavoratori che non avrebbero altra via d’uscita al licenziamento. Significa aiutare l’intero sistema economico e non aumentare le persone che si trovano ormai sotto la soglia di povertà. A questo punto – conclude il Sindaco Riccardi – attendiamo risposte concrete e sollecitiamo a tal riguardo, per conto della nostra marineria, il Governo. In un momento di crisi come questo non devono essere ammessi ulteriori indugi. Bisogna darsi una mossa e restituire dignità alle persone, prima ancora che ad una categoria professionale vitale e preziosa”.

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