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Scicli - Un manifesto per i musei dei piccoli borghi e dei territori

Secondo fine settimana per Ex Machina ed è ancora boom di presenze. A Scicli continua il successo della rassegna d’arte contemporanea inaugurata i primi di settembre che propone una visione dell’arte più ampia e impegnata. Le mostre allestite all’ex Convento del Carmine e a Palazzo Bonelli Patanè hanno richiamato anche in questo week end tante presenze venute ad apprezzare i lavori degli artisti esposti: Valentino Bianchi, Francesco De Grandi, Alex Majoli, Lola Montes Schnabel, Parasite 2.0, Isabella Pers, Tiziana Pers, Matilde Sambo, Giuseppe Stampone, Stella Laurenzi e Sasha Vinci, e a immergersi nella loro riflessione sul ruolo dell’arte oggi. Il progetto, nato da Site Specific e galleria aA29 Project Room, con la direzione artistica di Rosa Cascone e Lara Gaeta, si spinge infatti oltre la consueta esposizione artistica e invita a un’analisi critica. Tra gli spunti di riflessione proposti anche una nuova idea di museo contenuta nel Manifesto dei musei dei piccoli borghi e dei territori, un’iniziativa guidata da Laura Barreca, direttrice del Museo Civico di Castelbuono e del Museo delle Arti di Carrara | mudaC, e sostenuta da un gruppo eterogeneo di mediatori culturali che hanno avvertito l’esigenza di raccontare una visione diversa del concetto di museo.

Dieci articoli da cui emerge un modello museale più vicino alle persone, all’ambiente e centrato sulle comunità, capace di coinvolgere pubblici diversificati attraverso programmazioni artistiche fondate sul potenziale locale, ma rivisitate attraverso i linguaggi del presente. Attenzione quindi al ruolo pedagogico del museo e al coinvolgimento non solo degli adulti, ma anche e soprattutto dei bambini: un luogo dell’apprendimento consapevole in cui creare forme alternative di partecipazione attraverso cui sperimentare i processi creativi e la condivisione di esperienze; un centro di ricerca capace di ridisegnare la mappa delle relazioni e delle funzioni al servizio della collettività di cui fanno parte; un modello condiviso e democratico, espressione del patrimonio materiale e immateriale. Il Manifesto si coniuga perfettamente con lo spirito di Ex Machina: l’arte deve tornare ad assumere un ruolo di primo piano nel progresso di una società, deve essere stimolo di dibattito, deve tornare a far parlare non meramente della sua bellezza, ma soprattutto del messaggio che vuole veicolare attraverso essa. A partire spesso dal recupero del suo legame con la comunità in cui nasce. Per questo Ex Machina ha proposto, oltre agli allestimenti, anche momenti di confronto e di analisi, come i comizi d’arte a cui hanno partecipato nel ruolo di osservatori la stessa Barreca e poi Maurizio Bortolotti (critico d’arte, curatore indipendente e docente alla NABA di Milano), Rossella Farinotti (direttrice esecutiva dell’Archivio Gio’ Pomodoro) e, con un contributo audio, Diego Mantoan, docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia e curatore indipendente.

Il museo deve quindi sollecitare progetti partecipativi, di mediazione educativa, di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio e del territorio, favorendo lo scambio tra gli artisti e le tipicità artigianali locali in modo da offrire un’esperienza costruita sulla reale conoscenza della cultura del luogo. “Conoscenza e cultura per il museo, recita infatti l’articolo 10 che chiude il manifesto, sono il risultato di un continuo processo di apprendimento basato sulla relazione tra opera d’arte e pubblico partecipe, per un’arte che non sia di intrattenimento, ma dispositivo in grado di rendere la nostra vita più felice.”

Le esposizioni degli artisti saranno fruibili fino al 4 ottobre con un ticket di 3 € (orario fruizione: ex Convento del Carmine: dalle 10.00 alle 20.00 / Palazzo Bonelli Patanè: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00).

 

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