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Martedì, 28 Settembre 2021

Lea Monetti presenta la sua ultima creazione: la mela

Ho avuto una intervista telefonica durante il suo viaggio verso Venezia con  Lea Monetti, Pittore, scultore, ritrattista, esperta in tecniche antiche e affresco, Lea Monetti ha seguito i corsi  dell'accademia di Firenze e la “Scuola della Realtà" di Pietro Annigoni. E’ stata poi assistente e restauratrice agli affreschi strappati nello studio di Bruno Saetti.

1) Buongiorno Lea cosa rappresenta per te, la tua ultima creazione la mela ? 

La mela da tempo immemorabile è presente sulla scena ma anche nella mia testa.

Più di trent'anni fa ho realizzato un affresco che rappresenta il paradiso terrestre: c’è l'albero di mele con il serpente, ma Adamo ed Eva sono rivolti verso un angelo con la veste rossa, che si fionda dal cielo porgendo un paniere di mele… e Adamo prende la mela dalle mani dell'angelo.

2) Si ma come ti e venuto questo pensiero di realizzare questo lavoro ?

Il pensiero della mela serpeggia nella mia testa da un po’, dato che le mie ultime esposizioni titolavano “In principio fu Eva“ , “In principio fu Eva … e poi?” E gli argomenti dei giornalisti: “Innocente o colpevole la Eva di Lea Monetti? Eva è innocente!” Alla fine mi sono resa conto che il punto focale del mio lavoro di anni non era Eva in quanto personaggio o opera scultorea ma ciò su cui era seduta la mia Eva:  un mucchio di mele morsicate.  
Il punto focale era la mela. Simbolo del consumo… consumo del peccato, di un bene materiale, di un desiderio…E allora perché, da tempo immemorabile, un morso soltanto?!
Io,  che sono disubbidiente per natura, ho voluto mordere  una mela insieme ad uno sconosciuto. Perché uno sconosciuto?
Perché rappresenta tutti quelli che non hanno avuto la loro parte, quelli con cui non viene condiviso ciò che la “mela”vuole significare.

Grazie Lea per questa chiacchierata veloce anche perché stavi andando a Venezia per allestire le tue opere..

Lea Monetti  ha avuto interessanti approcci con il concettuale ed il materico: Carlo Munari la invito’ a presentare le opere in asfalto all'expo di Bologna '79 ma Lea rifiutò per tornare alla realtà e riappropriarsene, in controtendenza, con raffinate performance pittoriche.

Ha lavorato, indipendente da gruppi,  ha realizzato affreschi e sculture in chiese ed edifici pubblici, numerose personali in Italia, Svizzera, Germania,

Una mostra di affreschi staccati al Cairo, organizzata dal Ministero degli Esteri e inaugurata dal magnifico rettore dell'università di Eluan e dall'ambasciatore Migliulo.

Dal 1988 e'in esclusiva con il manager Giovan Battista Remo Bianco e presente a tutti gli Expo e gli eventi più rappresentativi dell’arte internazionale  con studio a Firenze e Pietrasanta.

Lea Monetti ha avuto un lungo e solitario percorso di esposizioni personali, dal Museo della B.M.W. di Monaco di Baviera a Berlino e un fortunato tour di mostre personali nell’Europa settentrionale durato 10 anni.1

Rientrata a lavorare in Italia come scultore, nel 2000 ha sospeso l'attività artistica per restaurare un casale in Maremma e creare una fiorente azienda agrituristica come imprenditore agricolo.

Per dieci anni si e' divisa fra l'attività di imprenditore turistico ed edile per  organizzare l'assetto delle responsabilità familiari ma, anche durante la sua quasi inattività artistica, le sue opere presso musei pubblici e privati, sono state presenti in prestigiose esposizioni unite a nomi storicizzati.

Nel 2011 ha ripreso l'attività espositiva come scultore di indiscusso successo e stima nell'ambiente accademico fiorentino.

Vittorio Sgarbi la  festeggia scultrice alla pari dignità dei grandi del 900 italiano.

Lea Monetti ha ricevuto molti riconoscimenti, :Commendatore della Repubblica, P.H.F. Rotary International, scultore ufficiale del Soroptimist International. “Paiolante D’onore” della Antica Compagnia del Paiolo, candidata al Grifone d'Oro della sua città, Accademica delle Arti del Disegno di Firenze…


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