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Sabato, 22 Febbraio 2020

Fiumi di “bionde”, musica e gastronomia bavarese e pugliese: si festeggia l’Oktober Fest anche in Valle d’Itria,   sabato 20 e domenica 21 ottobre 2012, presso la Masseria Sant’Elia di Martina Franca (TA)

Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere” vaticinava Charles Baudelaire. Di certo non sono fiumi di acqua quelli che scorreranno sabato 20 e domenica 21 ottobre 2012 presso la Masseria Sant’Elia di Martina Franca (TA) – Strada Vecchia di Alberobello - in occasione del Bier Fest. E sì, perché la grande kermesse bavarese, l’originale e unico Oktober Fest, è talmente amata che è stato d’obbligo portarla in trasferta anche nel cuore della Valle d’Itria.


La Donkey, agenzia di eventi e comunicazione, in collaborazione con il Nincasi Pub di Cisternino (una delle birrerie più fornite e attente del territorio) e Masseria Sant’Elia di Martina Franca organizza una due giorni che coniuga lo spirito (non solo alcolico) della tradizione bavarese con quello pugliese: in degustazione le celebri birre da Oktober Fest (Augustiner Pils e Löwenbräu) e la tradizione artigianale salentina, con la Pizzica e Taranta del Birrificio Birra Salento.


In abbinamento specialità teutoniche, come i wurstel, i crauti e i pretzel, ma anche i tipici piatti del territorio che non possono mancare: bombette, salsicce, focaccia al capocollo e friggi friggi.

Sabato 20 ottobre si balla sino a notte fonda con il rock’n’roll anni ’50: la trascinante Street Band riproporrà live i grandi classici del rockabilly, da Elvis Presley a Jerry Lee Lewis, da Eddie Cochran a Gene Vincent, da Chuck Berry a Ray Charles. Sul palco Vince Conserva (voce), Paolo Lippolis (contrabbasso), Gin Nicoletti (chitarra elettrica) e Paolo Basile (batteria).


Ad arricchire le atmosfere del Bier Fest il tocco chic di tre giovanissime creative, Stefania Carrieri, Federica Lisi e Roberta Zigrino, che da anni si dedicano all’arte, alla moda e al riciclo: durante la serata saranno esposti i loro accessori e capi d’abbigliamento al 101% artigianali.


E domenica 21 ottobre
? Si continua a degustare birra, assaggiare i piatti tipici pugliesi e bavaresi sin dal mattino, all’aperto, immersi nella bellezza di una delle masserie più antiche e suggestive della Valle d’Itria: animazione per i piccoli e tanto intrattenimento per i grandi per una domenica da non perdere.

E per chi non volesse rinunciare al tradizionale pranzo della domenica, possibilità di pranzare all’interno del ristorante di Masseria Sant'Elia con un menù fisso che celebra i piatti tipici della tradizione pugliese. Costo euro 25 (pranzo completo con antipasto, primo, secondo, frutta, caffè, amaro e bevande incluse).

Promozione speciale per il week end del Bier Fest anche sul pernotto in Masseria: camera matrimoniale (notte di sabato 20 ottobre) + pranzo per due persone con menù Masseria (domenica 21 ottobre) a euro 100, anziché euro 115.

Tutto esaurito l’altra sera per il concerto finale degli Stadio a Carosino, in occasione della 46^ Sagra del Vino. Sete di grande musica, quindi, e non solo di grande vino, che in questa ridente cittadina alla porte di Taranto richiamano sempre migliaia di persone. Oltre 50.000 presenze totali, fanno sapere gli organizzatori, con il picco massimo nella serata del concerto finale che grazie alla performance degli Stadio ha fatto registrare il tutto esaurito. Un concerto sicuramente da archiviare tra i memorabili, che ha regalato suggestioni a non finire in oltre due ore e mezza di no stop musicale, dedicato ad un pubblico che li ha certamente ripagati con applausi scroscianti alternati ad accompagnamenti canori. E, forse, la durata del concerto poteva essere anche di più, se un improvviso quanto inaspettato vento fortissimo non ne avesse rinviato l’inizio, costringendo i tecnici ad un surplus di lavoro sulle strumentazioni ed amplificazioni. Solo un piccolo intoppo che non ha scalfito minimamente l’attesa del concerto e che è esplosa immancabilmente all’apparizione del gruppo musicale capeggiato dall’inconfondibile voce di Gaetano Curreri. Tanta buona musica, con brani che hanno accompagnato giusto trent’anni di carriera musicale, prima come complesso di apertura dei grandi concerti, poi come accompagnatori strumentali e vocalist di alcune tra le migliori voci del cantautorato italiano, tra cui Lucio Dalla. Grande emozione ha pervaso praticamente l’intera platea nel ricordo del cantautore emiliano recentemente scomparso, quando è stata intonata “La settima Luna”. Visibilmente commossa pure la voce magica di Gaetano Curreri, che fra un brano e l’altro ha ricordato episodi inediti vissuti con l’amico scomparso Dalla e con la Puglia della musica parlando dei Negroamaro. Sostanzialmente buona l’organizzazione e abbastanza ordinato l’afflusso delle migliaia di persone, è stato sottolineato dal Sindaco di Carosino Biagio Chiloiro e il Vice Sindaco Carlo Avrusci, i quali hanno stigmatizzato come legalità e rispetto delle regole, siano state la grande sfida vinta con grande fatica dall’edizione 2012. Per Paco Vinci Assessore alla Cultura, giusto il tempo di ribadire l’apertura del territorio anche attraverso questo evento a nuovi stimoli e di ringraziare, in un coro di applausi, il pubblico accorso ancora una volta così numeroso alla Sagra del Vino di Carosino.

 fontana diventa rossa

 

Alla prossima.....

Ancora un test, e di quelli importanti, per l’Amministrazione comunale a guida Chiloiro. Da sempre, infatti, la Sagra del Vino, immagine e quasi essenza stessa del paese sia all’interno che all’esterno del comprensorio comunale, ha sempre raffigurato un momento per saggiare non solo e non tanto le capacità organizzative dell’evento, quanto (se non soprattutto) la tenuta politica della Maggioranza. Di converso, sempre la stessa “sagra”, ha immancabilmente rappresentato uno degli spunti più appetibili per gli avversari politici facenti capo alla Minoranza, di poter sferrare colpi decisivi per creare scompensi e lesionare la capacità dell’amministrazione in carica. Non sarebbe infatti “la sagra”, come familiarmente la chiamano i Carosinesi, se queste giornate festaiole non fossero accompagnate anche da tutta una pletora di giudizi, commenti, ecc. ecc., sia positivi che negativi che interpellano non solo i cittadini ma anche le forze politiche del territorio. E’ su questo duplice filo, subdolamente politico, che probabilmente sin dalla sua origine, ma sicuramente sempre in via maggiore negli ultimi decenni, si muove questo vero e proprio biglietto da visita dei Carosinesi, rappresentato dalla Sagra del Vino. Motivi per cui la Sagra, non ingiustamente, vede puntarsi ogni hanno migliaia di occhi addosso che le fanno assumere una valenza “altra”. Quest’anno poi, la prova per gli organizzatori è stata doppia, dovendo fare i conti con le risorse oramai ridotte al lumicino. E se si attendeva una risposta sul campo ai tanti e tanti interrogativi per organizzarla, tutto sommato riteniamo che questa sia stata ampiamente positiva, a giudicare almeno le presenze fatte registrare e la qualità degli incontri e della musica in tutte le serate. Certo sull’ultima giornata, quella del concerto degli Stadio per intenderci, sono pervenute alcune critiche da parte di chi e sono stati diversi visitatori, non interessati al concerto, sono venuti ugualmente a Carosino per “godersi” l’ultima giorno della rinomata Sagra del Vino ed hanno trovato la sorpresa della piazza al buio con la fontana spenta. E’ certamente questo il pegno da pagare se ci si vuole ancora rifarsi ad un’antica tradizione che richiama indubbiamente migliaia di persone tutte in una volta ma che,dall’altra faccia, impone pure di “spostare” l’attenzione in sede diverse e più opportune per un concerto rispetto alla stupenda piazza principale del paese. Una situazione tuttavia che nulla o poco toglie alla buona riuscita di una manifestazione che quest’anno ha visto enormi sacrifici personali degli amministratori ed economici della comunità. E’ necessario certamente migliorarsi anche in queste attenzioni, così come aprirsi ai suggerimenti come la costituzione di un apposito comitato ( una proposta che andiamo ripetendo oramai inascoltati da tempo), o l’opportunità di mettere mano anche sulla durata dell’evento (che può ancora essere ulteriormente accorciata a 4 o 3 giorni addirittura i quali, per i tempi moderni, sembrano bastare ampiamente a vivere una sagra comunque intensa ed all’altezza della situazione). Per ultimo riteniamo che pure sarebbe necessario far tramontare una volta per tutte l’assaggio gratis dei vini a tutto spiano, relegandolo magari ad un piccolissimo e tradizionale stand (giusto il ricordo), introducendo invece un modestissimo ticket (anche 1,oo euro) x gli assaggi di più elevata qualità. In questo modo si darebbe grandissimo rilievo alla “bevuta”, contribuendo a selezionare pubblico veramente interessato alla degustazione, alla spiegazione ed alla storia del suo produttore. Tutto questo se vogliamo davvero che la Sagra del Vino di Carosino continui sulla buona strada intrapresa di recente e cresca sino a divenire alla soglia dei 50° anni di vita, “La Sagra” per eccellenza. Avendo sempre il vino per la testa, ovviamente.

 

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Carosino è stata sede dell’importante ‘incontro zonale’ delle ex-Allieve/i Salesiani, ricadenti nella zona “Puglia Centro” della quale fanno parte, oltre la stessa Carosino, anche Taranto, Martina Franca, Fragagnano e Sava. Vi hanno partecipato i Consiglieri provenienti dalle Unioni di tutte le comunità in cui è presente l’associazione e, per il gruppo carosinese, erano presenti Angelo Leuzzi, Antonio Formoso, Angela Carbone e Lucia Campa. Il senso dell’incontro è stato quello acquisire e approfondire una nuova mentalità nei confronti del Creato, alla luce della Parola di Dio, adottando nuovi stili responsabili di vita personale e comunitaria per la salvaguardia del creato. Una traccia questa, proveniente direttamente dal convegno mondiale tenuto lo scorso anno a Fatima in Portogallo, dove la confederazione mondiale delle ex-allieve/i salesiani ha disegnato le linee guida di impegno europeo per il biennio, alla voce de: “Il Creato: Dono d’Amore, Dono d’Amare e Dono da Curare.” I lavori carosinesi sono stati coordinati dai Consiglieri della federazione presenti all’incontro zonale, che aveva per titolo ‘Il mondo è la mia casa… la mia casa è per te’, nel corso del quale è stato ribadito, alla luce della dottrina sociale della Chiesa, che la tutela dell'ambiente costituisce una sfida per l'umanità intera: si tratta del dovere, comune e universale, di rispettare un bene collettivo. Al meeting di Carosino, sviluppatosi con un apposito programma comprendente l’accoglienza, l’approfondimento (focus), la S. Messa ed un momento di fraternità, erano presenti circa cento ex-allieve/i provenienti dalle cinque Unioni convocate. L’evento ha visto anche la partecipazione gioiosa del gruppo parrocchiale ‘Giovanissimi’ di Carosino, che hanno animato con la loro presenza ed i canti, tanto il momento del focus che la Santa Messa, permettendo di far percepire a tutti i convenuti l’accoglienza calorosa dell’intera comunità. Sincero e molto sentito è stato il ringraziamento dei Responsabili dell’associazione rivolto anche ai due sacerdoti carosinesi don Lucangelo e don Graziano, per il momento intenso di preghiera, studio e fraternità, vissuti nel corso dell’incontro e nella S. Messa. In particolare don Lucangelo, parroco di Carosino, ha sottolineato ed esortato gli ex- allievi/e: “.. a trovare nel cuore di don Bosco la ‘casa’ a cui attingere la Luce che deve alimentare il loro impegno nel portare avanti il sogno del loro fondatore.”

La manifestazione sindacale è stata conclusa in seguito all'incursione di un centinaio di contestatori appartenenti a Cobas e centri sociali. Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa hanno impedito che i contestatori raggiungessero il palco.

I contestatori sono giunti in piazza facendosi largo tra la folla a bordo di un Apecar. Hanno diffuso fumogeni e lanciato uova contro il palco da dove era in corso il comizio. Secondo quanto riferito dal segretario della Fiom, Maurizio Landini, durante l'incursione i contestatori hanno staccato fili del sistema di amplificazione. L'incursione era stata preceduta da fischi durante il comizio del leader della Cisl, Raffaele Bonanni. L'interruzione è avvenuta durante l'intervento del segretario Fiom Landini.

In precedenza migliaia di lavoratori dell'Ilva, muniti di fischietti, bandiere e striscioni, hanno attraversato la città vecchia di Taranto in due cortei. Gli operai, sventolando le bandiere delle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno intonato spesso lo slogan 'Il lavoro non si tocca' e hanno raggiunto il centro cittadino.

Almeno 2.000 manifestanti partecipano a Genova al corteo organizzato dai lavoratori dell'Ilva per protestare contro l'ipotesi di chiusura dello stabilimento di Taranto. Alla manifestazione sono presenti anche le Rsu di Fincantieri, e degli stabilimenti Ilva di Racconogi e Novi Ligure. I manifestanti sono partiti dallo stabilimento di Cornigliano e, attraverso Sampierdarena, raggiungeranno il centro di Genova. Una delegazione sarà ricevuta in Regione dal presidente, Claudio Burlando.

"E' essenziale che l'azienda cambi atteggiamento, perché troppo spesso ha avuto quello di chi voleva fare tutto ciò che desiderava, senza attenzione ai problemi e anche all'innovazione tecnologica fondamentale per fare produzione di qualità". Lo ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso, durante uno dei cortei in corso a Taranto per lo sciopero dei lavoratori dell'Ilva. "Speriamo - ha aggiunto - che i segnali di questi giorni siano positivi, perché occorrono risorse, scelte e rispetto per tutti i soggetti in campo".

"Abbiamo deciso di scioperare e manifestare nella città e di discutere con la città proprio perché vogliamo unire il diritto al lavoro col diritto alla salute e allo sviluppo del territorio". Lo ha detto il leader nazionale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, a margine della manifestazione in corso a Taranto. "Non è facile - ha proseguito Landini - perché ci sono anni di ritardi, ma bisogna provare a voltare pagina. Noi ci rivolgiamo direttamente all'azienda, al nuovo presidente dell'Ilva, perché dicano delle cose chiare. Per abbattere le polveri c'é bisogno di fare degli investimenti, si sa dove agire, dai parchi alla cokeria, e di fronte a un impegno preciso dell'Ilva anche le istituzioni, a partire dal governo, faranno la loro parte". Landini ha precisato che i sindacati vogliono "difendere il lavoro e dire che l'idea di fermare lo stabilimento non sta in piedi. Sappiamo che i problemi non si risolvono in pochi giorni ma è il momento di fare delle cose concrete. Non è il momento di dividere - ha sottolineato il leader della Fiom - ma di unire per recuperare dei ritardi anche nostri".

"Non vogliamo fare pressioni su nessuno, ma abbiamo il diritto non solo di dire ciò che vogliamo ma di dire che se non ci fanno lavorare, noi non spariremo in silenzio, se non ci fanno stare nelle fabbriche noi staremo nelle piazze". Lo ha detto il leader nazionale della Uil, Luigi Angeletti, alla manifestazione di Taranto contro la chiusura dell'Ilva. Non si può pensare di chiudere la fabbrica - ha aggiunto "perché al disastro ambientale si aggiungerebbe il disastro sociale".

Alla ripresa degli interventi, il leader Cgil Susanna Camusso dal palco della manifestazione ha detto che "non si può contrapporre il lavoro alla salute, sarebbe svuotare e negare il futuro. Per avere la salute non si possono chiudere semplicemente gli impianti industriali".

 

 

Per il leader della Uil Angeletti, "in nessun paese europeo si è chiuso uno stabilimento siderurgico come l'Ilva, che è il più grande d'Europa. Se la settima potenza mondiale fa questo, pensate che ci sarà un imprenditore sano di mente che investirà un altro soldo in Italia?".

 

 

I due cortei organizzati dai sindacati a Taranto nell'ambito della giornata di sciopero generale, proclamato in seguito al sequestro disposto dal gip del Tribunale Ionico dello stabilimento siderurgico Ilva, fanno segnare la presenza di migliaia di persone. "Il lavoro non si tocca" e "Taranto non deve morire" sono alcuni degli slogan scanditi; oltre alle bandiere di Cgil, Cisl e Uil e dei sindacati dei metalmeccanici Fiom, Fim, Uilm ci sono i gonfaloni dei comuni di Palagianello, Martina Franca, Castellaneta e Ginosa.

“L’ennesimo nulla di fatto non costituisce certo motivo di sorpresa. E’ una telenovela stucchevole che va avanti ormai da molti mesi, anzi da molti anni. Da quando la Tct Evergreen Hutchinson ha ottenuto la gestione del molo polisettoriale del porto di Taranto: da allora la situazione dei lavoratori portuali non è certo migliorata, come dimostrano i licenziamenti in serie e il turnover sempre promesso e mai realizzato”.

Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia, accoglie così la notizia dell’ennesimo rinvio dell’incontro con i sindacati sulla messa in mobilità di 160 lavoratori.

“Quanto accaduto – spiega Pugliese – è parte integrante della mentalità dell’impresa Tct. La stessa mentalità che ha trasformato in monopolistica la gestione del porto ionico, allontanando di fatto le aziende interessate a portare in loco le proprie navi e contravvenendo a quanto stipulato dall’accordo 50ennale per la gestione del molo polisettoriale. E’ lampante come tutte le richieste avanzate dalla Tct per ritirare la mobilità dei lavoratori siano solo pretesti per non adempiere ai propri doveri. Del resto, a tutt’oggi, nonostante la nomina del commissario Prete e la disponibilità di 400 milioni per le esigenze infrastrutturali del porto, ivi comprese quelle avanzate dalla Tct, la stessa mantiene la mobilità di 160 lavoratori, evita di presentare il proprio piano industriale e non procede con gli investimenti che dovrebbe realizzare contestualmente agli interventi del commissario. Siamo di fronte alla stessa, stucchevole solfa di quando la Tct chiedeva il dragaggio, la diga foranea, la piastra logistica, la bretella autostradale: solo fumo negli occhi ed alibi senza fondamento”.

“Per far sì – conclude il Segretario Generale della UIL regionale – che il porto di Taranto riacquisti il ruolo di primo piano che gli compete nel Mediterraneo va interrotto ogni rapporto con la Tct e va recuperato il carattere pubblico del porto, attualmente, invece, nelle mani dei privati (Ilva, Cementir, Eni e, appunto, Tct), se si fa eccezione per il solo molo San Cataldo. L’esempio di Bari, a completa gestione pubblica e con i record registrati nel 2011 (2 milioni di passeggeri e 6 milioni di tonnellate di merci), dimostra che è la strada giusta da seguire per avviare un nuovo processo di sviluppo del porto tarantino”.

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