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Domenica, 28 Febbraio 2021

Il centrodestra teme i 'Responsabili' e Salvini chiama il Colle

Nemmeno è caduto il governo Conte 2 e già si ipotizza un Conte-ter. Le inventano tutte per evitare, ancora una volta, di presentarsi al cospetto degli italiani in libere elezioni.È una menzogna che non si possa votare. Elezioni subito!  

«Se non ci sarà la fiducia, la via maestra resta quella delle elezioni».
Al presidente della Camera, si è detto durante la riunione, sarà chiesto di non consentire lavori per oggi se prima Conte non sarà venuto in aula a verificare se ha ancora una maggioranza. Nella nota congiunta si legge un appello al Colle: «Ci affidiamo alla saggezza del Presidente della Repubblica per una soluzione rapida».

«Compattezza» è la parola d'ordine del vertice, convocato alle 18, in contemporanea con l'esplosione della maggioranza, per offrire l'immagine di un centrodestra largo e unito. Ci sono il leader della Lega, Matteo Salvini, il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ma anche Giovanni Toti di Cambiamo!, Lorenzo Cesa dell'Udc, Maurizio Lupi di Noi con l'Italia. Non si è collegato Silvio Berlusconi.

«Nessun responsabile», «nessun patriota», «nessun governo con il Pd» si ripetono l'un l'altro durante l'incontro a ranghi completi. Come si legge nella nota, «i partiti del centrodestra ribadiscono con chiarezza la loro indisponibilità a sostenere governi di sinistra».

Il voto è considerata la via preferenziale «per riportare al governo del Paese una maggioranza coesa ed omogenea, con un programma condiviso» e «all'altezza dei problemi drammatici».

Durante il vertice si è, inoltre, dato mandato a Salvini di rappresentare le comuni preoccupazioni della coalizione al Colle.

"Ho appena parlato con il presidente Mattarella e gli ho chiesto, non solo a nome del centrodestra unito, ma di 60 milioni di italiani che non stanno capendo cosa succede, di fare in fretta", ha poi riferito il segretario leghista, parlando coi cronisti. "Se c'è un governo vorremmo saperlo. Il presidente Conte non può star lì altri giorni senza spiegare all'Italia cosa sta succedendo. O va a dimettersi al Quirinale o viene in Parlamento e ci racconta se ha trovato per strada qualche senatore disposto a rinnovargli la fiducia. Noi chiediamo che Conte venga domani in Parlamento".

Il pressing del centrodestra per una parlamentarizzazione della crisi è stato netto, così come la richiesta di voto politico anticipato come soluzione alla situazione politica (anche se FI non sembra insistere, come Lega e FdI).

"Non c’è più tempo per tatticismi o giochi di potere: il centrodestra unito, prima forza politica del Paese, aspetta  da ieri che Giuseppe Conte venga in Parlamento a prendere atto di una crisi conclamata - hanno scritto i leader nella nota congiunta diffusa al termine del vertice -.  L'Italia, il Parlamento e il Presidente della Repubblica meritano rispetto. La situazione è drammatica: Conte non può far finta di niente".

I contatti interni alla coalizione sono costanti e domani dovrebbe tenersi un altro vertice, il terzo in tre giorni.  Nel colloquio telefonico avuto in serata, viene riferito, Salvini e Berlusconi si sono "confrontati sulla situazione politica, condividendo la preoccupazione per la situazione del Paese, e hanno accennato anche alle elezioni amministrative: clima cordiale e di grande compattezza", si garantisce.

"Qualunque sia la soluzione, è necessario attuarla al più presto, senza perdere neppure un giorno nei tatticismi della politica di palazzo", ha poi scritto il Cavaliere in una nota, diffusa anche per garantire che le sue "condizioni di salute sono buone". "La mia attività prosegue normalmente, in costante contatto con i miei collaboratori e i protagonisti della vita pubblica, in questo momento così difficile per il Paese - ha affermato -. Non sono preoccupato per le mie condizioni, mi preoccupo per quelle di tanti italiani vittime del Covid e di altre malattie e di tanti altri italiani che subiscono le conseguenze di una crisi gravissima. Mi preoccupo anche, di conseguenza, per il rischio che la crisi politica che si è aperta aggravi la paralisi decisionale del Paese in un momento così difficile".

"In un Paese normale, il presidente del Consiglio avrebbe già dovuto dimettersi o già presentarsi alle Camere - ha osservato, dal canto suo, Meloni -. E anche se Conte dovesse avere i numeri andremo verso un governo ancora piu' debole. Per il centrodestra e per FdI l'unica soluzione seria sarebbe andare al voto".

È quanto si legge in una nota congiunta firmata dal centrodestra dopo il vertice per fare il punto sulla crisi di governo che si è tenuto questa mattina.
Alla riunione, oltre ad Antonio Tajani (Forza Italia), Giorgia Meloni (Fdi) e Matteo Salvini (Lega) hanno partecipato anche Giovanni Toti (Cambiamo!), Lorenzo Cesa (Udc) e Maurizio Lupi (Nci). Nel corso del vertice è stato stabilito che, per seguire gli sviluppi della crisi del governo di Giuseppe Conte e concordare una strategia comune in vista di una possibile riedizione peggiorativa i leader dei partiti della coalizione si consultaremo ogni giorno fino alla sua soluzione. Una prova di compattezza, questa, che mira anche a disinnescare le voci su presunti "transfughi" pronti a lasciare la coalizione per correre in soccorso dell’esecutivo Conte.

Quello inerente la crisi di governo non è stato l'unico tema trattato nel corso del vertice. Durante la riunione, infatti, la coalizione si è confrontata sulle strategie per affrontare alcune questioni decisivi per il Paese: tra queste vi sono il piano vaccini, il Recovery plan, la scuola, i ristori e le nuove restrizioni anti-Covid.

"Il centrodestra è compatto, anche i centristi". Cosi il vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani al termine del vertice del centrodestra. Il numero due degli azzurri esclude che si possano verificare uscite da FI per "rimpolpare" il presunto gruppo dei "responsabili". "Non mi risulta", ha risposto Tajani.

"Se Conte non è in grado di andare avanti si faccia da parte, il centrodestra è pronto ad offrire risposte concrete, la via delle elezioni è quella che segue mezza Europa", ha invece affermato Matteo Salvini incontrando i giornalisti. Il leader della Lega si mostra cauto sulla possibilità di un mandato esplorativo conferito al centrodestra se Conte non dovesse farcela: "Una cosa per volta, per me i numeri" nel centrodestra "ci sono. Italiani sappiano che noi numeri ce li abbiamo, noi ci siamo".

"L'atto conclusivo di questa esperienza fallimentare del governo Conte deve avvenire in Parlamento, il luogo dove risiede la volontà popolare: è qui che l'esecutivo deve venire a confrontarsi per capire se il presidente del Consiglio abbia ancora il supporto delle forze parlamentari. Fratelli d'Italia ha chiesto di restituire la parola agli italiani per avere un governo autorevole che garantisca stabilità. Chiediamo fermamente che si torni alle urne, come sta avvenendo in tutta Europa e come accaduto negli Stati Uniti. Non abbiamo ancora capito perché Conte non sia salito al Colle per rimettere il mandato. Non bloccate la Nazione alla ricerca di qualcuno che pur di restare attaccato alla poltrona è disposto a cambiare bandiera". Lo dichiara intervenendo in Aula il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

Per il capo delegazione di Fratelli d’Italia - ECR al Parlamento europeo, Carlo Fidanza: “Tra le tante scuse per negare ancora una volta agli italiani il loro diritto a scegliersi un governo degno di questo nome, c’è anche quella, bizzarra, che non si potrebbe votare ora perché si rischierebbe di perdere le risorse del Recovery fund. Prima di tutto occorre ricordare che la prima bozza del governo risale alla metà dello scorso ottobre, sono passati tre mesi che la maggioranza ha impiegato a litigare su poltrone e rimpasti. Soltanto un governo unito e legittimato dal voto popolare può disegnare con credibilità l'Italia del futuro. Conte si dimetta, si sciolgono le Camere e si chieda agli italiani di scegliere un nuovo governo”. 

 

Fonti Gazzetta Tricolore / Agi/ il Giornale 

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