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Il ruolo delle donne infortunate e invalide sul lavoro

Foto di gruppo

 

“Le donne sono madri, mogli, lavoratrici e anche badanti. Quando a questi aspetti si aggiunge anche quello dell’invalidità il quadro si complica. Ma noi siamo qui per lanciare un chiaro messaggio. Le donne non devono arrendersi. E noi siamo vicini a loro, così come facciamo da quindici anni a questa parte”. Lo ha detto il presidente nazionale dell’Anmil, Franco Bettoni, stamani a Ragusa, partecipando all’iniziativa promossa dal locale gruppo Donne, guidate dalla presidente territoriale Maria Agnello, con la collaborazione della presidente territoriale di Siracusa, Giorgia Lauretta. Un tema molto sentito dall’Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi del lavoro quello de “Le abilità residue delle donne infortunate sul lavoro” che è stato affrontato nel corso di un incontro a cui hanno partecipato, oltre agli associati iblei, anche i presidenti dei Consigli territoriali provinciali siciliani assieme al neo presidente regionale Antonino Capozzo, ragusano, eletto appena ieri pomeriggio nel suo nuovo ruolo. “Per me è un grande onore – ha affermato Capozzo – avere concretizzato la mia prima uscita pubblica a Ragusa. Ho detto che sarò il presidente di tutti e mi assumerò in pieno questo impegno. C’è parecchio da lavorare nella nostra regione per superare i problemi legati ad una questione culturale che, purtroppo, investe donne e uomini infortunati e invalidi del lavoro. Nei prossimi giorni illustrerò il mio programma ma intanto voglio fare sentire la mia personale vicinanza a tutti gli associati iblei e non solo. Cercheremo di fornire risposte sempre più puntuali”. Nel suo intervento, Bettoni, intervenuto a Ragusa assieme al direttore generale dell’associazione nazionale, Sandro Giovannelli, ha ricordato che “una donna infortunata, proprio perché costretta ad essere inquadrata nei molteplici ruoli che ho già ricordato, ha maggiori difficoltà, rispetto ad un uomo, ad integrarsi. Se però questo percorso le viene in qualche modo agevolato all’interno del nucleo familiare, è all’esterno, nella società, che si riscontrano ostacoli a prima vista insormontabili. E noi stiamo lavorando proprio per questo. Per fare in modo che tale gap culturale possa essere colmato e superato. E’ un disagio che investe tutto il nostro Paese, da Nord a Sud. Le donne infortunate ed invalide perdono, spesso, il posto di lavoro o sono messe nella condizione di andarsene. Dobbiamo evitare che accada. La battaglia che conduciamo è una battaglia di genere. L’attenzione verso le donne, a maggior ragione verso le donne infortunate e invalide del lavoro, sarà sempre crescente da parte dell’Anmil”. Il direttore generale Giovannelli, ringraziando l’associazione di Ragusa per l’ospitalità, ha comunicato quali saranno le novità normative che potranno interessare a breve gli associati anche se è stata richiesta una maggiore attenzione da parte del nuovo Governo nazionale soprattutto perché, modificandosi continuamente gli assetti parlamentari, si rischia il blocco di percorsi legislativi già avviati, costretti a subire continui intoppi. La presidente territoriale di Ragusa, Maria Agnello, ha ringraziato i prestigiosi ospiti per avere accolto l’invito della sede locale dell’Anmil ricordando che “, per noi, l’8 marzo, è un momento particolare. Un momento in cui ricordiamo che le numerose battaglie che ci riguardano non sono finite. Ma siamo pronte ad andare avanti e ad affrontarle”. Al termine dell’incontro, una delegazione di soci Anmil, guidata dal presidente nazionale Bettoni e dal presidente regionale Capozzo, si è recata in viale del Fante per depositare una corona d’alloro dinanzi al monumento ai caduti sul lavoro realizzato dal maestro Franco Cilia, presente per l’occasione alla cerimonia. Un momento significativo e toccante che ha chiuso nella maniera più adeguata una giornata ricca di spunti.

La delegazione dinanzi al monumento ai caduti di viale del Fante

 

 

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