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Venerdì, 22 Febbraio 2019

De Rango: “ Il sindacato è dei medici, occasione per essere più partner e meno controparte”

“Il sindacato? E’dei medici, per questa ragione credo ci sia l’occasione per essere piu’ partner e meno controparte”. Così la dott.ssa Carmela De Rango, Segretario Nazionale della Cimop (Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata) chiudendo la giornata di studi promossa dalla Cimop a Brescia per analizzare la sanità privata tra riforme e nuove regole, alla presenza di relatori e tecnici di altissimo profilo, tra cui il Presidente Cimop Fausto Campanozzi, Fabio Rolfi Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, Donatella Albini responsabile sanità del Comune di Brescia, Emmannuel Miraglia Responsabile del Servizio Lavoro e Relazioni Sindacali dell’AIOP, Mario Berruti avvocato del foro di Brescia Consulente legale CIMOP e Francesco Puccio Presidente dell’Ordine dei Medici di Brescia.

Secondo De Rango “il nodo del contratto e la armonizzazione delle esigenze di lavoratori, pazienti e aziende deve essere la naturale meta del nostro lavoro, al fine di creare un percorso condiviso e risolutivo che offra risposte e non freni, soluzioni e non contrapposizioni”.

“La rapidissima evoluzione giurisprudenziale a cui stiamo assistendo in questi mesi deve essere controbilanciata da un intenso sforzo della Cimop per seguire da vicino, e tentare di ribaltare, l’odiosa discriminazione contrattuale e retributiva che viene perpetrata nei confronti dei medici che operano nella sanità privata. Da tempo Cimop, in alcune realtà, è riuscita ad ottenere contratti più vantaggiosi. E le retribuzioni raggiunte tramite contrattazioni aziendali sono frutto di mediazione e della introduzione di flessibilità, che hanno portato beneficio sia ai medici che alle aziende. Ma a questo punto serve un passo in più: valutare se a fronte di una flessibilità è possibile raggiungere livelli di retribuzione accettabili per un medico”.

E conclude: “Non dobbiamo tralasciare nessuna possibile apertura a nuove forme di retribuzione, comprese le nuove opportunità per gestire il Welfare aziendale previste dagli artt. 51 e 100 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). Ecco perché, anche in chiave di flessibilità, occorre ripensare ad un nuovo contratto collettivo nazionale, tenendo bene a mente tre elementi: l’introduzione della Riforma Fornero e del Jobs Act hanno reso inoltre l’attuale articolato contrattuale superato e privo di alcune tutele; con la riforma Fornero è stata anche rivista l’età pensionabile; infine l’esistenza di 21 diversi sistemi regionali temo andranno ad influenzare le trattative, come peraltro hanno già influenzato l’applicazione dell’accordo ponte economico del 2009”.

 

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