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Lunedì, 21 Maggio 2018

Precious, album di Fabio Accardi, per una ecosofia del jazz

Il batterista Fabio Accardi presenta l' album Precious - in 5et con Gaetano Partipilo al sax, Claudio Filippini al piano, Francesco Poeti alla chitarra e Luca Alemanno al basso - il cui titolo non ha parentela con l'omonima song di Esperalda Spalding. Altre due precisazioni.

Chi è portato a pensare che le musiche ideate da un drummer (nel caso in ispecie otto brani su dieci, tranne Little Church di Pascoal e Preludio para Naná di deJohnette) debbano essere nerborute e muscolari è smentito in pieno. Anche se Mordente lo è ... la label pugliese che ha prodotto il cd. Ed è da sfatare il luogo comune secondo cui la musica più vigile sul contesto attorno a noi - cielo, terra, mare, flora, fauna - oltre a tanta classica, ed a certo pop impegnato, debba essere in genere francescanamente ambient. 

Il disco di Accardi, non è biomusical, non è cioè basato sui suoni della natura, bensì declina un "green jazz" che rimanda a idee di environment, consapevolezza ed ecosofia ambientale da parte di chi, osservando fuori dal proprio orticello antropocentrico, si interroga sulla saggezza della terra, direbbe Pannikar, e disegna, tramite distinte linee musicali, una serie di alvei sonori, inclusivi dell'ascoltatore. 

Eccoli sviscerati in Biodiversity (con in vetrina la chitarra scivolosa di Poeti), A Naturaleza nossa princeza (samba dal fraseggio slanciato), Oceans: the whales' song (ispirata dal canto delle balene), Wonderland: let the children play (dove è il contrabbasso a dettare l'avvio prima del bell'avvento di sax e piano), (S)Heaven can't wait (dalle frastagliate policromie pianistiche)...

Accardi pare avvinto da una sorta di ecologia del suono, per i riferimenti ideali su cui è fondata, la salvaguardia dell'ambiente con le sue biodiversitá, lo sviluppo sostenibile, l'energia pulita, la tutela del "precious" naturalistico che ci circonda.

Prendiamo la delicata ballad Scarlett, Scient of woman. Vi si celebra, con sapiente uso alterno di soprano-piano-chitarra, il dono della donna di generare la vita mentre nel contempo si rimanda all'esteso processo della creazione terrestre.

Altro esempio in Thirty ways to... dove si guarda ai battelli di Greenpeace, con acidi sprazzi postbop e su tempi musicali in 30 quarti divisi in tre differenti sezioni a seconda della tipologia ritmica.

Si vuol dire che ogni composizione evidenzia, oltre a un postulato a monte, un preciso ruolo musicale a valle, all'interno di questa Ode Laica all'Habitat. In jazz. 

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