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Protesta degli agricoltori, La Rosa: "Speriamo che le solite promesse non rimangano tali"

 

“Abbiamo assistito alla solita manifestazione pubblica di costernazione da parte dei rappresentanti delle istituzioni. Ora, però, speriamo che dalla riunione dell’unità di crisi, in programma domani a Palermo, possano arrivare delle risposte e che le solite promesse non siano così difficili da mantenere. Perché stiamo assistendo a un vero e proprio dramma che riguarda migliaia di produttori in provincia di Ragusa e che non possiamo fare passare sotto silenzio”. Lo dice il presidente provinciale del movimento politico Sviluppo ibleo, Andrea La Rosa, dopo avere preso atto delle proteste di questi ultimi giorni che hanno interessato anche il territorio provinciale di Ragusa. “Purtroppo – continua La Rosa – la Politica si dibatte da anni in questo guado senza che sia stato individuato lo sbocco adeguato rivolto all’intero comparto. Sosteniamo i nostri agricoltori che stanno protestando per salvare le nostre linee produttive di cibo dalle sbagliate politiche europee. Il Parlamento europeo è sotto assedio; lungo le strade e nelle piazze italiane, nella nostra provincia, a Vittoria, si sente forte la protesta di chi rivendica i propri diritti e la propria autonomia professionale. Basta con le imposizioni dell'Europa. Noi consumatori dobbiamo stringerci attorno a questa protesta, altrimenti questa politica agricola europea non lascerà futuro ai nostri giovani. Non possiamo stare a guardare. Occorre incidere in maniera concreta sulle scelte della Pac che sono decise a Bruxelles. Tutto accade sopra le nostre teste. Dobbiamo, per questo, sollecitare i nostri rappresentanti istituzionali a vari livelli a fare meglio, soprattutto dopo che è stato registrato un simile disagio. Bene formare un fronte comune. Ma facciamolo laddove le decisioni che contano possano essere influenzate nella maniera più produttiva possibile. Non è la prima volta che assistiamo a manifestazioni del genere. E probabilmente non sarà neppure l’ultima. Speriamo, però, che possa essere l’ultima in cui assistiamo a questi mal di pancia. Speriamo che il futuro possa fornirci indicazioni adeguate e, soprattutto, una classe dirigente in grado di dare risposte all’altezza”.

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