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Le mosse della Cina

La Cina auspica il dialogo tra Stati Uniti e Russia sul trattato Start, dopo la sospensione della partecipazione di Mosca, annunciata ieri dal presidente russo, Vladimir Putin.

Il trattato è "di grande importanza per mantenere la stabilità strategica globale, promuovere la pace internazionale e realizzare l'obiettivo di un mondo senza armi nucleari", ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin.

La Cina, ha aggiunto, "ha notato le differenze tra Russia e Stati Uniti sull'attuazione del trattato e spera che le due parti possano risolvere adeguatamente le loro divergenze attraverso un dialogo e una consultazione costruttivi per garantire la corretta attuazione del trattato".

Vladimir Putin ha annunciato che "la forza di deterrenza nucleare della Russia è dotata al 90% di armi avanzate" e che Mosca sospende la propria partecipazione al New Start.
Mentre gli Stati Uniti ne avrebbero 5.428. Di conseguenza, Usa e Russia deterranno circa il 90% del totale mondiale di questi ordigni devastanti. Ma delle quasi 6.000 testate nucleari russe, 1.500 sono ritirate e pronte a essere smantellate (sarebbero invece 1.720 quelle americane ritirate dagli arsenali). E delle rimanenti 4.500 - riportava un anno fa il Bulletin of the Atomic Scientists - sarebbero all'incirca 1.500 quelle in effetti dispiegate su sistemi strategici a lungo raggio, mentre le restanti 3.000 sarebbero "di riserva". La Russia ne avrebbe 812 dispiegate su missili balistici terra-aria, 576 su missili balistici lanciabili da sommergibili e 200 nelle basi dei bombardieri pesanti. 

Il trattato New Start tra Russia e Usa limita gli armamenti nucleari strategici fissando un tetto di 1.550 testate e 700 missili e bombardieri dispiegabili da ciascuno dei due Stati. Le armi nucleari sono spesso divise in 'strategiche' - capaci di colpire bersagli a lunga distanza - e 'tattiche', e su queste ultime le stime delle varie agenzie sull'arsenale di Mosca variano di molto: da 1.000 a 2.000 testate, sottolinea il Washington Post, secondo cui queste armi possono essere lanciate da terra, aria e mare, ma non sono dispiegabili preventivamente. Stando alla Federation of American Scientists, la Russia potrebbe avere 1.912 ordigni di questo tipo, ma questa cifra potrebbe contenere armi ritirate o in procinto di esserlo. Le testate nucleari sono armi micidiali, e anche le meno potenti sono capaci di uccidere migliaia e migliaia di persone e di rendere invivibile un'area per tantissimi anni.

Intanto un Esercitazione navale congiunta di Sudafrica, Russia e Cina è scattata al largo delle coste sudafricane; ne danno notizia sia l'agenzia stampa  russa Tass che il ministero della Difesa del Sudafrica. Le manovre, denominate Mosi-2, si svolgono nell'Oceano Indiano fino al 27 febbraio, ad un anno dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito di Mosca.  Da gennaio il Sudafrica è alla presidenza dei paesi BRICS, cioè  Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.
L'esercitazione navale congiunta di Cina, Russia e Sudafrica è ricca di contenuti, tra cui una dozzina di task come antipirateria, difesa aerea e l'atterraggio di elicotteri sui rispettivi natanti. 

L'esercitazione congiunta aiuterà sicuramente le tre marinerie ad approfondire la reciproca fiducia, promuovendo la cooperazione in tema di sicurezza migliorando la loro capacità di mantenere congiuntamente la sicurezza marittima per dare un contributo maggiore alla pace mondiale" : ha dichiarato alla stampa Huang Zhongxin, comandante, 42a squadra di scorta della marina cinese. Le immagini diffuse da Pechino mostrano i natanti cinesi che partecipano alle manovre. Secondo fonti russe potrebbe anche essere effettuato un lancio di prova di un missile ipersonico Tsirkon che potrà raggiungere un obiettivo di superficie ad oltre 500 chilometri di distanza.

Le relazioni russo-cinesi "stabilizzano la situazione internazionale"

Lo ha assicurato il presidente russo Vladimir Putin, incontrando a Mosca l'inviato del presidente cinese Xi Jinping che ha avuto anche un colloquio con il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov.

il tour diplomatico di Wang Yi in Europa è entrato nel vivo. Il direttore dell'Ufficio della Commissione Affari Esteri del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (Pcc), ovvero il massimo funzionario della diplomazia cinese, è arrivato in Russia. A Mosca, per conto di Xi Jinping, Wang proverà molto probabilmente a sottoporre a Vladimir Putin il piano di pace cinese per risolvere la questione ucraina. Il bilaterale con il presidente russo è in programma oggi pomeriggio. Nel frattempo, il fedelissimo di Xi ha ribadito la partnership con il Cremlino in un incontro con il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov.

L'emissario di Xi ha un'agenda fittissima e densa di impegni. Wang ha subito incontrato il capo del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev. I due funzionari, stando a quanto riportato dal ministero degli Esteri cinese, hanno concordato di opporsi "alla mentalità della Guerra fredda" e "al confronto tra blocchi", di voler compiere maggiori sforzi per "migliorare la governance globale" e combattere "ogni forma di bullismo unilaterale" nei rapporti tra nazioni.

L'incontro più atteso era però un altro: quello tra Wang e Sergej Lavrov. Nel loro faccia a faccia è emerso che Mosca e Pechino sono pronte a "difendere gli interessi reciproci" sulla scena internazionale.

"Le nostre relazioni si stanno sviluppando in modo costante e dinamico e, nonostante l'elevata turbolenza sulla scena mondiale, dimostriamo solidarietà e disponibilità a difendere gli interessi reciproci sulla base del rispetto del diritto internazionale e del ruolo centrale delle Nazioni Unite", ha affermato Lavrov. "Nonostante la volatilità della situazione internazionale, Cina e Russia mantengono sempre la determinazione strategica, si muovono con fermezza e fiducia in linea con la formazione di un mondo multipolare e rimangono impegnate nel multipolarismo", ha aggiunto da parte sua Wang.

A seguire Wang Yi ha avuto un faccia a faccia con Putin. Secondo il presidente russo le relazioni russo-cinesi "stabilizzano la situazione internazionale".

Dal punto di vista economico, ha sottolineato il capo del Cremlino, l'obiettivo di un fatturato commerciale di 200 miliardi di dollari tra Russia e Cina sarà raggiunto prima del previsto.

L'inviato di Xi ha affermato che Pechino è pronta ad approfondire la fiducia politica reciproca e la cooperazione strategica con la Russia.

Nel frattempo il portavoce del ministero degli Esteri cinese afferma che Pechino non sta valutando invio di armi a Mosca e chiede di smettere di diffondere falsità a riguardo. "Gli Stati Uniti e altri Paesi Nato ora stanno costantemente diffondendo che la Cina potrebbe fornire armi alla Russia, un trucco che è stato usato e smascherato all'inizio della crisi in Ucraina", ha dichiarato Wang Wenbin, ricordando che sono gli Stati Uniti ed i Paesi Nato "la principale fonte di armi nei campi di battaglia in Ucraina".

La Cina, ha detto Wang Yi secondo quanto riporta la Tass, rimane "impegnata a sviluppare le relazioni con la Russia nonostante la situazione instabile nel mondo". L'inviato cinese ha aggiunto che l'alto diplomatico si aspetta di "raggiungere nuovi accordi" con Mosca.

Putin ha revocato un decreto del 2012 che in parte sosteneva la sovranità della Moldavia nell'ambito delle politiche sul futuro della Transnistria, regione separatista sostenuta da Mosca che confina con l' Ucraina e dove la Russia ha truppe. Lo riporta il Guardian. Il decreto, che comprendeva una componente moldava, delineava la politica estera russa di 11 anni fa che presupponeva relazioni più strette con Ue e Usa. La revoca è stata pubblicata sul sito del Cremlino e afferma che la decisione è stata presa per "garantire gli interessi russi in relazione ai cambiamenti nelle relazioni internazionali". Nelle stesse ore la Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, ha approvato la sospensione del trattato nucleare New Start.

Intanto la Cnn riferisce che la Russia ha effettuato un test di un missile balistico intercontinentale - SARMAT, soprannominato Satana II - che sembra essere fallito lunedì, nel momento in cui il presidente Joe Biden stava per arrivare in Ucraina, secondo due funzionari Usa vicini al dossier. Lo riporta la Cnn. La Russia ha notificato in anticipo agli Stati Uniti il lancio attraverso le linee di deconfliction. Un altro funzionario ha affermato che il test non ha rappresentato un rischio per gli Usa e che non è considerato un'escalation. Il presidente Putin non ha fatto alcun riferimento al lancio nel discorso di ieri. Il SARMAT trasporta testate nucleari.

Fonte Ansa Il giornale msn

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