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Caso Moro nuove rivelazioni di Report

L'ex 007 Francesco Pazienza avrebbe "dato una mano" a Report per realizzare l'inchiesta sul caso Moro secondo Adn Kronos. A rivelarlo è l'ex Br Paolo Persichetti, oggi ricercatore storico e autore di libri e inchieste sul rapimento e l'uccisione dello statista democristiano, che sul suo blog e spiega di essere venuto in possesso di uno scambio WhatsApp tra Francesco Pazienza e Cristiano Lovatelli Ravarino, giornalista italo americano, avvenuto nella fase preparatoria della trasmissione.

"Smentisco nella maniera più assoluta quanto affermato da Persichetti in merito alla puntata di 'Report' sul caso Moro. Quello che ha scritto è pura fantasia, gli sarebbe bastato fare una telefonata al sottoscritto per verificare che l'informazione che ha dato è totalmente falsa". Ad affermarlo all'Adnkronos è Sigfrido Ranucci, commentando così le dichiarazioni dell'ex br Paolo Persichetti che, sul suo blog e sostiene che l'ex 007 Francesco Pazienza avrebbe 'dato una mano' alla trasmissione nell'inchiesta sul caso Moro andata in onda ieri sera.

"Il programma è stato realizzato in piena autonomia dal collega Paolo Mondani, come tutti i servizi di 'Report', e la puntata è arrivata chiusa", sottolinea Ranucci. Che scandisce: "Abbiamo letto che ricalca molto il lavoro della seconda commissione Moro, quindi non c'è stato alcun depistaggio. E oltretutto, dagli screenshot mostrati non si evince che ci sia stato alcun depistaggio".

Lo Stato venne a sapere della morte di Aldo Moro ore prima della telefonata con cui le Brigate Rosse annunciavano la presenza del cadavere in via Caetani.

Il caso Moro è un cold case, secondo Quotidiano Nazionale, che non trova mai una conclusione. Non sono bastati cinque processi e due Commissioni d’inchiesta parlamentare a far luce sui 55 giorni del sequestro dello statista Dc che si concluse con la sua morte. Stavolta a fare notizia sono le parole dell’ex vicesegretario del Psi, Claudio Signorile, intervistato dalla redazione di Report , la trasmissione d’inchiesta di Rai Tre che sostanzialmente dice due cose. La prima: Signorile era nello studio di Cossiga, allora ministro dell’Interno, e seppero della morte di Moro tra le 9.30 e le 10 mentre la telefonata del postino Br, Valerio Morucci, arrivò solo alle 12.15". La seconda: c’era una presenza ossessiva dei servizi, soprattutto inglesi. Due punti su cui è cruciale ascoltare il parere di Beppe Fioroni, ex ministro dc, che dal 2 ottobre 2014 al 6 dicembre 2017 (poi il Parlamento si sciolse) è stato presidente della seconda commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro. "Basta leggere i documenti, le tre relazioni presentate dalla Commissione. In quelle migliaia di pagine c’è già scritto tutto".

Intervistato dai giornalisti della trasmissione televisiva,come riferisce Ansa, ricorda quanto avvenuto la mattina del 9 maggio 1978, il giorno in cui venne ritrovato il corpo del presidente della Dc, quando si trovava nella stanza di Cossiga. "Si accende il cicalino e dal cicalino la voce - racconta Signorile - Due messaggi. Il primo: la macchina rossa eccetera dentro, poi il secondo dopo qualche minuto: la nota personalità, linguaggio burocratico del ministero degli Interni, per personalità si tratta eccetera, eccetera a quel punto mi dice mi devo dimettere e io dico, fai bene. Ci abbracciamo".
Il giornalista fa presente che quella telefonata arrivò di prima mattina, intorno alle 9.30, mentre quella delle Br arrivò solo alle 12,15. Dunque Cossiga, allora ministro dell'Interno, avrebbe saputo della morte di Moro ore prima del ritrovamento ufficiale.
Il programma di Sigfrido Ranucci pubblicherà anche altre interviste e testimonianze di quei giorni, in cui si ipotizza anche un coinvolgimento nel caso dei servizi segreti inglesi.

Nonostante i numerosi processi e le due Commissioni d'inchiesta parlamentare, il caso Moro rimane un cold case irrisolto. Ci sono ancora punti oscuri e silenzi che devono essere indagati per far luce sui 55 giorni del sequestro dello statista Dc che si concluse con la sua morte. Le recenti dichiarazioni di Signorile, rilasciate durante un'intervista con la redazione di Report, aggiungono ulteriori elementi a un puzzle ancora incompleto.

Fonti : Adn Kronos/ Ansa / QN
   

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