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Domenica, 22 Luglio 2018

Verso il nuovo governo

Io dialogo con tutti, ma l'unico punto fermo è che con il Pd non si può fare nulla. A Calenda dico, mamma mia! Un governo con chi ha approvato la Fornero o vuole gli immigrati che cosa potrebbe fare?". Così il leader della Lega boccia l'apertura del ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda a favore di un coinvolgimento del Pd nella formazione del futuro governo. Calenda, in una intervista a 'Repubblica' ha parato di un "governo di transizione" sostenuto da tutti con la costituzione di una bicamerale per la legge elettorale e l'assetto istituzionale del Paese e il taglio dei costi della politica.

"Ogni voto conta - ha detto ancora Salvini parlando delle regionali - e noi pensiamo che da queste regionali possa venire un segnale nazionale di chiarezza e di cambiamento".

"Quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito - ha sottolineato il leader del Carroccio - è quello che gli elettori hanno premiato col voto il 4 marzo: chiedo al MoVimento 5 stelle di avere rispetto per gli elettori". "Come io dico che non esistono partiti pericolosi o elettori pericolosi chiedo che tutti gli altri facciano lo stesso".

il presidente, tra la serata di martedì dopo il dibattito sulla crisi siriana o più probabilmente mercoledì, potrebbe già spezzare lo stallo con un incarico che serva a sfrondare i rami dell'opportunismo e della cocciutaggine

La «via maestra» seguita da Mattarella vuole mettere alla prova in primis la coalizione di centrodestra, e dunque il leader incoronato dalle urne, cioè Matteo Salvini. Secondo i borsini quirinaleschi, il quadro internazionale (con le dichiarazioni salviniane a favore di Russia e Assad) non avrebbe agevolato le quotazioni del leader leghista, nonostante però Mattarella sembri intenzionato a non tenerne conto. Il presidente si prefigge, in realtà, di verificare nei fatti quel che i leader gli hanno con decisione rappresentato nei giorni scorsi (e anche ieri, per quanto riguarda le dichiarazioni di Salvini a Vinitaly), ovvero che il leader della Lega sia pronto a varare una maggioranza con i M5S e a poter smussare i contrasti tra grillini e Berlusconi. In parallelo con questo schema di incarico, se entro mercoledì la situazione restasse ancora avviluppata ai veti, la soluzione c'è già: toccherebbe alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati, esperire una conciliazione che per il momento sembrerebbe impossibile.

La seconda tappa, in caso di fallimento, sarebbe così un tentativo concesso al capo politico del partito di maggioranza relativa, ovvero Luigi Di Maio. O, anche in questo caso come nel precedente, in parallelo un pre-incarico esplorativo al presidente della Camera, Roberto Fico. È soltanto dopo aver sfrondato il cespuglio, che riusciremo a intravedere se c'è qualche frutto o è solo un grande intrico di rovi, è la filosofia che circola negli ambienti del Colle. 

Sarà quindi dopo queste due verifiche, che Mattarella potrà intraprendere un cammino che si preannuncia per niente più facile: l'individuazione di una personalità «terza» e autorevole, che sieda in Parlamento oppure no, ma il cui prestigio possa essere riconosciuto dall'intero arco politico, cui affidare un incarico «pieno», stavolta. Per un governo che non dovrebbe avere alcun vincolo o «stretta» di mandato (la Costituzione non lo consentirebbe), capace di conquistarsi la maggioranza in Parlamento partendo dai voti di Forza Italia e Pd. I soli favorevoli, per ora, all'ipotesi ancora acerba del piano B. 

Intanto la crisi siriana fa irruzione persino nella campagna elettorale per le Amministrative del Molise. Silvio Berlusconi esce dalla stanza di albergo con quasi due ore di ritardo sui programmi. Ha voluto prima parlare con molte persone per rendersi conto di quel che sta accadendo nel mondo e di quali conseguenze registrare.

La sua prima parola è sul governo che non c’è. “Ora accelerare”, dice. Non drammatizza, ma allo stesso tempo il messaggio che invia al Quirinale è chiarissimo. Così anche all’alleato Salvini. La formula di Berlusconi resta quella di questi giorni: “Auspico un governo di centrodestra che in Parlamento trovi i voti che mancano”. Di accordi con Di Maio, manco a parlarne. E d’altronde gli insulti ultimi hanno ormai scavato un fossato quasi invalicabile tra Forza Italia e M5S.

Già, ma come la mettiamo con Salvini? Che ne pensa di quella posizione del leghista così dura e pura? Pausa imbarazzata. “In certi momenti è meglio non pensare... e non dire nulla”. E via con la campagna elettorale. Lo attendono gli elettori a Isernia. Chiara, invece, la posizione di Gentiloni: “Quella di stanotte è stata un’azione circoscritta, mirata e motivata a colpire le capacità di fabbricazione o diffusione delle armi chimiche, non può e non deve essere l’inizio di una escalation, l’Italia lo ha ribadito nei giorni scorsi e continuerà a farlo” 

«L’Italia non può togliere le sanzioni alla Russia senza subire gravi conseguenze». Con queste parole Kurt Volker, inviato speciale dell’amministrazione Trump per l’Ucraina, non intende lanciare un avvertimento, ma sottolineare un dato di fatto: «Sono misure europee, non italiane. Non rispettarle provocherebbe prima di tutto un problema con Bruxelles».

 

 

 

 

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