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Martedì, 19 Gennaio 2021

Il ruolo di mediazione di Nikos Dendias nella liberazione dei pescatori

L'avventura di 18 pescatori, tra cui diversi italiani, detenuti in Libia dallo scorso settembre, è stata conclusa dal generale Khalifa Haftar, dopo la mediazione di Atene, con Roma che ha ringraziato il nostro Paese. 

Secondo il ministro degli Esteri, la Grecia aveva un ruolo di mediazione, mentre Nikos Dendias era in costante contatto con entrambe le parti e aveva inviato una lettera pertinente ad Haftar.  

Secondo la stampa Ellenica la Grecia accoglie con favore il rilascio di 18 pescatori, ha affermato in un comunicato il ministero degli Esteri. Il Ministero degli Affari Esteri, su indicazione del Ministro degli Esteri Nikos Dendias, aveva assunto un ruolo di mediazione ed è stato in costante contatto con le due parti negli ultimi tre mesi per porre un lieto fine a questa questione umanitaria.

In questo contesto, il ministro degli Esteri Nikos Dendias ha inviato una lettera al generale Haftar in cui ha sottolineato, tra le altre cose, che la Grecia vuole creare, con l'assistenza di tutti i paesi del vicinato più ampio, un'area di pace, stabilità, basata su relazioni di buon vicinato e pieno rispetto del diritto internazionale.

Il ministro degli Esteri ha inoltre sottolineato che Paesi come Grecia, Italia e Libia, in quanto vicini e legati dalla storia, dovrebbero dare l'esempio di una convivenza armoniosa in una regione travagliata. In questo contesto, conclude, le rispettive controversie dovrebbero essere risolte pacificamente, attraverso il dialogo.

Venerdì scorso, il ministro degli Esteri italiano Luigi di Maio ha inviato un messaggio al suo omologo greco, ringraziandolo per il suo generoso sostegno alla Grecia, sottolineando, tra l'altro, che i pescatori potranno festeggiare il Natale con le loro famiglie.

Secondo le ricostruzioni Italiane, Haftar è stato pressato da più parti per cedere sul rilascio dei marinai, per il quale avrebbe richiesto in cambio ciò di cui parla Di Maio, la riqualificazione dei rapporti con Roma, che si è concretizzato con l’incontro col ministro e col presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e con le photo opportunity collegate. Secondo quanto noto a Formiche.net, per esempio, sia la Grecia (che parla con Haftar in chiave anti-Turchia, disposta sull'altro lato del conflitto libico) che la Russia (partner di Haftar con mire espansionistiche nel Mediterraneo) hanno avuto un loro ruolo nelle trattative; e non solo. Differentemente da quanto detto dall'ex premier Silvio Berlusconi però non è stato grazie a Vladimir Putin che Haftar ha rilasciato i pescatori. 

Circostanza negata anche da Di Maio. Il rilascio è avvenuto a valle di una serie di interlocuzioni, su cui l'Aise ha avuto il ruolo centrale, e che hanno avuto come contraccambio quel riconoscimento di Haftar come “interlocutore” (così lo chiama Conte), utile al signore della guerra per spingere il suo ritorno in pista. La vicenda è complessa, distante dalla polemica politica interna in cui è stata abbassata dalle forze politiche italiane. La riqualificazione di Haftar è parte di una serie di passaggi che lo hanno visto protagonista nell’accordo sulla riapertura delle produzioni petrolifere, nell’accettazione del meccanismo di contatto militare “5+5” (parte del dialogo onusiano in corso), delle evoluzioni che riguardano la Banca centrale.
Secondo la BBC, le motovedette libiche fedeli ad Haftar hanno catturato i 18 pescatori di base in Sicilia il 1 ° settembre. I 18 sono stati accusati di violare le acque territoriali libiche. L'Italia ha contestato questa affermazione.

La detenzione degli uomini ha causato un danno politico al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, accusato al vicino di non aver mostrato un pugno contro il generale. Le famiglie dei pescatori avevano fatto una campagna nella capitale italiana Roma per cercare di garantire la loro libertà.
Dei 18, otto sono cittadini italiani. sei tunisini, due indonesiani e due senegalesi. La loro attività di pesca era basata nel villaggio siciliano di Mazara del Vallo e pescavano al largo delle coste libiche in acque ricche di gamberi rossi.

 

fonti :  Ta Nea / Formiche.

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