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Mercoledì, 20 Maggio 2026

Quanto accaduto al liceo Fermi di Padova e al liceo Galilei di Belluno non è un semplice gesto di rifiuto.  Due studenti hanno scelto, in modo diverso ma altrettanto chiaro, di non sostenere il colloquio orale dell’esame di maturità. Non per superficialità o disinteresse, ma per inviare un messaggio forte e simbolico su come oggi tanti giovani vivono la scuola: con distanza, con fatica, a volte con rassegnazione. Una scuola che valuta ma non ascolta, che misura ma non riconosce. È una protesta simbolica, silenziosa, profondamente pacifica. Ed è proprio per questo che colpisce. Perché si impone senza rumore, ma con forza. Perché non cerca la ribalta, ma lascia un segno duraturo. In un tempo in cui le parole spesso si consumano in un giorno, un gesto come questo vale più di mille slogan.

Come sociologo e professore universitario, non posso che leggere questi gesti come forme di agency giovanile, come atti simbolici di grande maturità civica, capaci di riportare l’attenzione sul senso profondo dell’educare. Sono forme di dissenso non violente che hanno una forza dirompente: non bloccano strade, ma aprono riflessioni. Non alzano la voce, ma interrogano le coscienze. È una forma di dissenso silenzioso ma potente, perché si esercita non con lo scontro, ma con l’interruzione. E in questa interruzione si apre uno spazio di riflessione collettiva.

Il mondo della scuola è oggi attraversato da una crisi di legittimità simbolica. Gli studenti non contestano la conoscenza, ma la forma in cui viene somministrata, valutata, gerarchizzata. Quando la valutazione diventa un dispositivo burocratico più che educativo, perde forza pedagogica e diventa un atto di controllo. E questo, i ragazzi lo percepiscono con lucidità.

E ancora una volta – come già accaduto con Greta Thunberg e altri movimenti giovanili globali – sono i giovani a richiamare il mondo adulto alla responsabilità. A fare quello che forse dovremmo fare noi per primi: fermarci, prendere posizione, rifiutare modelli svuotati di senso, e provare a rimettere il merito, l’equità e il rispetto al centro.

La scuola ha bisogno urgente di un ripensamento. E non basta l’impegno quotidiano di tanti lodevoli insegnanti, che già innovano, ascoltano, sperimentano, se poi manca un disegno politico e istituzionale che accompagni davvero questa trasformazione. Perché la verità è che la scuola è già in trasformazione, ma lo è dal basso: sono i docenti, le classi, i laboratori, le relazioni a produrre innovazione. Ma senza una cornice culturale e normativa che riconosca questo sforzo, il rischio è che tutto resti frammentato, precario, invisibile.

Al contrario, quando le Istituzioni rispondono al dissenso con il rigore, come ha fatto il Ministro Valditara evocando la bocciatura come reazione disciplinare, si erge un muro là dove servirebbe aprire un dialogo. Si reprime un segnale, invece di decifrarlo.  Il Ministro Valditara ha risposto a un gesto simbolico con toni punitivi, alimentando una logica del rigore che non aiuta né il dialogo né la comprensione.

Già nel 2023, nel Rapporto annuale dell’Osservatorio permanente sui giovani "Generazione Proteo" – che ho costituito nel lontano 2012 – abbiamo raccolto le voci di oltre 4.000 studenti italiani tra i 16 e i 19 anni. I dati parlavano chiaro: il 36,3% degli studenti italiani non considera il voto un elemento importante, il 24,7% lo ritiene ingiusto e arbitrario, il 9,2% lo giudica “fuori tempo”. Solo il 17,8% lo considera meritocratico, e appena il 10,5% lo considera davvero imprescindibile.

 La settima edizione dell’Art of ITALICUS Aperitivo Challenge ha ufficialmente proclamato il finalista che rappresenterà l’Italia il prossimo 7 luglio alla finale globale al Blue Gin Bar nel Principato di Monaco. Nata per celebrare la creatività nell'ideare cocktail come un’autentica forma d’arte liquida, la competizione quest’anno ha coinvolto più di 600 bartender provenienti da tutto il mondo, confermando ITALICUS Rosolio di Bergamotto come icona indiscussa dell’aperitivo italiano contemporaneo e ingrediente principe dei drink più innovativi della mixology internazionale.

 Ogni bartender quest’anno si è ispirato a una forma d’arte per realizzare una versione dello Spritz innovativa e contemporanea. Per l’Italia, ad aggiudicarsi il primo posto è stato Valerio Izzo, bartender e anima creativa dello SHUB di Sorrento, con il suo House of ITALICUS (ITALICUS Rosolio di Bergamotto, Champagne di Percoche, Spicchio di pesca): uno Spritz ispirato all’arte dell’accoglienza e della convivialità per evocare le tradizioni familiari e le abitudini tipiche del Sud Italia.

  Il suo cocktail si è distinto per equilibrio tra gusto e aroma, originalità e forza narrativa sensoriale. Il bartender campano si è ispirato ad una ricetta tradizionale delle case del Sud d’Italia di un vino con le percoche, solitamente servito come drink di benvenuto, creando uno spumante dalla fermentazione delle pesche con una tecnica tradizionale ma eseguita in chiave moderna, abbinandolo a ITALICUS e trasmettendo la cultura tipica dell’ospitalità italiana famosa in tutto il mondo.

 “House of ITALICUS è un simbolo che rappresenta l’eleganza italiana - spiega Valerio Izzo - Un cocktail aperitivo che incontra il profumo delle pesche e i sapori di ITALICUS, in un brindisi di luce e armonia. Un omaggio a Napoli, a Sorrento, la mia terra, e alla generosità delle persone. Questo evento e tutti i partecipanti finalisti mi rimarranno nel cuore: solo un aperitivo italiano poteva creare un’esperienza così. Un’arte non si impara, si vive” 

 Sul podio italiano sono saliti anche Nausica Vitali e Vincenzo Palumbo, rispettivamente secondo e terzo classificato. Vitali è la bar manager del Pastificio San Lorenzo, locale iconico nel cuore Roma. Con una formazione solida tra arte e mixology, propone drink contemporanei che dialogano in armonia con il menu dei piatti proposti. La bartender ha presentato Blue Fairy, Spritz a base di ITALICUS con una riduzione di vino fatto in casa e qualche goccia di assenzio, ispirato all’opera di Picasso “La Bevitrice di Assenzio” (ITALICUS Rosolio di Bergamotto, assenzio, riduzione di vino naturale, soda, fetta di cetriolo). Palumbo è invece il bartender de L’Antiquario di Napoli, locale che spicca per eleganza e una drink list che sa conquistare. Il suo drink si chiama Aurea (ITALICUS Rosolio Di Bergamotto, Cordiale “Hippocratico”, soda, oliva d'oro ricoperta d’oro) ed è uno Spritz guarnito con un’oliva ricoperta da foglia d’oro. La sua opera richiama lo stretto legame tra bar, architettura e design, un legame capace di creare luoghi accoglienti e curati nei particolari.

 I cocktail finalisti sono stati giudicati all’Arts Bar, nell’Hotel St. Regis di Venezia, da una rosa di esperti composta da Alessandro Zampieri, bartender de Il Mercante di Venezia e vincitore della finale italiana dell’edizione 2024, Palmira Bertuca, Aperitivo Specialist per Italspirits in Italia, e Penelope Vaglini, caporedattrice di Robb Report Italia e fondatrice del progetto Coqtail.

 

L’ITALICUS Spritz diventa un’opera d’arte liquida

 Per questa edizione 2025, la competition ha invitato i partecipanti a reinterpretare il classico Spritz, simbolo dell’aperitivo italiano nel mondo, come una vera e propria opera d’arte in forma liquida, fondendo tecnica, sensibilità artistica e spirito italiano. L’obiettivo era celebrare questa tradizione con creatività, esaltando la versatilità di ITALICUS e le sue note agrumate di Bergamotto di Calabria.

 Il vincitore globale avrà accesso ai più prestigiosi eventi internazionali firmati ITALICUS e sarà accompagnato in questo percorso da Lorenzo Antinori, bartender italiano di fama mondiale, attualmente alla guida del Bar Leone a Hong Kong, nonché ambasciatore riconosciuto della cultura dell’aperitivo italiano.

 A decretare il miglior cocktail ispirato all’arte durante la finale globale sarà una giuria composta da Giuseppe Gallo, Founder di Italicus, Lorenzo Antinori e Paloma Difford, Managing Director di Difford's Guide.

 Il podio italiano 

1° posto: Valerio Izzo, SHUB, Sorrento.

2° posto: Nausica Vitali, Pastificio San Lorenzo, Roma.

3° posto: Vincenzo Palumbo, L’Antiquario, Napoli.

 

Il gruppo dei finalisti italiani:

  • Edoardo Bullio, Romeo cocktail bar - Verona
  • Marco Colasanti, Depero - Rieti
  • Ivan Forcieri, Libertine - Montecatini Terme
  • Giorgia Fornaciari, Stravinskij bar all’Hotel De Roussie - Roma
  • Alia Melis, Rita's Tiki Room - Milano 

Si è svolta, presso il Salone Consiliare della Città Metropolitana di Genova, la cerimonia di premiazione delle scuole liguri partecipanti alla decima edizione del Concorso Esploratori della Memoria, anno scolastico 2024-2025. Promosso dall’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra e Fondazione (ANMIG) con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, della Regione Liguria, della Città Metropolitana di Genova e delle Province di La Spezia, Savona e Imperia, il progetto continua a distinguersi per il suo alto valore etico e didattico.

 A testimonianza del suo valore, anche quest’anno il concorso ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, confermando il suo ruolo fondamentale nella conservazione e diffusione della memoria storica tra le giovani generazioni. Attraverso la riscoperta dei luoghi della memoria e il confronto diretto con la Storia, gli studenti hanno potuto rivivere episodi che hanno lasciato un segno indelebile sul territorio e nelle comunità locali.

 Nell’anno del decimo anniversario del progetto, 240 studenti liguri hanno mappato 274 luoghi della memoria, documentando monumenti, lapidi, steli e cippi dedicati ai Caduti delle guerre mondiali. Inoltre, hanno prodotto 3 filmati video, 10 video interviste e riprodotto 2 monumenti con la stampa 3D, contribuendo ad arricchire il patrimonio di documentazione sul portale www.pietredellamemoria.it e sul canale YouTube “Pietre della Memoria”.

 Uno dei momenti più commoventi della cerimonia è stata la testimonianza di Mario Marsili, unico superstite tra coloro che furono rinchiusi nella stalla durante la strage di Sant’Anna di Stazzema, il 12 agosto 1944. Marsili ha raccontato il sacrificio di sua madre che, in un gesto disperato di coraggio, lanciò uno zoccolo contro i carnefici per proteggere suo figlio, venendo immediatamente colpita a morte. La sua storia, più volte condivisa al Quirinale davanti ai Presidenti della Repubblica dal 2000 a oggi, ha emozionato profondamente i presenti, sottolineando l’importanza di preservare la memoria di eventi tanto drammatici.

 Durante la cerimonia, hanno preso la parola Laura Repetto, in rappresentanza della Città Metropolitana di Genova, Alessandro Clavarino, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, e Dini Giovanelli, che ha introdotto la testimonianza di Mario Marsili, contribuendo a rendere l’evento ancora più significativo. Il Presidente del Comitato Regionale Ligure dell’ANMIG, Agostino Pendola, ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dagli studenti e dagli insegnanti.

 Durante la cerimonia sono state premiate le seguenti scuole:

SCUOLA PRIMARIA

1^ classificata: IC Busalla Crocefieschi e Mignanego - Scuola Primaria Busalla (GE)

 

SCUOLA SECONDARIA I GRADO

1^ classificata: IC Sauro - Imperia

2^ classificata: IC Sassello - I Gr. Mioglia (SV)

3^ classificata: Scuola Secondaria di I Grado Emiliani - Genova Nervi

 

SCUOLA SECONDARIA II GRADO

1^ classificata: Liceo Musicale Vincenzo Cardarelli - La Spezia

2^ classificata: Istituto di Istruzione Superiore Statale Parentucelli Arzelà - Sarzana (SP)

3^ classificata: Liceo G. Mazzini Linguistico, Scienze Umane ed Economico-Sociale - La Spezia

 Premio speciale assegnato alla 4^ classificata tra le scuole secondarie di I grado: IC San Giovanni Battista - Plesso Centurione - Genova

 

L’ANMIG esprime profonda gratitudine agli enti che hanno sostenuto il progetto offrendo il loro patrocinio: l’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, la Regione Liguria, la Città Metropolitana di Genova e le Province di La Spezia, Savona e Imperia. Un sentito ringraziamento è rivolto anche ad Anna Traversaro, referente regionale del Concorso Esploratori della Memoria, per il suo costante impegno nel coordinare le attività del progetto.

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