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Satira e ironia per superare, con un sorriso, le difficoltà della vita. Ma anche elaborazione- intesa come reazione- quando succede qualcosa di sconvolgente per le nostre esistenze come la Pandemia. Comincia da qui il dialogo tra l’attore Gino Astorina e l’autrice Brigida Morsellino nel corso della presentazione del libro “Io penso positivo - Diario di Bordo di una Pandemia” che si è tenuta nella sala Harpago del “Gatto Blu”.

L’opera che simboleggia un viaggio in una dimensione della nostra società e della stessa scuola devastata dal lockdown e da una pandemia che ci ha lasciati smarriti e sconcertati, facendoci pendere in poco tempo le certezze su cui avevamo costruito finora le nostre vite.

 “Il libro sviluppa in tutti noi una sensibilità che inevitabilmente ci deve portare a riflettere perché siamo messi davanti ad un mondo estremamente diverso da come lo credevamo in precedenza- spiega Gino Astorina- nel corso del lockdown sono perfino aumentati il numero di divorzi perché la gente si è improvvisamente accorta della superficialità dei rapporti che aveva con il proprio marito o moglie”.

Essere ottimisti e scrivere in modo assolutamente positivo ha rappresentato un atto di grande coraggio in un momento di profonda incertezza e angoscia.

“La scuola, come il teatro, è un universo osmotico: più dai e più ricevi - sottolinea l’autrice Morsellino- un’istituzione che ha rappresentato un’ancora di salvezza per molti. Proprio in questo contesto il libro descrive una continua trasmissione di energie all’interno di una quotidianità, diversa dal passato, che ha scandito le nostre giornate”.

Basterebbe questo dettaglio per spiegare quanto sia stata piena la vita personale e professionale di uno dei grandi maestri dell'architettura mondiale. Brasiliano, comunista convinto, costretto all'esilio in Europa negli anni della dittatura militare nel suo paese, in rapporti stretti con Le Corbusier che considerava il suo maestro, Niemeyer era convinto che l'architettura non cambia le cose ma contribuisce al cambiamento. In patria ha firmato opere entrate nei libri di storia della progettazione e nel patrimonio dell'umanità, dall'invenzione di Brasilia con il suo maestro Lùcio Costa agli edifici istituzionali, cattedrali e chiese, musei, biblioteche, sedi di partito, residenze pubbliche e private. Coinvolto con altri colleghi alla realizzazione del Palazzo di Vetro sede dell'Onu a New York, ha firmato all'estero capolavori che hanno fatto scuola. In Italia, tra i suoi interventi più noti, ha realizzato la sede della Mondadori editore a Segrate e l'auditorium di Ravello. Walter Gropius un giorno gli fece notare di essersi costruito una casa bella ma impossibile da industrializzare, ma l'osservazione del fondatore del Bauhaus, più che una critica, aveva còlto il principio-guida di Nemeyier: la non riproducibilità della sua opera, al bando la ripetitività, ogni lavoro non doveva somigliare a un altro.

A tratteggiare il geniale "scultore di monumenti", nato a Rio de Janeiro nel 1907, è ora la monografia digitale in sei lingue "L'impronta di Oscar Niemeyer in Brasile", alla quale Stefano Marchi ha lavorato intervistando tre grandi colleghi che lo hanno conosciuto, Massimiliano Fuksas, Jacques Gourvénec e Eduardo Souto de Moura. La pubblicazione, con un ricco apparato di foto, è edita da TÀ POLITIKÁ in occasione del 10° anniversario della morte di Nemeyer, ed è disponibile dal 3 dicembre sul sito web di Tà Politikà, dove potrà essere letta, scaricata e stampata gratis.

I racconti raccolti dal giornalista italiano restituiscono il profilo di un uomo ancorato alle sue abitudini. Lavorava per lo più di mattina, riservando il pomeriggio all'incontro con gli amici, alle chiacchiere al bar, a cantare, fumare il sigaro.

Pensava a un progetto, lo scriveva sulla carta e poi lasciava che i collaboratori si occupassero della messa a punto. Era questo suo modo ad affascinare Fuksas. ''Il mio sogno - dice l'architetto italiano - sarebbe quello di fare come lui: passare alcuni disegni a qualcuno capace e appassionato per realizzarli, per costruire". I suoi edifici avevano la capacità di "entrare in simbiosi con il paesaggio. Niemeyer riusciva a trasformare la materia stessa in paesaggio".
Jacques Gourvénec, architetto francese che lavorò a lungo con lui nel suo studio a Rio de Janeiro, di Niemeyer mette in luce la grande libertà nell' uso del cemento armato e delle curve.
 Abile a trasformare i committenti in mecenati, era un architetto costoso ma l'aspetto economico non lo interessava, contava solo il risultato; allo stesso tempo era attento a non chiedere compensi nel caso di lavori nelle favelas. "Faceva la cose per unire le persone - osserva -Gourvénec - . Si può dire che la sua era un'architettura di benevolenza. Teneva conto anche del più piccolo dettaglio affinché le persone stessero bene nei suoi edifici". Il portoghese Eduardo Souto de Moura, vincitore nel 2012 del premio Pritzker, equivalente al Nobel dell'Architettura, riconosce a Niemeyer il merito di aver portato in America Latina il Movimento Moderno come era stato pensato, ma non realizzato, nell'Europa tra le due guerre. "Io penso che sia un genio e non può essere copiato. C'è gente che non ha capito il suo messaggio politico, sociale e artistico, e copiando fa dei pasticci".

Tà Politiká è un’editrice italiana, fondata nel 2005. Il suo proposito è di favorire, in modo concreto e rispettoso, l’informazione, la cognizione di causa, la capacità critica, la cultura della democrazia e del diritto, la responsabilità e la convivenza civile, anche in un ambito internazionale. Un altro obiettivo di questa editrice è di contribuire alla tutela e alla valorizzazione delle lingue e delle culture, come strumenti indispensabili di una società civile, democratica, plurale e non conflittuale, sia in un contesto nazionale che in quello globale.

Fondatore di Tà Politiká è Stefano Marchi, giornalista italiano nato nel 1970, con un’esperienza internazionale di 35 anni. Dal 2006 lavora per la stampa spagnola. È stato corrispondente a Bruxelles (tre volte), Washington DC e Milano, per testate di Italia o Spagna. Ha anche svolto a lungo il ruolo di inviato, in particolare in Europa, Medio Oriente, Nordafrica e nelle Americhe.
È specializzato in politica internazionale, ma ha anche un’ampia e profonda esperienza su temi di economia e finanza. Ha realizzato decine di interviste con personalità della politica, della diplomazia, delle Istituzioni internazionali, dell’economia, della finanza, della scienza, della cultura e delle religioni, in diversi continenti.

È stato testimone, come giornalista, degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti, nonché delle cosiddette Primavere Arabe del 2011, dei negoziati di pace per la Bosnia Erzegovina (1994-95) e per la Siria (2014-16), così come delle trattative per l’accordo nucleare JCPOA riguardante l’Iran (2013-15). Ha seguito da vicino e per molti anni l’Unione Europea, la NATO e la Svizzera. Ha assistito a decine di vertici internazionali. Inoltre, presta un’attenzione speciale e costante alle attività dell’ONU. Si esprime in nove lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, arabo, greco, portoghese e nederlandese. Nel 2005 è stato autore del saggio L’Italia sia desta!, sull’economia e sulla politica italiane, edito da Tà Politiká.

 

Fonti Ansa e Ta Politika

Continua il momento nero della Copral Muri Antichi che contro Sori esce sconfitta senza mai realmente stare in partita. Troppi passaggi a vuoti dei ragazzi di Kovacic (assente oggi causa seconda e ultima giornata di squalifica). I ragazzi pagano un brutto approccio alla partita come diverse volte già accaduto nelle ultime apparizioni. L’unico vantaggio della formazione etnea è l’1-0 di capitan Muscuso. Mugnaini e Viacava (10 gol in due sui 12 totali di squadra), si fanno carico della squadra e portano i locali sul 4-1 al termine del primo parziale. Nel secondo parziale l’attacco prova a girare un po’ meglio grazie alle reti di Nicolosi, Camilleri e Schilirò, ma Sori mantiene sempre in controllo il match ribattendo colpo su colpo. Il vantaggio dei liguri rimane sempre intorno alle 4 lunghezze. Segna Fiorito, Camilleri realizza un rigore al termine del terzo parziale. Nell’ultimo parziale serviva una rimonta che non è avvenuta con il punteggio finale di 12-8 che condanna la Copral alla seconda sconfitta consecutiva.

“Prestazione deludente e incomprensibile – le parole di Spinnicchia -. Speravamo in una ripresa e invece arriva ancora un passo indietro. Analizzeremo tutti insieme questo difficile momento con la speranza di ricompattarci al più presto e tornare prima possibile ad essere squadra”.

“Abbiamo avuto mancanza di concentrazione fin dall' inizio – ammette Cassone - sulle varie situazioni di gioco che avevamo preparato, ci sono stati tanti errori di sufficienza che si sono ripetuti nelle ultime partite. Abbiamo cercato di stravolgere in corso anche determinate situazioni facendo giocare tutti per dare intensità ma senza un vero mordente. Era un campo ostico, ma non dobbiamo cercare alcun alibi”

FUTURENERGY RINNOVABILE R.N. SORI-COPRAL MURI ANTICHI 12-8

FUTURENERGY RINNOVABILE R.N. SORI: A. Benvenuto, G. Congiu, M. Giordano, M. Mugnaini 4, A. Viacava 6, E. Cocchiere 1, M. Cappelli, F. Mauceri, G. Cocchiere, G. Penco 1, M. Morotti, M. Olcese, S. Benvenuto. All. Ferreccio.

COPRAL MURI ANTICHI: G. Spampinato, A. Scebba, V. Nicolosi 1, D. Zovko 1, P. Impellizzeri, M. Marangolo, S. Camilleri 3, S. Longo, A. Fiorito 1, V. Belfiore, L. Muscuso 1, A. Schilirò 1, P. Lazzara. All. Cassone.

Arbitri: Fusco e Scappini.

Note. Parziali: 4-1 3-3 4-3 1-1 Nessuno uscito per limite di falli. Superiorità numeriche: Rn Sori 5/8 + 1 rigore, Muri Antichi 2/8 + 1 rigore.

L’Ekipe Orizzonte inizia la seconda fase della Champions League di pallanuoto femminile con un pareggio, chiudendo sull’11-11 la prima partita del girone A, in corso di svolgimento a Padova, contro le ungheresi del Dunaujvaros.

È stato un match dai due volti, con le magiare avanti 4-1 nel primo tempo e le catanesi brave a reagire nel secondo parziale, conquistato dalla squadra allenata da Martina Miceli per 5-3. Terza frazione ancora a vantaggio delle rossazzurre, avanti 3-2, e quarto tempo chiuso sul 2-2 a decretare la perfetta parità nel punteggio finale.

Alice Williams è stata la miglior marcatrice della formazione etnea con quattro reti, mentre Claudia Marletta è andata a segno tre volte. Due gol per Bronte Halligan, uno a testa per Dafne Bettini e Gaia Gagliardi.

Al fischio finale ha preso la parola la numero 4 delle catanesi, facendo il punto dopo la partita appena disputata e in vista delle prossime da giocare: “Sicuramente – ha detto – quello di oggi era un match da vincere, ma sia nel primo tempo che in parte del secondo abbiamo commesso alcune ingenuità. Non abbiamo fatto ciò che avevamo preparato per questa partita, di positivo c’è il fatto di essere riuscite a recuperare lo svantaggio di tre gol della frazione iniziale. Ci sono mancate la cinicità e la tranquillità in difesa che ci hanno sempre contraddistinto. Le prossime sfide sono fondamentali e noi vogliamo assolutamente superare il turno. Domani incontreremo le olandesi, contro le quali vogliamo scendere in campo per imporre il nostro gioco e far vedere chi siamo veramente, senza prendere nulla sottogamba. Poi ci sarà il derby tutto italiano contro il Padova, nel quale sappiamo bene che dovremo riscattarci a tutti i costi. Queste partite ci servono per mettere in acqua tutto ciò che abbiamo e dimostrare quel che valiamo”.

Domani, sabato 10 dicembre, alle ore 19:00 l’Ekipe Orizzonte affronterà lo ZVL, mentre la sfida contro il Plebiscito Padova si giocherà domenica 11 alle ore 12:00.

IL TABELLINO DEL MATCH:

Dunaujvaros-Ekipe Orizzonte 11-11

Parziali 4-1; 3-5; 2-3; 2-2

Dunaujvaros: Maczko, Jonkl, Sajben, Dobi 5, Horvath 4, Mahieu, Szabo 1, Garda 1, Mucsy, Kardos, Pal, Sumegi, Aarts.

Ekipe Orizzonte: Celona, Halligan 2, Grasso, Viacava, Gant, Bettini 1, Palmieri, Marletta 3, Gagliardi 1, Williams 4, Longo, Leone, Condorelli. All. Miceli

Si è svolta mercoledì scorso a Cosenza la terza tappa del roadshow degli incontri territoriali di presentazione del nuovo Accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo per la crescita delle imprese. Emanuele Orsini, Vice Presidente per Credito, Finanza e Fisco di Confindustria, e Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, hanno presentato l’Accordo basato sul percorso congiunto “Competitività, Innovazione, Sostenibilità” che mette a disposizione 1,5 miliardi di euro per le imprese calabresi, nell’ambito dei 150 miliardi di euro del plafond nazionale, per promuovere l’evoluzione del sistema produttivo su questi tre driver fondamentali per la crescita e in coerenza con il PNRR.
Dopo i saluti del presidente di Confindustria Cosenza, Fortunato Amarelli, e del presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, nel corso dell’incontro sono intervenuti: Anna Roscio, responsabile Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, che ha illustrato gli assi strategici dell’accordo, Natale Mazzuca, Vice Presidente di Confindustria per l’Economia del Mare, e Giovan Battista Perciaccante, presidente di Ance Calabria.
L’Accordo presentato oggi alle imprese calabresi – di durata triennale e firmato lo scorso ottobre da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, e Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo - pone al centro iniziative a supporto delle aziende in ambito di digitalizzazione e innovazione, rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale, potenziamento delle filiere e sostenibilità.
“Due anni di pandemia hanno messo a dura prova le nostre imprese, affermandone al tempo stesso la resilienza. Oggi stanno attraversando una nuova fase critica legata ai rincari delle materie prime e all’aumento esponenziale dei prezzi energetici, accentuati dalla drammatica crisi russo-ucraina – ha detto Emanuele Orsini, Vice Presidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco –. In questo quadro, nel quale occorre fornire alle imprese anche la liquidità necessaria per affrontare le tensioni finanziarie legate allo shock energetico, la partnership con Intesa Sanpaolo rappresenta un eccezionale volano per accompagnare il sistema produttivo verso l’uscita dalla crisi e cogliere appieno l’opportunità del PNRR. Bisogna accelerare la ripresa promuovendo investimenti in innovazione e ricerca, favorendo lo sviluppo delle filiere produttive, la patrimonializzazione e il riequilibrio della struttura finanziaria delle aziende. Senza
dimenticare l’importanza di assicurare il massimo sostegno, finanziario e di servizio, nella doppia transizione digitale e sostenibile”.
“Le imprese del Mezzogiorno hanno mostrato un’elevata capacità di reazione durante i periodi più duri della pandemia e oggi si trovano a dover affrontare la svolta verso la transizione ambientale e digitale che noi sosteniamo finanziando investimenti orientati ai criteri ESG e ai principi dell’economia circolare – ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo –. Il nostro Gruppo conferma e rafforza l’attenzione nei confronti del tessuto produttivo meridionale mettendo in campo importanti risorse per le aziende calabresi, nell’ambito del plafond nazionale di 150 miliardi di euro, rinnovando l’azione congiunta con Confindustria. E’ necessario valorizzare ulteriormente le potenzialità del Sud Italia che rappresenta l’ottava area europea nel comparto manifatturiero e ospita un quarto delle filiere del Paese. Gli elementi alla base di questo accordo rientrano nell’ambito del nostro impegno complessivo ad attivare, nell’arco del PNRR, erogazioni a medio-lungo termine per oltre 410 miliardi di euro, di cui 120 destinati alle PMI”.
“Il nuovo Accordo tra Intesa Sanpaolo e Confindustria rappresenta un passo nella giusta direzione di dotare le imprese di strumenti e soluzioni finanziarie per rafforzarne la competitività e per aiutarle a crescere in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance – ha aggiunto Natale Mazzuca, Vice Presidente di Confindustria per l’Economia del Mare –. Obiettivi coraggiosi e necessari per tutto il sistema imprenditoriale italiano che, però, nel Mezzogiorno assumono un significato particolare. È evidente, infatti, che nelle aree in cui alcune criticità strutturali delle imprese appaiono più profonde, come in Calabria, gli effetti positivi dell’Accordo auspichiamo che siano ancora più rilevanti. Il rilancio del sistema produttivo ha bisogno di azioni come questa, in grado di rispondere alle reali esigenze delle imprese, in una logica di superamento delle misure straordinarie adottate nel recente passato”.
“Siamo convinti che l’innovazione, uno dei temi centrali del nuovo Accordo siglato con Confindustria, sia una leva strategica di sviluppo dell’economia meridionale e per questo confermiamo ancora una volta il nostro impegno a sostenere gli investimenti in progetti all’avanguardia nel Sud Italia – ha sottolineato Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo –. Nelle regioni che coordino abbiamo già erogato finanziamenti per oltre 22 milioni di euro a startup e PMI innovative, di cui deteniamo rispettivamente il 25% e il 52% delle quote di mercato. Il nostro Gruppo ha costruito, grazie anche alle attività svolte dai nostri due Innovation Hub meridionali, una rete di relazioni territoriali con imprese, incubatori, centri di ricerca e università che ha consolidato il nostro ruolo di principale banca del Mezzogiorno”.
L’intesa consolida e rinnova la collaborazione ultradecennale tra Intesa Sanpaolo e Confindustria che, grazie a un’interpretazione sinergica e condivisa del rapporto tra banca e impresa, si è rafforzata nel corso degli ultimi anni. A partire dal 2009 sono stati sottoscritti diversi accordi improntati a una visione di politica industriale di ampio respiro, finalizzati a rendere la finanza e il credito componenti strategiche al servizio della competitività del mondo imprenditoriale. Iniziative congiunte hanno consentito di supportare decine di migliaia di imprese con credito per oltre 200 miliardi di euro, affiancandole nelle fasi più critiche di uno scenario economico in continua evoluzione.
IL RUOLO DELLA CALABRIA NEL PROCESSO DI RIPRESA ECONOMICA
La Calabria può cogliere l’opportunità di attivare un rilancio strutturale, sostenibile e durevole della propria economia, accelerando i ritmi di ripresa che al momento si prevedono più lenti rispetto al Mezzogiorno e all’Italia. L’analisi di Srm – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo spiega che il successo sarà strettamente legato al ruolo dei pilastri portanti dell’economia regionale.
Un primo pilastro strategico è rappresentato dalla rilevante specializzazione produttiva della Calabria nell’agroalimentare: con un valore aggiunto al 2019 di 2 miliardi di euro, tale filiera realizza il 7% dell’economia della regione. Ancor più evidente è in termini di export, esprimendo quasi la metà del valore regionale (49,2%). L’agroalimentare rappresenta un punto imprescindibile per la competitività dell’intera regione, non solo per l’impatto economico e l’attrattività internazionale, ma anche per l’impulso che può dare alla transizione green.
Un secondo pilastro è costituito dai settori turismo, natura ed enogastronomia. La filiera turistica pesa per il 6% sul valore aggiunto della regione, percentuale che sale all’11% se consideriamo anche l’indotto che essa genera. La Calabria si caratterizza per una permanenza media di 5 giorni, la più alta di quanto rilevato per le altre regioni italiane (valore medio nazionale 3,3 notti). La valorizzazione del potenziale turistico consentirebbe di accrescere l’attrattività regionale ed extraregionale del territorio, alimentando la domanda anche nella stagione non estiva.
Terzo pilastro strategico è il valore del porto di Gioia Tauro. Lo scalo calabrese ha un peso rilevante nella portualità italiana: incide per l’8% sulla movimentazione delle merci complessive del nostro Paese e nel segmento del traffico dei container addirittura ne concentra un terzo (dati 2021). Incline al traffico di transhipment, potrebbe avere uno sviluppo importante grazie all’entrata in vigore della Zona Economica Speciale calabrese, per la quale il PNRR ha stanziato 111,7 milioni di euro. Lo scalo avrebbe a sua volta l’opportunità di diversificare la propria vocazione, diventando anche un porto “gateway”, in grado cioè di servire il proprio territorio.
Quarto pilastro è l’energia. La Calabria è seconda tra le regioni del Mezzogiorno per produzione di energia elettrica: 16,7 miliardi sui 100,7 miliardi di Kwh complessivi della macroarea sono stati generati in questa regione (pari a circa il 6% del totale nazionale). Nel complesso della generazione da fonti rinnovabili è quarta tra le regioni del Sud, con un mix di produzione elettrica in cui è forte il peso dell’eolico e delle biomasse.

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