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Giovedì, 15 Novembre 2018

Slitta la partenza di Conte per l'India, Di Maio: 'Siamo sotto attacco'

"Siamo sotto attacco, è vero, ma siamo seduti dalla parte giusta della Storia e se avanzeremo insieme compatti anche la vittoria di questa battaglia sarà nostra. Ma dobbiamo essere compatti. Molto compatti. Fusi insieme. Come lo era la testuggine romana" che "veniva usata in particolare durante gli assedi. E' bene infatti avere molto chiaro che dalla compattezza della testuggine del Movimento dipende non solo il futuro del governo, ma anche quello del nostro Paese". Così il vicepremier e capo politico del M5s Luigi Di Maio  

Il ministro dell'economia Giovanni Tria è stato a palazzo Chigi per un colloquio con il presidente del consiglio Giuseppe Conte sulla manovra. La legge di bilancio arriverà in Parlamento mercoledì prossimo. Lo affermano fonti di Palazzo Chigi di M5s e Lega. Il testo è chiuso - spiegano - ed è al vaglio della Ragioneria e del Mef. 

Verranno introdotti con "appositi provvedimenti normativi" il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni con quota 100. Lo conferma la nuova bozza di legge di bilancio, datata 29 ottobre. Resta invariato l'articolo che dispone l'istituzione di due fondi da 9 miliardi per il reddito e di 6,7 miliardi (7 miliardi dal 2020) per le pensioni. Nella nuova bozza si precisa che "nell'ambito del Fondo per il reddito di cittadinanza, fino a 1 miliardo nel 2019 e nel 2020.. 

Intanto slitta a questa sera la partenza del premier Giuseppe Conte per New Delhi. Conte, a quanto si apprende, arriverà in India, dove era previsto un incontro con gli imprenditori, domani mattina e non questa sera. Il premier, si sottolinea, presenzierà oggi una serie di riunioni su vari dossier, a cominciare dalla manovra. L'agenda di Conte a New Delhi nella giornata di domani è confermata. Il premier avrà un faccia a faccia con il suo omologo indiano Narendra Modi e interverrà all'India-Italy Technology Summit, al Taj Palace Hotel.

"Dobbiamo essere come Governo sempre più compatti. Questo è un Governo che può cambiare veramente l'Italia. Il 2019, l'anno che sta per iniziare, se teniamo duro sarà l'anno del cambiamento: i cittadini cominceranno a percepire pensione di cittadinanza, reddito di cittadinanza, potranno andare in pensione con quota 100". Così il vicepremier Luigi Di Maio a margine di un evento di Fs. "Però dobbiamo tenere duro, perché sono giorni veramente difficili in cui questo Governo stanno provando a fermarlo in tutti i modi. E non mi riferisco a poteri occulti ma a chi non vuole dimostrare che un'altra possibilità esiste per cambiare le cose".  

"Nel giro di quattro mesi e mezzo abbiamo portato a casa metà del programma elettorale votato da un terzo degli italiani. E scusate se è poco, anche se c'è ancora tanto tanto da fare prima di rendere questo Paese all'altezza dei nostri sogni. Questi vili attacchi da tutti i fronti esterni hanno varie conseguenze e state vedendo lo spread che si alza, i commissari Ue che sono uomini di partito che ogni giorno sparano contro l'Italia, le agenzie di rating che o abbassano il rating o parlano di "outlook negativo" perché alla fine tutti sanno benissimo che i fondamentali dell'Italia sono solidissimi e che non abbiamo alcuna intenzione di uscire dall'euro". Lo scrive in un post sul blog il vicepremier. "Questo attacco sconsiderato da parte di nostri concittadini capi di partito, direttori di giornali e burocrati, non sono solo contro il governo e contro il MoVimento 5 Stelle, ma contro tutta l'Italia. Anziché stare dalla parte del popolo che rialza la testa, hanno deciso di stare dalla parte delle èlite", sottolinea.

"Il risarcimento" per la Tap "è anche più alto di 20 miliardi". Lo ha detto il vicepremier e ministro dello sviluppo e del lavoro Luigi Di Maio a margine di un evento di Fs a Marcianise. "Noi ci siamo battuti contro quest'opera. Se fossimo andati al Governo nel 2013 quest'opera non si sarebbe fatta, ci siamo arrivati nel 2018 dopo che il Pd e i governi precedenti hanno fatto accordi internazionali e firmato accordi con il Tap e questo genera una serie di miliardi di euro da sborsare che oggi lo Stato italiano non si può permettere".

"Quando abbiamo fatto il contratto di governo abbiamo detto che il Tap sarebbe rientrato in uno studio costi-benefici" ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. "Abbiamo considerato che avremmo dovuto sborsare più di 20 miliardi che sono più di reddito cittadinanza e quota 100 messi insieme - ha aggiunto - ed è logico che ai cittadini abbiamo dovuto dire la verità". Di Maio ha poi detto: "Ci siamo battuti contro questa opera. Se fossimo andati al governo nel 2013 non si sarebbe fatta".

"Dire la verità ai cittadini non significa aver cambiato idea rispetto alla campagna elettorale". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio parlando del Tap. "Significa arrivare ai ministeri - ha aggiunto - studiare le carte, studiare gli accordi e fare tutte le proiezioni di rischio per le casse dello Stato". "Quelli di prima hanno blindato questa opera che resta non strategica e che si poteva evitare" ha aggiunto.

Intanto continua la polemica con il Sindaco di Melenduro e il Ministro Lezzi : "La ministra Lezzi - risponde Potì - è in evidente stato confusionale e palesemente in difficoltà. Mi preme rinfrescarle un po' la memoria. Non ho mai chiesto le sue dimissioni nè quelle dei suoi colleghi. Facesse lei da sola i conti con la propria coscienza. Non le ho mai detto di non tornare nel Salento. Io non sono nessuno per dirlo o impedirlo. Può farlo come, quando, dove vuole. A testa alta o a capo chinato". 

"Non mi sembra - aggiunge Potì - di averla offesa durante un incontro pubblico presso una bella associazione di Lecce, in cui si fa cultura e si parla di politica, con la P maiuscola. Criticata forse. Offesa mai. Melendugno non è una baronia, ma un paese democratico e civile. Da sempre e per sempre e non solo quando riconosce a lei il 62% dei consensi". "Vittorio Potì, un gigante della politica rispetto alla signora, - aggiunge il sindaco - è scomparso nell'ottobre del 2011, il trattato internazionale è stato ratificato nel dicembre del 2013. 

Ricordiamo tutti molto bene le decine e decine di volte in cui la sen. Lezzi ha dichiarato di considerare, proprio come molti di noi e come ci insegnano professori di fama e competenza riconosciuta, il progetto Tap una follia ingegneristica ed uno stupro per il nostro territorio. Ricordiamo bene il giorno in cui venne, da candidata al Senato della Repubblica, insieme a tutti gli altri candidati del M5S, a firmare, con tanto di foto, un impegno scritto per impegnarsi da eletta a fermare in ogni modo il progetto Tap". "Ricordo - continua Marco Potì - la telefonata la domenica mattina alle 8,00 del giorno seguente il suo giuramento da ministro, in cui mi disse che avremmo lavorato insieme al ministro dell'Ambiente per trovare il modo di fermare Tap. Ricordiamo bene le parole prima della campagna elettorale del 2013 dell'on.Teresa Bellanova, pronta ad incatenarsi se Tap si fosse realizzata a San Foca. E ricordiamo altrettanto bene le critiche feroci e condivisibili della sen.Lezzi verso l'on.Bellanova, quando quest'ultima affermava, una volta nominata viceministro, che su Tap non si poteva fare nulla perché erano stati presi impegni internazionali e rilasciate tutte le autorizzazioni. 

Abbiamo ascoltato, increduli e delusi, le parole della sen.Lezzi, nominata ministro, su Tap, molto simili a quelle della sua collega del PD". "Conosciamo molto bene - conclude - la preparazione e la competenza della giornalista Tiziana Colluto e di Gianluca Maggiore, che non parlano mai senza prima aver studiato, letto e compreso le carte, i documenti ed i fatti di cui si occupano. Un esempio per tutti, anche per lei. Oggi io stento a riconoscere la sen.Lezzi. Fa dichiarazioni confuse, isteriche, rabbiose e dettate forse dalla voglia di giustificarsi ed autoassolversi. 

Mi dispiace ma per me e molti altri cittadini non è più la stessa persona, forte e determinata, informata e decisa, che abbiamo conosciuto per sei anni e oltre. Me ne farò una ragione, mi dispiace per lei. Continueremo a combattere questa battaglia contro una gigantesca lobby internazionale, con o senza di lei, rimanendo convinti che Tap sia sempre una follia ingegneristica ed una violenza per il nostro Salento".

Si raffredda lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale è calato sotto la soglia dei 290 punti base fino a un minimo di seduta di 288 punti base (tasso Btp decennale al 3,27%), per poi riportarsi a quota 291 punti base con un rendimento al 3,29%.

Le Borse europee sono tutte in rialzo con i futures americani che viaggiano stabilmente in terreno positivo. Piazza Affari (+2,5%) guida i listini del Vecchio Continente dopo il mancato taglio del rating all'Italia da parte di S&P. Gli investitori guardano anche con attenzione all'esito delle elezioni regionali dell'Assia in Germania. In lieve rialzo l'euro sul dollaro a 1,1403 a Londra. L'indice d'area stoxx 600 guadagna lo 0,9%. In forte rialzo Londra (+1,3%), Francoforte (+1,2%) e Madrid (+1,1%). In positivo anche Parigi (+0,2%), dopo l'apertura in ritardo per motivi tecnici. Vola il comparto farmaceutico (+1,8%) con Novartis (+2,2%), Bayer (+2,7%), AstraZeneca (+2%) e Roche (+1,7%). Avanzano i titoli finanziari (+1,7%) dove si mettono in mostra Hsbc (+4,5%), Royal Bank (+4%), Ubs (+2,3%), Banco Santander (+2,3%) e Deutsche Bank (+2%). In positivo gli energetici (+1,1%) con il prezzo del petrolio in calo. In rialzo Bp (+1,3%), Total (+1%) e Shell (+0,6%)

intanto la cancelliera Angela Merkel, 64 anni, ha annunciato l'intenzione di lasciare la politica nel 2021. Merkel ha detto infatti che non si ricandiderà, l'8 dicembre prossimo, data del congresso dell'Unione Cristianodemocratica (Cdu), alla presidenza del partito. Al termine della legislatura in corso, nel 2021, Merkel rinuncerà anche a ricandidarsi a un seggio in parlamento e soprattutto a ripresentarsi come candidata alla guida del governo. Fonti del partito escludono per il futuro anche un incarico in sede europea a Bruxelles per Merkel. Anche se il governo attuale cadesse, per il ritiro della Spd, Merkel non si ricandiderebbe: «questo l'ho escluso», ha confermato lei stessa rispondendo a una domanda dei giornalisti. Si avvia a finire dunque dopo l'era della cancelliera, al governo della Germania dal 2005.

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