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Lunedì, 27 Gennaio 2020

Motta Sant'Anastasia - Convegno su Cerimoniale e Comunicazione mercoledì 2 aprile ore 17 nell’aula consiliare del Municipio

L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Angelo Giuffrida e l’Accademia Italiana Cerimoniale Immagine e Comunicazione organizzano, mercoledì 2 aprile 2014, ore 17, nella sala consiliare del Municipio, in piazza Umberto I, il Convegno dal titolo “Il Cerimoniale e la Comunicazione: un percorso di civiltà e di sviluppo per i cittadini del territorio”, ispirato alla frase “L’essere persona significa tendere alla realizzazione di sé, che non può compiersi se non mediante un dono sincero di sé”, di Giovanni Paolo II.
Nella scaletta del Convegno, registrazione dei partecipanti, per i quali è previsto un attestato a fine lavori, moderatore Vito Caruso, giornalista, saluti del sindaco Angelo Giuffrida, relazioni di Guido Li Volsi, ordinario di Fisiologia e responsabile delle cerimonie accademiche nell’Università di Catania, di Santo Amarù, vicepresidente nazionale AICIC, di Francesco Raneri, presidente nazionale AICIC e docente di Moderno Cerimoniale nell’Università di Catania, interventi programmati di Pino Santangelo, segretario nazionale AICIC, Alessandra Fassari, addetta stampa AICIC e Giuseppe Giuffrida, membro Uff. presidenza AICIC, e dibattito conclusivo.
Voluto fortemente dalla Giunta Giuffrida, il convegno in programma a Motta Sant’Anastasia è solo una tappa di una lunga serie, che da anni, grazie alla paziente opera di divulgazione del prof. Francesco Raneri, coordinatore didattico-scientifico, coadiuvato da Patrizia Costa, responsabile organizzativo, ha fatto registrare una significativa presa di coscienza in numerosi comuni ed associazioni sull’importanza di conoscere le regole del cerimoniale per meglio gestire tanti momenti della vita comunitaria, la comunicazione interna ed esterna e la stessa immagine dell’ente. C’è da sottolineare, purtroppo, il solito ritardo della “politica” rispetto alla realtà, nel senso che se da un lato cresce e si qualifica sempre di più la figura del “cerimoniere”, dall’altro, si attende ancora un organico quadro di norme di tutela e valorizzazione, anche remunerativa, per fare uscire tale importante servizio dal pur encomiabile regime volontaristico.

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