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Lunedì, 13 Luglio 2020

Il volontariato sanitario

Rina Tardino, don Giorgio Occhipinti, Gianna Miceli

 

E’ stato molto intenso il quinto incontro, tenutosi lunedì pomeriggio al centro di spiritualità Cor Jesu di Ragusa, promosso dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute, rivolto ai volontari e ai ministri straordinari per la creazione di una rete di assistenza agli ammalati sui territori parrocchiali e all’interno degli ospedali. La presenza della presidente dei volontari ospedalieri dell’Avo, Rina Tardino, e della componente della Consulta della Pastorale, Gianna Miceli, ha consentito di focalizzare l’attenzione su due aspetti in particolare. La presidente Tardino ha raccontato l’esperienza vissuta all’interno dell’hospice per malati di cancro, con particolare riferimento alle giornate festive trascorse all’interno della struttura, in special modo l’ultimo dell’anno, con la consapevolezza di dovere fornire a ciascun ammalato l’opportunità di trascorrere qualche ora all’insegna della spensieratezza. “Una esperienza che la presidente Tardino ha fatto vivere anche a me – ha detto il direttore dell’Ufficio diocesano, don Giorgio Occhipinti – e vi posso assicurare che si tratta di un passaggio molto particolare che mi ha arricchito parecchio e che mi ha lasciato con una splendida sensazione interiore. Una esperienza che consiglio a tutti coloro che operano nel contesto del volontariato e del sostegno alle fasce deboli”. Gianna Miceli, invece, si è soffermata sull’ipotesi legata alla possibilità di dare vita ad una vera e propria rete del volontariato tra le associazioni esistenti sul territorio affinché tutte riescano a parlare una lingua unica. Una sfida molto impegnativa ma l’importante è che alcuni passi siano già stati compiuti. Il mondo del volontariato è variegato e si ravvisa la necessità di uniformare, per lo meno, le strategie operative. Don Occhipinti, inoltre, ha annunciato che domani, mercoledì 4 dicembre, i volontari che hanno partecipato al corso effettueranno una visita a sostegno degli ospiti di due case di riposo con sede a Ragusa, in via Ettore Fieramosca e in viale delle Americhe. “Avremo modo di toccare con mano – ha proseguito don Occhipinti – quello di cui abbiamo parlato in questi appuntamenti e cioè quanto sia importante fare sentire la nostra vicinanza a chi soffre e a chi sta male ma anche a chi è da solo. Basta un sorriso, una parola, una carezza, perché no, per fare sentire la nostra vicinanza a tutti coloro che soffrono”.

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