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Sabato, 19 Gennaio 2019

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«Superare i confini culturali e sociali per consentire alle persone di vivere insieme, non importa dove e non importa quanto lontano»: quando la scuola insegna a incontrarsi e a crescere insieme

Da sabato 6 al 13 ottobre, il Liceo Linguistico G.V. Gravina, in collaborazione con l’Associazione Amici del Tedesco e con le famiglie degli studenti coinvolti, ha ospitato alunni e docenti del Liceo Galilei Gymnasium di Hamm. Deus ex machina del gemellaggio con il Comune tedesco è stata la prof.ssa Ida Ruperti che da anni lavora per offrire questa occasione di crescita ai propri studenti. Anche quest’anno gli abbinamenti fra gli studenti tedeschi e le famiglie crotonesi hanno funzionato alla perfezione: le famiglie sono state molto coinvolte in tutte le attività, perché lo scambio fosse concreto, e i ragazzi hanno apprezzato ogni singolo momento insieme. Il programma dello scambio si è articolato in diverse attività. Il 6 ottobre, in mattinata, gli ospiti sono arrivati all’aeroporto di Lamezia Terme e sono poi stati accompagnati a Crotone dove, sul piazzale antistante il Bar Nettuno, hanno incontrato le famiglie ospitanti, con cui hanno trascorso un pomeriggio libero. Di domenica ospitati e ospitanti si sono incontrati in Sila, a Camigliatello, per una passeggiata e per poi pranzare insieme al lago Cecita, dove le famiglie crotonesi hanno provveduto ad arricchire il pranzo con piatti tipici. Il pomeriggio è stato impiegato per visitare il Parco Nazionale La Fossiata. Lunedì 8 ottobre gli studenti tedeschi sono stati ospitati presso il Liceo G.V. Gravina, dove sono stati accolti con un buffet di benvenuto e hanno partecipato alle lezioni, al termine delle quali hanno visitato il Castello di Carlo V, il centro storico e il Duomo, guidati dal presidente dell’associazione Amici del Tedesco, Loris Rossetto. Nei giorni successivi si sono alternate varie escursioni: a Cosenza, con una visita guidata in inglese per il centro storico; al Parco Archeologico e al Museo di Capocolonna, dove la prof.ssa Ida Ruperti ha fatto da guida, dividendo i ragazzi tedeschi in tre gruppi all’interno del Museo, per renderli poi a loro volta guide per gli altri gruppi, illustrando i reperti della propria area; a Le Castella ed a Tropea. La giornata di venerdì è stata dedicata alle lezioni in classe e si è conclusa con una festa in cui i ragazzi italiani e tedeschi si sono divertiti, in attesa di rivedersi a Hamm, per la seconda parte dello scambio.

Sabato i giovani ospiti tedeschi hanno salutato Crotone, per fare ritorno in Germania. Prima di partire è stato chiesto agli ospiti di scrivere su alcune cartoline, donate poi alle famiglie ospitanti, il significato dello scambio culturale, alla luce dell’esperienza appena terminata. Uno di loro, Leon, ha scritto: «Per me uno scambio di studenti non è una vacanza, ma la conoscenza della convivenza culturale. “Devi provare l’impossibile per raggiungere il possibile”, citazione di Hermann Hesse. Questo è esattamente l’obiettivo di uno scambio di studenti: superare i confini culturali e sociali per consentire alle persone di vivere insieme, non importa dove e non importa quanto lontano».

In un momento storico in cui la Germania e l’Italia sembrano rispolverare un passato oltraggioso di intolleranza e violenza, dimentiche dell’ignominia di cui sono state protagoniste, in effetti l’impossibile viene compiuto. La prof.ssa Ida Ruperti, sfruttando ogni singola opportunità, lavorando a questo obiettivo dal 2000 a oggi, ha realizzato un gemellaggio con uno scambio culturale autentico, con un’immersione totale dei partecipanti in ogni aspetto delle rispettive realtà di partenza. Uno sforzo premiato dalla grande soddisfazione di aver unito due cittadine, Crotone e Hamm, stabilendo un legame indissolubile che darà i propri frutti attraverso le nuove generazioni che faranno  sicuramente tesoro del percorso intrapreso insieme.

 

  

 

 

 

 

Gerardo Sacco torna a creare gioielli per il Cinema. Lo ha fatto per l’ultimo lavoro del regista Giulio Base, “Il banchiere anarchico”. Il maestro Sacco ha realizzato, su disegni dello stesso Base, i gioielli di scena, l'anello e i gemelli in argento con particolari in corallo.

“Il banchiere anarchico”, tratto dal racconto omonimo di Fernando Pessoa, è prodotto da Agnus Dei Production in collaborazione con Rai Cinema e con la coproduzione di Solaria Film e AlberTeam Group e vede Giulio Base nel doppio ruolo di regista e attore.

Il maestro orafo crotonese, fondatore della prestigiosa maison d'arte orafa, è stato tra gli ospiti d’onore alla Prima del film che inaugura la riapertura del Teatro Cinema Quirinetta di Roma.

“Nutro una profonda stima per Giulio - dichiara Gerardo Sacco - e sono stato felice e onorato quando mi ha chiesto di realizzare i gioielli di scena per un film così di elevato spessore. Insuperabile nel doppio ruolo di regista e attore, è riuscito a portare in scena non solo un testo poco conosciuto e prettamente teatrale, quale quello di Pessoa, ma anche un tema tutt’altro che semplice, come quello dell'anarchia del potere e della libertà. Un grande lavoro, al quale auguro tutto il successo che merita”

Tra gli ospiti della première, oltre a Gerardo Sacco, c’erano il ministro per gli affari europei della Repubblica Italiana Paolo Savona; l’ambasciatore del Portogallo Francisco Ribeiro Telles, l’amministratore delegato di Rai Cinema Paolo Del Brocco, l'amministratore delegato di Sun Film Group Patrizia Fersurella, Tiziana Rocca di Agnus Dei e poi Gina Lollobrigida, Sergio Cammariere, Rocco Papaleo, Paolo Genovese, Giampaolo Morelli, Elisabetta Pellini, Anna Safroncik, Anna Kanakis, Eliana Miglio, Franco Oppini, Fabrizio Bucci e Flavio Insinna.

Premio America

Una presenza costante e quindi molto apprezzata quella del maestro Gerardo Sacco, che anche quest’anno ha realizzato nei laboratori della sua maison d’arte orafa, il Premio America - Edizione 2018.
La consegna è avvenuta durante una cerimonia presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati.

L’opera che celebra l’amicizia tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America, riprende la forma di una imbarcazione: la base è composta da due onde, memoria del mare solcato dai grandi navigatori, e uno scafo che dona stabilità a tutta la struttura. Sulla vela spiegata due bandiere, Americana e Italiana, simboli rispettivamente del nuovo e del vecchio mondo. Realizzata in argento e plexiglass, l’opera è smaltata ed incisa interamente a mano, come tutte le creazioni artigianali a firma Gerardo Sacco.

Il Premio America viene annualmente assegnato dalla Fondazione Italia-Usa a esponenti del mondo dell’economia, della cultura, della moda, dello sport e del giornalismo, che si sono particolarmente distinti nei loro ambiti professionali.

Tra i premiati quest’anno:

Piero Antinori, presidente onorario Marchesi Antinori
Joe Bastianich, imprenditore, conduttore televisivo
Marco Bussetti, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
Valentina Cervi, attrice
Alberta Ferretti, stilista
Silvio Garattini, presidente Istituto Mario Negri
George G. Lombardi, presidente G. Lombardi Real Estate Inv.
Federico Marchetti, fondatore e AD di Yoox Net-A-Porter Group
Bruno Vespa, giornalista
Bebe Vio, campionessa paraolimpica

Un premio speciale alla memoria è stato invece assegnato all’attore Bud Spencer.

 

 

 

Orgoglio e gratificazione all’arrivo della lettera della Signora Luisa Signorelli, Direttrice della Compagnia di danza BALLET-EX, di invito a esibirsi in qualità di “Ospiti d’onore”  giorno 15 Dicembre 2018 al Teatro Orione di Roma nell’ambito della manifestazione Divertiamoci con l’Arte.

È già il secondo anno consecutivo che la Maria Taglioni Dance Project riceve questo prestigioso invito; quest’anno  sarà   portato in scena  Carmen – Anima Fragile – coreografia di Pasquale Lucas Greco.

Un balletto di grande respiro che coinvolge tutti i gruppi  avanzati della scuola e ha come protagonisti principali  Luana Petrozza, Giusy Grande, Pasquale Lucas Greco e Antonio Ferrarelli. Questa coreografia è stata presentata la prima volta giorno 24 Giugno al teatro Apollo di Crotone e poi replicata il 7 Luglio in Piazza campo a Santa Severina.

Continua così l’impegno della scuola crotonese di portare i propri allievi ad esibirsi nei più prestigiosi teatri italiani dando  a tutti la possibilità  di dimostrare le proprie capacità di fronte ad un pubblico  di appassionati e anche di  esperti del panorama  nazionale della danza.

Tutti i giovani che studiano danza sentono il bisogno di calcare spesso le tavole del palcoscenico, questo gratifica e ripaga del lavoro quotidiano svolto nelle aule di danza ; tutto ciò acquista maggior valore quando ci si può esibire, in qualità di “Ospiti d’onore” in  manifestazioni  di carattere nazionale a Roma.

Molti sono gli impegni che coinvolgono la Maria Taglioni in questi ultimi mesi dell’anno, segno di grande  vitalità.

Da cittadino italiano sento il dovere di ringraziare il segretario comunale della “Lega Salvini Premier”  avv. Giancarlo Cerrelli per aver favorito nella nostra città, magari involontariamente,  un dibattito, acceso ma tutto sommato civile, sulla opportunità o meno da parte di una docente di  V  superiore di impegnare i propri alunni in una riflessione sul razzismo basata sul confronto tra le disposizioni contenute nel decreto “sicurezza-immigrazione”  varate in queste ore dal Governo Italiano e controfirmate dal Presidente della Repubblica Sergio Matterella, e le “leggi razziali” emanate nel 1938 dal regime fascista.   

Non è mia intenzione dare giudizi sulle motivazioni psicologiche che hanno spinto i  due “antagonisti”:  la docente ad assegnare il compito agli alunni e il rappresentante della Lega a denunciare come atto gravemente irresponsabile quello dell’insegnante; né tantomeno, per mia incompetenza,  entrare nel merito delle conseguenze giuridiche e/o morali delle rispettive azioni, ma volevo invitare i miei concittadini a fare insieme una riflessione sulle questioni di principio riguardo a quanto accaduto.

Se si considerano, infatti, il contesto, le motivazioni e i contenuti delle Leggi Razziali  del ‘38 e quelli del decreto sicurezza emanato dall’attuale Governo l’unica relazione che si può istituire è quella dell’assoluta “incomparabilità”. Non c’è alcun dubbio che il governo fascista fu enormemente condizionato dai provvedimenti antisemiti già adottati dagli alleati nazisti in Germania; da anni, inoltre, veniva propagandata dal regime la “Difesa delle razza” su giustificazioni di carattere “biologico” e non semplicemente storico-filosofico, per cui tra gli italiani e gli ebrei non dovevano esserci contaminazioni biologiche: primo fra tutti il divieto di matrimonio tra italiani ed ebrei. Entrando più nello specifico, come si può istituire un parallelo tra l’emanazione di una legge da parte di una Dittatura come il regime fascista con quella emessa dall’attuale Governo liberamente eletto dai cittadini italiani negli ultimi mesi? Ha senso poi mettere a confronto leggi gravemente immorali come quelle che avevano come destinatari gli ebrei (spesso era difficile individuarli come tali!) da secoli perfettamente integrati ed inseriti in tutte le realtà civili ed economiche del nostro paese, con le disposizioni del decreto attuale che hanno di mira i delinquenti, di qualunque razza essi siano? Infine, entrando nel contenuto, su quali giustificazioni si può fondare il parallelismo tra leggi che prevedevano l’allontanamento degli ebrei dagli uffici pubblici, dalle scuole, dalle loro botteghe, spesso con azioni violente fino alla soppressione, con le norme del cosiddetto decreto “Salvini” che, forse per la prima volta dopo anni di assoluta indifferenza, metterà veramente al centro dell’attenzione pubblica il problema della dignità di milioni di persone che lasciano la loro terra e le loro famiglie a causa dell’inganno di chi in Italia e in Europa si arricchisce sulla loro pelle con l’illusione di una accoglienza che di fatto non sa andare oltre il salvataggio dai gorghi del mare?

L’incomparabilità del decreto “sicurezza” con le leggi razziali non sta, dunque, in un differente grado di immoralità tra i  due provvedimenti normativi ma in una sostanziale differenza tra le due realtà, tale da lasciare perplessi qualsiasi persona di buon senso, come il compagno degli alunni di quella classe, sul senso di quella traccia.

Cari ragazzi del V liceo, non cadiamo nella trappola mentale di chi ci vuole mettere in guardia con lo slogan del tipo: anche con gli ebrei si iniziò con le piccole offese!

Gentilissima professoressa del Liceo Scientifico di Crotone, più che sugli improbabili “inizi” di un imminente pericolo razzista nel nostro Paese sarebbe più opportuno sollecitare i suoi alunni ad una profonda riflessione sulla “fine” che  la nostra società ha fatto quanto al rispetto dell’uomo dal suo concepimento alla sua morte naturale: che ne pensa, per esempio, e per rimanere in tema di ricorrenze, di proporre ai suoi alunni una sincera considerazione sul legame che unisce i falsi miti della rivoluzione del 68 con gli oltre cinque milioni di bambini abortiti, con l’abominio dei matrimoni e adozioni gay, con la liberalizzazione delle droghe, l’invasione della pornografia a qualsiasi età, i suicidi in costante aumento, un individualismo rancoroso per cui l’altro appare quasi sempre come un nemico da cui guardarsi e, infine, con la convinzione tutta sessantottesca di aver compiuto una “conquista  di civiltà” se nella tua autodeterminazione rientra anche la scelta di “staccare la spina”?

Due eventi straordinari, all’insegna della solidarietà. Sono quelli vissuti dal maestro orafo Michele Affidato nella scorsa settimana. Per il primo, il “Women for Women Against Violence - Premio Camomilla” ha realizzato, così come avviene dalla prima edizione, i premi assegnati a quei personaggi che si sono distinti per il loro impegno nel sociale e nelle campagne di sensibilizzazione sui due temi: il contrasto alla violenza domestica e le donne che lottano contro il tumore al seno. La kermesse, promossa dall’Associazione Consorzio Umanitas Onlus, è stata ideata ed organizzata dalla sua Presidente, Donatella Gimigliano, in collaborazione con Avs e Madema. La serata finale si è svolta al The Church Village di Roma ed è stata presentata da Milena Miconi con la partecipazione straordinaria di Barbara De Rossi. Tra i premiati Martina Colombari (testimonial della campagna #unrossoallaviolenza e Women for Haiti), presente con il marito Billy Costacurta, Arma dei Carabinieri (Generale Andrea Rispoli, Comandante Legione Carabinieri Lazio), Adriana Asti (attrice), Matilde D’Errico (autrice e regista programma Amore Criminale e conduttrice di Sopravvissute - Rai3), Claudio Brachino, Direttore Videonews Mediaset, Andrea Febo, protagonista del videoclip “Denuncialo”, Francesco Montanari, Valentina Pitzalis (vittima di un drammatico episodio di violenza), Caterina Villirillo e Leonardo Bocci (protagonista dello spot di Croce Rossa di Roma “Fermati finchè sei in tempo”) e Francesco Schittulli,  Presidente della LILT, Lega Italiana Lotta contro i Tumori, premiato proprio dal maestro Michele Affidato insieme a Claudio Brachino, direttore di Videonews. Toccante anche l’incontro che l’orafo ha avuto con Valentina Pitzalis, la ragazza aggredita con l’acido e diventata un simbolo della lotta alla violenza sulle donne in genere. Poche ore dopo Affidato si è recato a Verona, questa volta dopo tanti premi realizzati per i grandi del mondo dello spettacolo, della musica e della cultura è stato lui a ricevere nel prestigioso Teatro Ristori, il “Premio Beatrice”. L’iniziativa, voluta fortemente da Rino Davoli, nasce per ricordare Beatrice Bevilacqua Davoli, veronese di 40 anni, scomparsa nel 2009 a causa di una malattia oncologica e che ha l’obiettivo di svolgere un’opera di sensibilizzazione nei confronti del mondo dei giovani, segnalando singole persone, gruppi e associazioni che offrono parte del loro tempo a persone che soffrono. La consegna è avvenuta al fianco di Valeria Favorito, una ragazza che a 11 anni era affetta da leucemia quando ricevette una donazione di midollo anonima. La donazione di un uomo straordinario: Fabrizio Frizzi. Valeria ha offerto la sua straordinaria testimonianza di vita.

Affidato è stato premiato per il suo impegno nel campo del sociale e come Ambasciatore Unicef, che lo ha visto protagonista già di diverse iniziative. Nella serata finale, in un evento nazionale di Musica e Solidarietà, si sono alternati sul palco Bianca Atzei, Matia Bazar, Moreno, Einar, Carmen Ferreri, Amara, Claudio Lauretta, Tricarico, Francesco Bertoli, Luca Condello ed Elisa Cipriani, Gruppo Palciscenicodanza Varazze, Michele Affidato, Lorella Claudia Ridenti, Cuore Chievo onlus, Ugo Minuti e tanti altri artisti. La serata è stata condotta da Charlie Gnocchi di Rtl 102.5 e Manola Moslehi da Radio Italia con la direzione artistica di Francesco e Tommaso Davoli che ne hanno curato la direzione artistica. “Eventi come questi - commenta Affidato - hanno la capacità di farti fermare, riflettere. Sono occasioni in cui quello che si riceve è molto di più rispetto a quello che si è dato, che non è mai abbastanza. Stare al fianco poi di due ragazze coraggiose come Valeria e Valentina è qualcosa difficile da descrivere: entrambe sono un inno alla vita, un modello per le donne di oggi che vivono situazioni di difficoltà. Ringrazio gli organizzatori del Woman for Woman e del Premio Beatrice per avermi reso partecipe di queste nobili iniziative”.

 

 

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