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Lavoro: «flop degli incentivi fiscali. Le aziende temono di assumere»

odcec contratti di lavoro

 

Alle imprese italiane non conviene assumere lavoratori attraverso le attuali agevolazioni fiscali messe in campo. È una realtà critica, ancor di più in un periodo in cui la disoccupazione schizza verso percentuali altissime. Questo il quadro che è emerso nitidamente durante il convegno nazionale “Dalla flessibilità ai contratti di prossimità: gli strumenti possibili per la gestione delle risorse umane”, organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Odcec) di Catania – presieduto da Sebastiano Truglio – a cui hanno partecipato professionisti provenienti da diverse parti d’Italia.

In apertura dei lavori il consigliere dell’Odcec Ct delegato all’Area Lavoro e Previdenza Marcello Murabito – che ha moderato le relazioni – ha evidenziato che: «Il mercato del lavoro in Italia è fortemente penalizzato da due elementi di criticità: da un lato un cuneo fiscale sproporzionato, cioè una differenza enorme tra il costo del lavoratore per l’azienda e ciò che “resta in tasca” allo stesso lavoratore. Una liquidità che purtroppo lo Stato trasforma, com’è tristemente noto, in spesa improduttiva. Dall’altro, un impianto normativo troppo complesso, articolato e di difficile interpretazione, in cui gli incentivi previsti restano nella gran parte dei casi sulla carta e non riescono a dare impulso a una ripartenza del mercato. A fronte di svariate agevolazioni, di fatto non si assume. Il sistema quindi non funziona. In questo scenario preoccupante, i professionisti, dal canto loro, sono praticamente impegnati a tempo pieno a rincorrere scadenze continue di adempimenti di ogni genere, e a cercare di decifrare norme criptiche e precarie. In tal modo anche le nostre competenze distintive risultano mortificate e il nostro ruolo snaturato».

«Gli sgravi e gli incentivi emanati dal legislatore – ha spiegato la presidente della Commissione Lavoro dell’Odcec etneo Lorena Raspanti – promettono positivi cambiamenti di rotta, invece risultano puntualmente di difficile applicazione. I dati sono significativi: si registra una riduzione delle assunzioni a tempo indeterminato, uno scarso avvio dei tirocini formativi, pochi risultati nel campo dell’occupazione femminile. Di contro aumentano i contratti a meno di 12 mesi, il part-time, le dimissioni. Gli ultimi dati dell’Osservatorio per il Mercato del lavoro della provincia di Catania rispecchiano proprio questa situazione e riverberano quella nazionale. In Sicilia, ad esempio, il contratto di apprendistato, che dovrebbe incentivare le aziende, è totalmente inutilizzato».

«Il nostro auspicio – ha dichiarato il presidente dell’Ordine Catania Truglio – è che si sfoltisca questa legislazione di dimensioni abnormi, tagliando le norme ormai inutili e superate e concentrandosi in un impianto più snello ed efficiente. In quest’ambito inoltre ci auguriamo che il legislatore riconsideri il ruolo fondamentale della nostra categoria, avvalendosi delle competenze professionali dei commercialisti».

Gli strumenti che i professionisti propongono per il superamento delle criticità sono i contratti di prossimità e altre leve alternative ai tradizionali sgravi contributivi, illustrati durate il convegno dai relatori intervenuti, Filippo Mengucci dell’Odcec di Roma e Antonella Marsala di Italia Lavoro. Si chiamano “contratti di prossimità” perché hanno l’obiettivo di avvicinare, attraverso margini di trattativa, le intese di impresa e lavoratori in sede aziendale, naturalmente in quelle materie che si possono derogare dai contratti collettivi, come gli orari lavorativi. Vengono direttamente stipulati in azienda per migliorare la struttura organizzativa e dunque ottimizzare i costi. «Su questo fronte i sindacati sono chiamati a discutere sull’organizzazione dei posti di lavoro, non più solo nella gestione della crisi d’impresa» ha concluso la Raspanti.

Durante la giornata, inoltre, l’Odcec di Catania ha ospitato la terza Assemblea Pubblica del Gruppo Odcec Area Lavoro, che conta professionisti esperti in materia provenienti dai maggiori Ordini dei Commercialisti nazionali.

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