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“Si entra col tampone”, l'ira della Ue: “Roma spieghi”

A quanto si apprende da fonti europee tra i temi affrontati finora dal Consiglio Ue c'è stato quello delle misure restrittive sui viaggi. "Molti leader - spiega un alto funzionario Ue - hanno sollevato il tema di un coordinamento internazionale, della necessità di informare adeguatamente i partner sulle misure europee" e di assumere "azioni proporzionate". Nel corso della discussione, si apprende ancora, non è stato discusso "di quale specifico Paese ha preso determinate misure" ma del "coordinamento tra i membri dell'Unione".

La prima a reagire è la vice presidente della Commissione europea, Vera Jourova. “Quando gli Stati membri introducono condizioni aggiuntive” al Green pass “o rendono le condizioni più severe, come nel caso dell'Italia e del Portogallo”, dice la commissaria al termine del Consiglio Affari Interni, la stretta “deve essere giustificata sulla base della situazione reale”. Situazione che in Italia, per fortuna, non è drammatica a livello di contagi rispetto ad altri Stati membri, come quelli dell'est, a basso tasso di vaccinati, o anche la Germania e il Belgio.

Una scelta pesante, perché adottata da uno dei paesi fondatori dell'Ue, uno dei più popolati dell'Ue, una delle maggiori economie della zona euro. L’Italia ora governata dall’ex governatore della Bce, Mario Draghi, appunto. “Immagino che questa scelta verrà discussa al Consiglio europeo” di oggi, continua Jourova, “perché queste decisioni individuali degli Stati membri riducono la fiducia delle persone sul fatto che ci siano condizioni uguali ovunque in Europa”.

Dal 16 dicembre, chi arriva in Italia da un paese dell’Unione Europea dovrà presentare l'esito di un test anti-covid negativo anche se è vaccinato. La decisione adottata oggi dal governo italiano, con un'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, sotterra definitivamente l’idea di coordinamento europeo delle misure restrittive pur coltivata a Bruxelles rispetto alla diffusione della variante omicron e al dilagare della quarta ondata che in molti paesi, tipo la Francia, è già la quinta. È per questo che la scelta di Roma fa infuriare i partner europei: sarà materia di discussione al vertice dei leader oggi a Bruxelles.

Nell'ordinanza ministeriale si cambiano solo le regole per i viaggiatori che nei 14 giorni precedenti "hanno soggiornato o transitato" in altri Paesi europei. Se fino ad ora per entrare in Italia bastava il Green Pass, generato dopo il tampone, la vaccinazione o la malattia, da domani al 31 gennaio anche chi ha il certificato verde da vaccino o malattia dovrà comunque fare il tampone prima di partire. E chi non ha ricevuto il vaccino, oltre ad effettuare il test, sarà obbligato a stare in quarantena per 5 giorni una volta arrivato. Una eccezione riguarda i bambini sotto i 12 anni i cui genitori sono vaccinati, che non dovranno fare l’isolamento anche se non hanno ricevuto somministrazioni. Se il padre e la madre sono Novax, invece, dovranno stare in isolamento pure loro. Un’altra eccezione sarà prevista per i transfrontalieri nei prossimi giorni. Per chi arriva da Paesi extra europei restano le regole già in vigore.

Solo qualche giorno prima dell'annuncio di Lisbona, la Commissione Ue aveva presentato delle nuove linee guida per chiedere agli Stati membri di ‘salvaguardare’ i vaccinati, evitando di imporre quarantene o tamponi per chi arriva da altri paesi dell’Ue. Niente da fare. Lisbona ha deciso unilateralmente. All'ultimo consiglio europeo dei ministri della Salute, la scorsa settimana, anche la Francia si era detta contraria al coordinamento europeo, riservandosi la libertà di decidere ulteriori misure. Stasera l'annuncio italiano è la fuga in avanti che lascia gli altri di stucco.

«Non abbiamo ricevuto nessuna notifica dall’Italia» sull’ordinanza sul tampone obbligatorio per l'ingresso nel Paese» e gli Stati membri «sono obbligati ad informare» la Commissione su eventuali restrizioni ai viaggi, spiega un portavoce dell'esecutivo europeo rispondendo ad una domanda sull’ordinanza emanata martedì 14 dal governo italiano. Eventuali misure restrittive ai viaggi all'interno dell’Ue, viene precisato, devono in ogni caso essere «proporzionali» e «giustificate».

 

 

Fonti huffpost / ansa / e varie agenzie

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