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Venerdì, 22 Gennaio 2021

Grecia: affrontando la crisi profughi

Ennesima tragedia nel Mar Egeo, pochi giorni fa davanti alle coste della Turchia: un barcone carico di migranti è affondato vicino all'isola greca di Farmakonissi provocando la morte di almeno 12 persone, tra cui 6 bambini. I dispersi sono 12. A bordo dell'imbarcazione, ha detto la Guardia Costiera, c'erano circa 50 persone, 26 sono state salvate.

La sciagura segue quella di Ancora una strage di martedì notte, in cui sette bambini - tra cui un neonato - sono morti in due naufragi avvenuti a poche ore di distanza nella stessa zona sul mar Egeo, al largo di Cesme, nella provincia di Smirne.

Stragi che continuano a ripetersi nei pochi chilometri di mare che separano la costa turca dalle isole greche, dove erano diretti i migranti annegati, nonostante la stretta alle frontiere promessa da Ankara dopo l'accordo con Bruxelles di fine novembre.

Il naufragio con il bilancio peggiore è avvenuto intorno alle 2.30 della notte, quando un gommone carico di profughi afghani diretti a Chios si è rovesciato in mare. Dopo l'invio di una richiesta di soccorso la Guardia costiera turca è intervenuta salvando 5 persone, ma per 6 bambini, tra cui un neonato di circa 6 mesi, non c'è stato nulla da fare.

Nelle stesse ore sulla spiaggia di Pirlanta, sempre a Cesme, è stato rinvenuto il corpo di una bimba, identificata come Sajida Ali, una piccola siriana di 5 anni. Secondo le autorità di Ankara, sarebbe annegata in un naufragio avvenuto al massimo tre giorni fa di un barcone affondato nella stessa zona e con la stessa meta....700 bimbi morti in mare - Sono intanto allarmanti i dati che giungono dalla Fondazione Migrantes, secondo cui "continua una strage silenziosa nel Mediterraneo, con i morti che sono più che raddoppiati nel 2015 rispetto al 2014: da 1600 a oltre 3200. Continuano le morti di bambini, dimenticate: oltre 700 dall'inizio dell'anno".

La denuncia arriva dal Direttore Generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego.Cosi Continuano ad arrivare, e a morire in mare, i rifugiati che attraversano l'Egeo per raggiungere le coste greche. E ora la questione migranti si intreccia anche con i difficili negoziati sul debito ellenico.

Nel mese scorso, proprio mentre trenta persone provenienti da Siria e Iraq, venivano trasferite da Atene al Lussemburgo nel quadro del piano UE per condividere il peso della crisi dei rifugiati, in Grecia giungevano il presidente del Parlamento europeo Martin Schultz, il commissario Ue all'Immigrazione Dimitris Avramopoulos e il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn (presidenza di turno del Consiglio Ue). Il premier Alexis Tsipras, in occasione di una cerimonia ufficiale con il gruppo che ha fatto rotta in Lussemburgo, ha messo l'accento sul ruolo della Turchia e sulle strategia di cooperazione per fermare l'emorragia di esseri umani e collaborare alla loro accoglienza. "La Grecia non è il punto di ingresso sulla rotta dei profughi dalla Siria verso l'Ue. Il vero cancello è la Turchia, il nostro vicino".

L'obiettivo, secondo il premier ellenico, "è passare dai ricollocamenti ai reinsediamenti". Si tratta secondo il capo del governo della soluzione meno pericolosa per i profughi e più efficace in quanto ha alla base proprio la cooperazione Ue - Turchia, "in modo che il processo di identificazione e ricollocamenti inizi già sulle coste turche". Tsipras si mostra comunque consapevole che questo primo viaggio dei trenta è solo una goccia nell'oceano di fronte ai numeri imponenti degli ultimi mesi, "ma vogliamo che questa goccia diventi un ruscello e un fiume di responsabilità e solidarietà condivisa"....e questo succedeva pochi giorni prima ....

Ma vediamo che cosa succede in Grecia che come affronta ora questo problema dei profughi che arrivano in continuazione alle sue coste :

La crisi dei rifugiati e migranti in numeri arrivati in territorio Ellenico sono  :  758,596 sbarchi (gennaio - 9 dicembre 2015)  3.283 arrivi attraverso la frontiera terrestre di Evros (gennaio - settembre 2015)  66.400 rifugiati da partecipare alla relocation dalla Grecia verso altri paesi dell'UE  Le nazionalità degli arrivati 70% dalla Siria, 19% da Afghanistan, 5% dall'Iraq  94.024 persone soccorse al mare dalla Guardia Costiera greca  206 morti in mare  413 trafficanti arrestati dalla Guardia costiera ellenica (gennaio-novembre 23, 2015)

E un mito che la Grecia non è riuscita a sigillare i suoi confini perche in realta i controlli alle frontiere di mare sono diversi da quelli di terra. Non si possono costruire barriere e il diritto internazionale proibisce il respingimento. Al contrario, il diritto internazionale impone il soccorso alle persone in pericolo in mare e la Grecia adempie tutti i suoi impegni internazionali con operazioni di soccorso che salvano migliaia di vite umane.
Non e vero che il paese Ellenico non accetta assistenza dall’Ue, sia umanitaria che di Frontex
In realta Frontex già sta aiutando la Grecia per l’ identificazione e la registrazione dei migranti in arrivo sulle isole dell'Egeo, mentre una operazione simile sta per iniziare ai confini del paese con la FYROM. La Grecia ha anche chiesto a Frontex di attivare le squadre di intervento rapido (RABIT) sulle isole greche dell'Egeo.
Quello che la Grecia non accetta sono pattugliamenti congiunti e osservatori della FYROM, perché il controllo delle frontiere è una responsabilità nazionale. La Grecia ha chiesto 1.600 guardie di frontiera e 100 apparecchi Eurodac, e ha ricevuto finora solo 170 guardie di frontiera e 48 apparecchi Eurodac. 
Inoltre, la Grecia ha attivato il meccanismo di protezione civile dell'UE in modo da ricevere supporto materiale per affrontare con il flusso di migranti e richiedenti asilo nel suo territorio. 
Intanto la Grecia ha fatto enormi progressi nel processo di relocation dei profughi
Trenta profughi provenienti dalla Grecia e 129 dall’ Italia sono già stati trasferiti in altri paesi dell'Unione europea. Altri 46 profughi sono pronti ad essere trasferiti dalla Grecia. Il basso numero dei trasferimenti non è colpa della Grecia o dell'Italia, perché il processo dipende dalla collaborazione dei rifugiati stessi e degli stati membri, che devono fare offerte concrete di alloggio e di designare punti di contatto nazionali con la Grecia e l’Italia. 
e anche fatto progressi in materia di rimpatri di migranti  : I paesi di origine dei migranti non sono sempre disponibili a cooperare in tali operazioni.
Pakistan ha recentemente rifiutato l'ingresso di 30 migranti pakistani da un totale di 50 rimpatriati dalla Grecia. I rimpatri si possono realizzare su base "accordi di riammissione" principalmente concordati tra l'Unione europea e terzi paesi, rendendo così il contributo dell’Ue in questa materia indispensabile. Registrazione 
La legislazione approvata prevede cinque hotspots sulle isole di Chios, Kos, Leros, Lesbo e Samos nell’Egeo Orientale, che saranno creati dal Ministero della Difesa ellenico  L’hotspot di Lesbo, con capacità di registrazione di 4.000 persone al giorno è già in funzione  Gli hotspot di Kos e Leros, con capacità di registrazione di 1.000 persone al giorno ciascuno, saranno pronti entro la fine del 2015 
Gli hotspot di Chios e Samos, con capacità di registrazione di 1.000 persone al giorno ciascuno, saranno pronti entro la fine del gennaio 2016  Un centro di registrazione alla confine della Grecia con la FYROM, a Idomeni, sarà creato. 
La Grecia implementa tutte le norme del sistema Eurodac. Centri di accoglienza, sussidi di affitto e programmi di famiglie ospitanti  Il centro di accoglienza a Eleonas di Atene , con una capacità di 720 persone, è stato aperto nel agosto 2015.  Ci sono due centri di accoglienza temporanea ad Atene (presso il campo Hockey nella zona Elliniko e lo stadio Tae Kwon Do di Faliro). 
Ci sono nuovi centri di accoglienza nella regione dell'Attica (capacità di accoglienza : 5.000 persone entro la fine del dicembre 2015, più 5.000 persone fino all'inizio del prossimo anno) e nella regione della Macedonia, nel Nord della Grecia (capacità di accoglienza: 10.000 persone fino all'inizio del prossimo anno). 
La Grecia sosterrà l'UNHCR, fornendo sussidi di affitto e programmi di famiglie ospitanti per almeno 20.000 persone. Minori non accompagnati La cooperazione con l’ ONG META action per offrire protezione e rifugio ai minori non accompagnati. Un nuovo centro di accoglienza indirizzato specificamente ai minori non accompagnati sarà presto aperto sull'isola di Lesbo. Assistenza sanitaria  Servizi di emergenza e cura medica per profughi agli hotspot e i centri di accoglienza temporanea ad Atene. 
Due unità mobili della Croce Rossa al confine della Grecia con FYROM a Idomeni. Collaborazione con l'Unione Europea e la Turchia Iniziative dell'UE Il governo greco sta affrontando la crisi dei rifugiati in stretta cooperazione con l'UE.
La Grecia sostiene la creazione di una politica di immigrazione europea comune, così come tutte le recenti iniziative dell'UE in materia di cooperazione con i paesi vicini (Mediterraneo Orientale - Conferenza sulla rotta dei Balcani Occidentali - Vertice di Valletta sui migranti - Vertice UE-Turchia).
Il governo greco sta portando avanti una cooperazione multi livello con la Turchia con lo scopo di ottimizzare la risposta alla crisi profughi, così come la battaglia contro i trafficanti, in termini di scambio di informazioni, cooperazione delle autorità competenti (polizia, guardia costiera), e l'attuazione degli accordi di riammissione con la Grecia e l'Unione Europea. Il costo della crisi dei rifugiati 
La Grecia ha speso fino ad ora 1 miliardo di euro dal suo bilancio nazionale. 33 milioni di euro dal Fondo europeo di asilo sono stati erogati, mentre 50 milioni euro di assistenza finanziaria europea di emergenza sono stati approvati.  Una unità amministrativa speciale per la gestione degli aiuti europei è stata istituita nel mese di agosto 2015, al fine di superare impedimenti burocratici.Il costo delle cure mediche in ospedale per 2.000 rifugiati e migranti supera le 800.000 euro
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