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Lunedì, 21 Maggio 2018

Tensione nel Mar Egeo

"Non bisogna pensare che le ricerche di gas al largo di Cipro e le iniziative opportunistiche sulle rocce nel Mar Egeo sfuggano alla nostra attenzione. avvertiamo quelli che hanno superato i limiti a Cipro e nel Mar Egeo di non fare calcoli sbagliati". Lo ha detto il presidente turco recep Tayyip Erdogan, parlando ad Ankara al gruppo parlamentare del suo Akp. Da venerdì, la marina militare di Ankara blocca le trivellazioni della piattaforma Saipem 12000 dell'Eni al largo di Cipro. 

Intanto scontro in Egeo tra guardia costiera turca e greca...  E sale la tensione nel Mar Egeo tra Grecia e Turchia. Le autorità di Atene hanno denunciato che la scorsa notte una pattuglia della guardia costiera di Ankara ha speronato un mezzo dei suoi guardacoste nei pressi di alcuni isolotti rocciosi contesi tra i due paesi. Nello scontro, secondo la denuncia greca, non risultano feriti, ma danni alla nave greca, colpita a poppa dalla prua di quella turca

Le autorità di Atene hanno denunciato che la scorsa notte una pattuglia della guardia costiera di Ankara ha speronato un mezzo dei suoi guardacoste nei pressi di alcuni isolotti rocciosi contesi tra i due paesi. Nello scontro, secondo la denuncia greca, non risultano feriti, ma danni alla nave greca, colpita a poppa dalla prua di quella turca. Erdogan avverte: "Non sottovalutateci" 

Meno di un mese fa la guardia costiera turca ha impedito al ministro della difesa greco Panos Kammenos l’accesso a due isolotti dell’Egeo, da tempo contesi tra Grecia e Turchia. Nel 1996 i due isolotti, rispettivamente chiamati Kardak in turco e Imia in greco furono testimoni di un vero e proprio conflitto a fuoco tra i due paesi membri della Nato. In quell’occasione fu abbattuto un elicottero greco provocando la morte di 3 membri dell'equipaggio. Il ministro della difesa greco si stava recando sull’isola per rendere omaggio a 3 militari uccisi. 

Secondo un comunicato dello stato maggiore turco nel corso dell’operazione le navi turche hanno impedito il passaggio alla nave Nikiforos della marina greca e a un battello della guardia costiera greca. Questo nuovo episodio segue una serie di confronti tra mezzi militari dei due paesi che ha visto una notevole escalation nelle ultime settimane. Nei giorni scorsi, nel corso del Word Economic Forum a Davos, il Primo ministro greco Alexis Tsipras ha dichiarato che la Grecia deve fare fronte nel Mediterraneo alla sfida di convivere con un vicino "aggressivo" come la Turchia. La tensione tra Grecia e turchia risente anche della crisi in Siria dove è in corso un operazione militare turca contro il cantone di Afrin e il Rojava, un'entità territoriale autonoma, di etnia prevalentemente curda, che mantiene buoni rapporti con il governo greco guidato da Alexis Tsipras.

"Non ci aspettavamo che accadesse perché siamo assolutamente molto dentro l'Economic zone di Cipro, dove abbiamo già perforato dei pozzi in analoghe condizioni e non ci è successo assolutamente niente", ha detto l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, parlando dal Cairo a Rainews24 riguardo alla nave Saipem bloccata a Cipro dalla Turchia. 

"Probabilmente la tensione è salita per altri motivi - ha osservato - e quindi la nave è stata bloccata. Stiamo aspettando, so che è un discorso che ci riguarda ma non direttamente con gli interventi, perché è un discorso fra Paesi: fra Cipro, la Turchia, la comunità europea, l'Italia. Penso che stiano discutendo a quel livello. 

Noi aspettiamo. Chiaramente non possiamo aspettare per sempre. La sorpresa è che siamo nelle acque di Cipro".

Insomma la tensione provocata dalla Turchia contro Italia Grecia Cipro UE e questa :

La marina militare turca ha fermato il viaggio della Saipem 12000, la piattaforma dell'Eni, che si stava dirigendo verso Cipro per iniziare operazioni di trivellazione su licenza del governo di Nicosia.

Una mossa a sorpresa, annunciata dal ministro degli esteri cipriota e confermata dal gruppo petrolifero italiano, che arriva dopo le parole del presidente turco Recyp Erdogan che, all'indomani della sua visita in Italia, si era detto contrario alle operazioni del gruppo "nel Mediterraneo orientale". "I lavori (di esplorazione) del gas naturale in quella regione rappresentano una minaccia per Cipro nord e per noi", aveva sottolineato lo stesso presidente spiegando di aver espresso, nella sua missione a Roma la scorsa settimana, le "preoccupazioni turche" al presidente Sergio Mattarella e al premier Paolo Gentiloni.

La nave della Saipem, conferma l'Eni, "ha dovuto interrompere il viaggio verso una nuova location da perforare in quanto bloccata da alcune navi militari turche con l'intimazione a non proseguire perché sarebbero in corso attività militari nell'area di destinazione". La nave ha così "prudentemente eseguito gli ordini e rimarrà in posizione in attesa di un'evoluzione della situazione.

La Saipem 12000 ha in programma attività di perforazione per conto di Eni nel blocco 3 nelle acque della Zona Economica Esclusiva della Repubblica di Cipro", ricorda il gruppo. Da parte sua il ministro degli esteri di Nicosia, Ioannis Kasoulides, ha fatto sapere - secondo quanto riportato dall'Ap - che Cipro è in contatto con la società e con il governo italiani.

La Farnesina ha fatto sapere che segue al più alto livello, in raccordo con le proprie rappresentanze diplomatiche a Nicosia e Ankara, la vicenda della nave. Il ministero degli Esteri, secondo quanto appreso, sta percorrendo tutti i possibili passi diplomatici per risolvere la questione.

L'Eni è presente a Cipro dal 2013 e detiene interessi in sei licenze situate nell'acque economiche esclusive della repubblica (nei Blocchi 2, 3, 6, 8, 9 e 11), cinque in qualità di operatore. Solo qualche giorno fa il gruppo ha annunciato di aver effettuato una scoperta di gas nel Blocco 6, nell'offshore di Cipro, attraverso il pozzo Calypso 1. Si tratta - è stato spiegato - di una promettente scoperta di gas e conferma l'estensione del tema

La marina militare turca ha fermato il viaggio della Saipem 12000, la piattaforma dell'Eni, che si stava dirigendo verso Cipro per iniziare operazioni di trivellazione su licenza del governo di Nicosia.

Una mossa a sorpresa, annunciata dal ministro degli esteri cipriota e confermata dal gruppo petrolifero italiano, che arriva dopo le parole del presidente turco Recyp Erdogan che, all'indomani della sua visita in Italia, si era detto contrario alle operazioni del gruppo "nel Mediterraneo orientale". "I lavori (di esplorazione) del gas naturale in quella regione rappresentano una minaccia per Cipro nord e per noi", aveva sottolineato lo stesso presidente spiegando di aver espresso, nella sua missione a Roma la scorsa settimana, le "preoccupazioni turche" al presidente Sergio Mattarella e al premier Paolo Gentiloni.

La nave della Saipem, conferma l'Eni, "ha dovuto interrompere il viaggio verso una nuova location da perforare in quanto bloccata da alcune navi militari turche con l'intimazione a non proseguire perché sarebbero in corso attività militari nell'area di destinazione". La nave ha così "prudentemente eseguito gli ordini e rimarrà in posizione in attesa di un'evoluzione della situazione.

La Saipem 12000 ha in programma attività di perforazione per conto di Eni nel blocco 3 nelle acque della Zona Economica Esclusiva della Repubblica di Cipro", ricorda il gruppo. Da parte sua il ministro degli esteri di Nicosia, Ioannis Kasoulides, ha fatto sapere - secondo quanto riportato dall'Ap - che Cipro è in contatto con la società e con il governo italiani.

La Farnesina ha fatto sapere che segue al più alto livello, in raccordo con le proprie rappresentanze diplomatiche a Nicosia e Ankara, la vicenda della nave. Il ministero degli Esteri, secondo quanto appreso, sta percorrendo tutti i possibili passi diplomatici per risolvere la questione.

L'Eni è presente a Cipro dal 2013 e detiene interessi in sei licenze situate nell'acque economiche esclusive della repubblica (nei Blocchi 2, 3, 6, 8, 9 e 11), cinque in qualità di operatore. Solo qualche giorno fa il gruppo ha annunciato di aver effettuato una scoperta di gas nel Blocco 6, nell'offshore di Cipro, attraverso il pozzo Calypso 1. Si tratta - è stato spiegato - di una promettente scoperta di gas e conferma l'estensione del tema

 

Il governo italiano sta provando a tenere basso il livello della crisi con la Turchia che ha bloccato al largo di Cipro la piattaforma per esplorazioni dell’Eni “Saipem 12000”. Ma per precauzione ha ordinato alla Marina Militare di spostare nel Mediterraneo Orientale un'unità militare che fa parte della missione Nato “Sea Guardian”.
 
Il comandante dell’unità ha ricevuto ordini chiari: non provare in nessun modo di alzare la tensione con le navi militari turche che bloccano la Saipem, ma essere pronti ad offrire assistenza alla nave-piattaforma e soprattutto coordinarsi con le altre unità militari europee che sono in zona, una fregata greca e una spagnola. In attesa di capire come verrà risolta la contesa, che è già diventata una partita fra la Turchia e tutta l’Unione europea dall’altra, il ministro della Difesa Roberta Pinotti nel frattempo riceve a Roma oggi e domani il segretario alla Difesa americano Jim Mattis.
 
Da sabato il presidente cipriota Anastasiades e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni si sono messi in moto per coordinare la loro risposta con quella dell’Unione Europea. E oggi la Ue ha lanciato il primo avvertimento a Erdogan: «La Turchia si deve impegnare inequivocabilmente a mantenere relazioni di buon vicinato e a evitare qualunque fonte di frizione, minaccia o azione verso uno Stato membro che possa danneggiare le buone relazioni e impedire una definizione pacifica delle dispute», ha detto una portavoce. Che aggiunge: «La Ue sottolinea la necessità di rispettare la sovranità degli Stati anche nei loro confini marittimi e aerei».
 
Lo scontro sulla piattaforma Saipem è nato venerdì scorso quando la marina turca ha intimato alla nave di non entrare nelle acque del “blocco di esplorazione 3” della “Zona Economica Esclusiva” cipriota. Ankara contesta a Cipro la possibilità di sfruttare liberamente quelle acque finché non ci sarà un accordo con la parte settentrionale di Cipro, quella “Repubblica Turca di Cipro Nord” che è riconosciuta appunto soltanto dalla Turchia.


Una spiegazione di quanto è stato deciso dal presidente Erdogan può ricavarsi da un ammiraglio turco in pensione, Cem Gurdeniz citato dall’agenzia “Aki”. Secondo Gurdeniz, il blocco imposto alla Saipem 12000 è una dimostrazione di forza della Marina turca che non farà marcia indietro sulla questione. «Queste mosse della Grecia e della parte greca di Cipro stanno mettendo alla prova la nostra pazienza e la possibile reazione della Turchia», dice Gurdeniz, secondo il quale se la Turchia dovesse cedere darebbe l'impressione che è disposta a farlo anche su altre questioni. Secondo l'ex ammiraglio, «Grecia e Cipro hanno voluto approfittare del fatto che ora l'attenzione della Turchia è focalizzata sulle operazioni in Siria per lo sfruttamento delle risorse dell'area, evidenziando tuttavia che ogni volta che i due Paesi hanno agito con opportunismo, hanno subito significative perdite territoriali».
 
"Il loro obiettivo è costringere la Turchia nel Mediterraneo orientale a restare confinata tra Antalya e il Golfo di Alessandretta, ma anche far utilizzare la ricchezza naturale del Mediterraneo orientale ai Paesi che vogliono loro. Ma nel 21esimo

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