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Martedì, 13 Novembre 2018

Apo, un cantautore fuori dagli schemi, al disco d'esordio

Disco d'esordio per Pierluigi Grottola, di Catanzaro, in arte Apo, per il momento on line. Se fosse accentato, come in greco antico, apò sarebbe il prefisso che indica lungi, da parte, insomma contiene un'idea di separazione. Ma da cosa, ammesso che sia cosí? Forse dalla falsa espressivitá? Non certo dal passato. Nè dal futuro. Perchè tutto è filtrato dal suo presente. Meglio parlarne direttamente col poeta-musicista o musicista-poeta che dir si voglia per intendere, al di lá del significato dello pseudonimo, quali siano i contenuti dell'album a suo nome e, attraverso questi, della sua proposta artistica. Una proposta per certi versi no-age, senza etá, od anche anti-age, e cioè contro una datazione, un senza-tempo nel tempo, fuori dagli schemi, capace di coniugare menestrellare ed elettronica, barocchismi e progressive, medievalismi e minimalismi alla David Sylvian.
Allora, perchè mai Apo?
Ė un significato che ancora non vorrei rivelare. Ma sul sito si può decodificare.

Un cd di 7 brani, per il momento sul tuo sito, www.apomuzik.com, e un video del brano Stronza. Si tratta del risultato di una ricerca svolta su più fronti...
Per quanto riguarda il video è a fumetti, con didascalie da film muto, ha cambi d'immagine non sul battere, giochi di ritardo sincopati tipo jazz. Immagine e musica vi si rimodellano di continuo. Lo si vede anche dal libretto in cui la grafica si pone al confine con la fotografia.

Ma andiamo al disco, alla tua poetica. Se prendiamo a caso i testi del brano Ti porterò lí mi pare si evidenzi una liricitá che guarda ai sentimenti personali, alle relazioni individuali non avulse dal contesto Quali sono state in proposito le letture che ti hanno influenzato?
Rimbaud, Baudelaire, insomma i poeti maledetti, eppoi Majakovski, Cecco Angiolieri... In realtá sono varie le tematiche che si intrecciano. Ho un'anima politica, e anche in brani come Iridescenze ci sono elementi politici e sociali che comunque emergono in modo più o meno esplicito.
L'ironia e la dissacrazione verso il potere esiste anche nella lotta fra sogno e realtá di una societá che impone dei ruoli precisi. 

A proposito di Iridescenze, il cuore autobiografico del verso, che pare risiedere nel rapporto duale con una donna, i suoi occhi, deve fare i conti con una scelta critica verso la societá contemporanea sí da "sottrarre il viso allo sguardo del mondo" .
Io guardo indietro anche perchè ho un rapporto molto difficile con l'oggi. Il brano in questione è comunque quello in cui la poesia la fa da padrona. La poesia la vedo come Valery, un suono in cerca di senso.

Molto poetica è anche Sotto coperta , densa di immagini di mare, di colori nelle descrizioni e di allusioni e metafore. Io ci vedo l'anticamera del film Moby Dick del '56 visto che tu stesso inviti al gioco di pensare liberamente a un qualcosa di rimando. Ma questa tua prospezione letteraria diciamo vintage riguarda anche la tua musica?
Si. I grandi musicisti, autori e interpreti che ci hanno preceduto cosi come i grandi poeti fanno parte del mio bagaglio espressivo.

E c'è anche un tuo modus molto esteso, oltre che compositivo, nella strumentazione usata per fare musica? Negli arrangiamenti?
Certo. Per esempio in Sotto coperta ci sono piano e strumenti classici ma c'è anche l'intervento di una ciaramella. L'armonizzazione è di taglio jazz, ed utilizzo delle chitarre modificate. Mentre in Kupargeltmatmonitinkentain, che è un gramelot in stile Dario Fo, un finto tedesco, mi ispiro alla cultura ebraica, ma ho pensato all'inizio di Money dei Pink Floyd nel mettere all'inizio suoni reali.

La delicata Amore in fiore è un brano da Stil Novo.
E' una ballata deandreaiana in cui si parla di tre donne, Margherita Rosa e Iris, e di un ragazzo alle prime armi, molto orecchiabile.

Nel brano Stronza ti ispiri a Buscaglione ma soprattutto a Paolo Conte.
Anche Conte ha un lato politico, nella sua ricerca di Altrove, al di lá delle apparenze di modi aristocratici. Rifiuta le convenzioni, il suo amore non è borghese. Il viaggio che lui compie è verso luoghi altri. Il sogno ė per lui anticamera di una diversa realtá che si vuol costruire. 

La fune nel pozzo è un brano per certi versi alchemico.
Si fonda su tre parole-ritornello: Malinconia che è lo stato d'animo saturnino, tipico degli artisti; Follia, per gli altri saresti un farneticante a meno che non coltivi le tue idee per ricavarne un risultato una utilitá come chi ha inventato la penicillina, solo allora la follia diventa un salmo di beatificazione, solo se crei un nuovo standard che la imponga nella normalitá; Allegria, quella che ti libera della feccia, dell'aria pesante che ti circonda, che ti lascia addosso la parte leggera,e ciò avviene mentre più strumenti ruotano attorno producendo suoni sintetizzati. 

I testi hanno una loro autonomia, rispetto alla musica che si caratterizza per un accompagnamento d'impasto coeso, il cui tono è in genere di una classicitá che coesiste e convive con un linguaggio più moderno.
Ritengo che se da una parte i testi debbono avere una propria dignitá, l'arrangiamento deve dall'altra esser in grado di veicolare il significato delle parole, per completarle

Il disco è in copyleft?
Si, con Soundreef, l'ho fatto perchè concede alcune libertá, come citare, prelevare versi liberamente, per una diffusione più libera dei contenuti.

Cosa ti aspetti da questa produzione?
R. Anzitutto attenzione, e poter farne una scelta di vita. Per i live ci vorrá dopo l'estate.

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