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Sabato, 16 Ottobre 2021

Dal rischio desertificazione alla ricrescita del Mezzogiorno

Il lavoro è sempre più un miraggio per il nostro Sud, tanto che nel 2013, il numero degli occupati è sceso per la prima volta nella storia, sotto la soglia dei 6milioni(-282mila posti, a 5,8milioni), il livello più basso dal 1977. Questo il quadro che emerge dal Rapporto Svimez 2014, sull’economia del Mezzogiorno. A questo punto, a nostro modesto avviso, si sta prospettando un Mezzogiorno ad alto rischio di desertificazione umana e industriale. Peraltro, sempre secondo gli ultimi dati Svimez, nel Sud si continua ad emigrare(116mila abitanti nel solo 2013), non fare figli, impoverirsi(le famiglie povere sono aumentate del 40% nell’ultimo anno), perché manca il lavoro(perso l’80% dei posti di lavoro nazionali tra il primo trimestre del 2013 e del 2014). In questa situazione, non c’è dubbio, che sono necessari interventi non rinviabili per una ricrescita del Mezzogiorno. In particolare, una “ terapia d’urto” per la ricrescita, del Sud, deve essere costituita da strategie specifiche, attraverso un piano di primo intervento, che ponga al centro dell’impulso dello Stato, investimenti per: l’istruzione e l’alta formazione, l’innovazione e la ricerca, i servizi e le infrastrutture e, soprattutto, la ripresa di una politica industriale, in grado di valorizzare, alcune, importanti traiettorie per lo sviluppo del nostro territorio. In tal senso, per dovere di cronaca, riportiamo quanto affermato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio:”Crescita Mezzogiorno è tema centrale per il Paese. Recupereremo risorse da dare a Regioni, per investimenti”. In conclusione, noi ci auguriamo che, stante questa grave crisi socio- economica del Mezzogiorno, la Politica nazionale passi, in tempi brevi, dalle parole ai fatti!

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