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L’unità d’Italia messa in pericolo dal Nord

In primis, diciamo che il Nord ha espresso questa volontà, mettendo, a nostro modesto avviso, in pericolo, l’Unità d’Italia: “Trattenere al Nord, la maggior parte possibile, del gettito fiscale dello Stato” (Cfr “Il Messaggero” del 18 giugno 2018, 1° pagina). Stiamo parlando di una vicenda decisiva per il futuro dell’Italia. L’obiettivo del Nord di mettere le mani sulle tasse non è stato mai abbandonato.  In concreto, si tratta di un’autonomia fiscale del Nord che comporterà, un pesante danno al Mezzogiorno. In questo quadro, una autonomia regionale del Nord, ben disegnata garantirebbe ai cittadini delle regioni più ricche, risorse sufficienti e scaricherebbe, contemporaneamente, sugli altri cittadini italiani, tutti i problemi delle minori disponibilità dello Stato, ad esempio, per la scuola ed i servizi sociali. E qui va detto, anche, senza mezzi termini, che l’Istat ha rilevato che l’aumento della povertà assoluta, colpisce, soprattutto, il Mezzogiorno, dove vive in questa condizione un cittadino su dieci. Ma c’è di più. Non è un caso se le previsioni economiche, per il 2050, vedono registrare una certa stabilità economica per il Centro-Nord mentre, nel Mezzogiorno il calo economico sarà a due cifre. In conclusione, ci auguriamo che la Politica nazionale si adoperi, con fermezza, affinchè, l’unità d’Italia, non venga messa in pericolo.

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