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Sabato, 13 Dicembre 2025

Avvicinare ragazzi e ragazze al mondo dell’eurospazio e dell’ingegneria: è questa la missione che guida ogni giorno l’Associazione “Space Eagle”, presieduta dal giovanissimo Giuseppe Mondilla, una realtà dinamica e innovativa che sta trasformando la passione per l’aerospazio in un vero e proprio progetto educativo e scientifico.

 L’associazione è pronta a scrivere una nuova pagina del suo percorso con il lancio del razzo “Icaro”, interamente progettato e costruito dai membri del team: Marco Michelini, Tommaso Minotti, Michael Miraglia,Alberto Foschi capitanati dal giovane castrovillarese, GiuseppeMondilla

 Un’impresa ambiziosa, che prende il nome di Missione “Galileo”, in onore del grande scienziato che ha rivoluzionato il nostro modo di guardare il cielo.

 Il razzo Icaro rappresenta il frutto di mesi di studio, progettazione, simulazioni e test condotti da un gruppo affiatato di giovani ingegneri, studenti e appassionati. Ogni componente è stato realizzato con cura, unendo le competenze teoriche all’esperienza pratica, in un vero laboratorio di formazione e innovazione.

 «Non si tratta solo di un lancio – spiegano i membri dell’associazione – ma di un’esperienza formativa che coinvolge ragazze e ragazzi in un progetto reale, dove si impara facendo e si costruisce il futuro con le proprie mani».

 La missione Galileo ha un duplice obiettivo: da un lato il raggiungimento di quote significative per testare la stabilità e il comportamento del razzo; dall’altro, l’invio a bordo di piccoli strumenti di raccolta dati, per avvicinare i giovani anche alla ricerca scientifica e al monitoraggio ambientale.

 L’impegno della “Space Eagle” non si ferma qui: l’associazione promuove costantemente laboratori, incontri nelle scuole e attività divulgative per diffondere la cultura scientifica e tecnologica tra le nuove generazioni, soprattutto in un settore – quello spaziale – ancora poco esplorato nel nostro contesto nazionale.

 Con il razzo Icaro pronto al decollo, i giovani “aquilotti” della Space Eagle dimostrano che guardare in alto non è un sogno, ma una strada concreta fatta di studio, passione e lavoro di squadra.

Giovedì 10 luglio, alle ore 21 con ingresso libero a Villa Vicini di Zoagli, si svolgerà la lezione aperta “Divinamente scritto, dannatamente umano – Viaggio alla riscoperta dell’Inferno dantesco” di e con Valentina Romano, Professoressa del liceo “P. Giovio” di Como e divulgatrice delle pagine belle della letteratura, presentata dalla giornalista Isabella Puma.

Valentina Romano, nata a Como, dopo il diploma al Liceo Classico “A. Volta” si è laureata a pieni voti in Lettere all’Università Cattolica di Milano dove ha proseguito gli studi conseguendo il Dottorato di Ricerca in Storia Medievale. Ha collaborato con l’Università Cattolica e con l’Università dell’Insubria di Como con attività di ricerca e di docenza. Da sempre amante della scrittura, della poesia e della letteratura, coltiva una smodata passione per le parole e la loro etimologia. Poiché quello dell’insegnante è “il lavoro più bello del mondo” – così ama ripetere – dal 2008 insegna Italiano e Latino al Liceo “Paolo Giovio” di Como. Da qualche anno, unitamente all’insegnamento, propone in giro per l’Italia delle innovative lezioni aperte di Letteratura con l’unico e virtuoso scopo di difendere e diffondere la bellezza dei nostri classici al di fuori delle aule scolastiche.

Sono un’insegnante con esperienza quasi trentennale,  - afferma la professoressa Romano - appassionata di poesia e di letteratura: credo fermamente nell’idea che portare fuori dalle aule scolastiche testi e autori su cui tutti abbiamo studiato ai tempi della scuola possa essere un modo per educare o ri-educare oggi la nostra comunità alla bellezza e possa costituire nel contempo un’occasione per conoscere meglio i “grandi” della nostra letteratura, rileggere alcuni dei loro passi più celebri e emozionarci ancora. Perché, anche se il tempo passa, quelle pagine “belle” restano sempre belle e hanno sempre e incredibilmente qualcosa di nuovo da dirci. Ho così deciso di organizzare degli incontri culturali, da me tenuti e aperti al pubblico che abbia la voglia e la curiosità di ascoltare: di come Dante si smarrisce, dell’amore di Paolo e Francesca, dell’ignavia di don Abbondio, del coraggio dell’Innominato e poi di come non siamo fatti a “viver come bruti”, di quanto amore trabocchi la poesia leopardiana e dell’assoluta perfezione dei versi de “L’infinito”, di Ulisse, del suo dolore del ritorno, del suo viaggio incantato che ancora oggi ci incanta, e dei temi del tempo, dell’attesa e dell’amore, in tutte le sue sfaccettature, che da sempre percorrono tante pagine meravigliose della letteratura, da Catullo a Dino Buzzati, con modi e parole e stili diversi, certamente, ma sempre parlando di noi. Ecco: ci stupiremo di come questi poeti e questi autori, a distanza di tempo, riescano ancora a parlare di noi uomini e a noi uomini, nella nostra grandezza e nella nostra miseria, ma soprattutto nelle nostre umanissime passioni. Si tratta di lezioni/conferenze che nascono in classe, con i miei alunni del Liceo e che hanno lo scopo di diffondere le “pagine belle” della letteratura italiana in modo fruibile e “leggero” – ma non per questo superficiale – attraverso la lettura e il commento di alcuni testi dei nostri poeti e autori più celebri e più amati”.

 

Gorizia è Capitale Europea della Cultura 2025, un titolo che celebra la sua identità transfrontaliera insieme a Nova Gorica. Il progetto GO!2025 ha infatti portato un forte incremento turistico, con un +64% di visitatori stranieri nei primi mesi del 2025. La città offre un ricco programma di eventi, mostre e spettacoli che valorizzano la storia comune, la cultura di confine e le bellezze paesaggistiche: tra le esposizioni più visitate, la mostra su Andy Warhol, che ha registrato 80.000 presenze, mentre il Castello ha accolto oltre 14.528 visitatori. Ma esistono luoghi preziosi e angoli nascosti ancora poco conosciuti e lontani dalla logica dell’overtourism, dove poter visitare la città in totale tranquillità. Se infatti la maggior parte dei turisti che arrivano a Gorizia si concentra attorno al Castello o al Duomo, sono ancora pochi i temerari che si avventurano sul ponte ciclabile di Solkan, sospeso tra le rive dell’Isonzo o tra le dolci colline del Collio, dove la storica Strada del Vino e delle Ciliegie invita a perdersi tra vigneti, cantine e sapori autentici, lontani dai percorsi più battuti.

A raccontare queste perle, spesso trascurate dai flussi turistici più intensi, è Boris Visintin, esperto di turismo locale, nonché Direttore del Best Western Gorizia Palace: “Negli ultimi anni Gorizia ha vissuto una vera rinascita culturale e turistica. Con GO! 2025 stiamo assistendo a un afflusso crescente di visitatori, affascinati da questa terra di confine ricca di storia, bellezza e visioni condivise. Gorizia non è più una semplice tappa, ma una destinazione da vivere appieno, anche grazie a iniziative come il nostro pacchetto «Discover Gorizia», che arricchisce il soggiorno con esperienze autentiche, sapori locali e percorsi tra Collio e cultura. Il Best Western Gorizia Palace è il punto di partenza ideale per scoprirla: nel cuore della città e a due passi da Nova Gorica, offre 64 camere moderne, servizi per cicloturisti e una rete di collaborazioni con realtà del territorio, dal Piccolo Opera Festival a Visavì. Il nostro team, profondo conoscitore della città, accompagna ogni ospite con passione e attenzione, trasformando ogni soggiorno in un ricordo da portare con sé”.

Ecco quindi svelate, dagli esperti turistici locali del Best Western Gorizia Palace, le 7 curiosità che raccontano l’anima più autentica di Gorizia, fatta di memoria, visioni, natura e passaggi di frontiera: “Un patrimonio che continuerà a sorprendere anche oltre il 2025, con nuovi percorsi, eventi e prospettive da scoprire nel 2026, per chi vorrà vivere la città con occhi nuovi e passo lento”, conclude Visintin.

  1. Piazza della Transalpina è per metà italiana e per metà slovena: un tempo separata dal Muro di Gorizia, oggi è un simbolo di unità e cooperazione tra i due Paesi, i cui confini attuali sono segnati da una linea di mattonelle di pietra, trovandosi la parte italiana a Gorizia e la metà slovena a Nova Gorica. Un tempo il "Muro della Vergogna", costruito nel 1947, divideva la città italiana da quella jugoslava; è stato poi rimosso con l’entrata della Slovenia nell’UE nel 2004.
  2. Un ponte ciclabile tra due città: una nuova pista ciclabile unisce Gorizia (Italia) e Nova Gorica (Slovenia), tracciando un itinerario suggestivo lungo il fiume Isonzo. Cuore del percorso è il ponte ciclabile di Solkan, sospeso tra natura e storia, a pochi passi dalla storica stazione Transalpina. Immerso nel verde e affacciato su panorami mozzafiato, è il punto perfetto per vivere un’esperienza che intreccia sport, paesaggio e memoria di frontiera. Ideale per appassionati di cicloturismo di ogni livello.
  3. La Strada del Vino e delle Ciliegie: istituita nel 1963, è stata uno dei primi itinerari enogastronomici d’Italia, si trova nell’area del Collio, tra Gorizia e i comuni circostanti, la prima in Italia ad ottenere la DOC. È possibile organizzare degustazioni in cantina, scoprendo le eccellenze enologiche del territorio e i sapori autentici della cucina locale.
  4. Una delle collezioni più grandi al mondo di rose Bourbon: nel monastero di Kostanjevica si trovano oltre 75 varietà rare, profumate e dal grande valore storico. Originarie dell’isola di Réunion, queste rose conquistarono l’aristocrazia europea dell’Ottocento. Ogni primavera, durante il Festival delle Rose, il giardino si trasforma in un tripudio di colori e profumi, circondando la cripta dove riposa anche Carlo X, ultimo re di Francia. Un angolo di Gorizia dove natura e storia sbocciano insieme.
  5. Tour del Contrabbando: nell’ex valico doganale di Pristava sorge un museo immersivo dedicato al contrabbando di frontiera (šverc), praticato tra il dopoguerra e gli anni ’60. L’allestimento, ricco di oggetti d’epoca e testimonianze, racconta come zucchero, caffè e sigarette attraversassero clandestinamente il confine. Una escape room interattiva permette di rivivere l’adrenalina di quel mondo sommerso.
  6. Via Rastello e la galleria sotto il Muro di Berlino: in via Rastello si trova la casa natale di Luigi Spina, il goriziano che nel 1962 scavò, insieme con Domenico Sesta, il “Tunnel della Libertà” sotto il Muro di Berlino, permettendo la fuga di 29 persone dalla Berlino Est. Una targa lo ricorda come simbolo di coraggio e resistenza civile, celebrato anche nei Giardini dei Giusti e in vari documentari.
  7. Il Parco del Tricorno spartiacque naturale tra due mari: i torrenti e i fiumi che nascono tra le Alpi Giulie prendono direzioni opposte: alcuni sfociano nell’Adriatico (come l’Isonzo), altri nel Danubio e poi nel Mar Nero. Un piccolo miracolo geologico che rende il parco un crocevia invisibile tra due mari. Il Parco offre percorsi di trekking spettacolari, immersi nella natura incontaminata, ideali per gli amanti dell’escursionismo e delle esperienze outdoor.

Un’escursione, una degustazione e un concerto. È un trittico di emozioni quello proposto dal progetto ARIA- merAviglia tra maRe, collIne e musicA promosso dal Comune di Sestri Levante in collaborazione con l'Associazione musicale Felice Romani di Moneglia

 Tre appuntamenti tra luglio e settembre a Sestri Levante, che iniziano nel pomeriggio con un trekking per raggiungere la location del concerto e un assaggio di prodotti tipici locali (riservato ai partecipanti del trekking) tutto a partecipazione libera e gratuita. 

 Si comincia il 9 luglio con il concerto del Quartetto d’Archi dell’orchestra da camera Luigi Boccherini di Lucca nella chiesa di Santo Stefano del Ponte;  il 23 luglio nella chiesa di Santa Margherita di Fossa Lupara sono in programma Le Sonate di Benedetto Marcello Opera 2 a cura di Thomas Luti saxofono, Endrio Luti fisarmonica; mentre il 10 settembre nella chiesa di Santa Vittoria si esibirà il complesso vocale e strumentale medievale Esa Ensemble e Baschenis Ensemble diretto da Sergio Chierici nel dramma liturgico Ludus Danielis. L’inizio dei concerti è alle 21.15. La musica non aspetta su un palco qualsiasi: “chiama” da luoghi meno noti e invita a mettersi in cammino, a respirare, a sentire e ad ammirare la meraviglia che ci circonda.  

 I trekking, accompagnati dalle guide abilitate del Labter Tigullio, il centro di educazione ambientale e sviluppo sostenibile del Comune di Sestri Levante, sono un modo per raggiungere il luogo del concerto in maniera “lenta” ed ecosostenibile, imparando a cogliere dettagli che forse normalmente non si notano e ad apprezzare natura, storia e paesaggio. Sono inoltre pensati in un orario particolarmente affascinate come quello che va verso la fine della giornata, verso il tramonto.  

Per il 9 luglio il titolo pensato per l’escursione è proprio "Tra natura, storia e panorami", appuntamento ore 17.30 davanti alla stazione di Sestri Levante (possibilità di parcheggio nei pressi): il primo tratto sarà su asfalto lungo Via Lombardia/località Le Mimose, godendo di una vista unica sull’istmo che separa le due Baie di Sestri Levante, per poi intraprendere la salita verso Costa Rossa, caratteristico nucleo rurale, e nuovamente scendere attraverso oliveti a Santo Stefano del Ponte lungo l’antica mulattiera, un percorso lungo in totale meno di 5 chilometri e mezzo, con circa 250 metri di dislivello in salita e poi discesa, comunque molto panoramico che permette di vedere Sestri da punti di vista insoliti. 

Il 23 luglio con l’escursione "Pietre e paesaggi" l’appuntamento sarà direttamente davanti alla Chiesa di Santa Margherita di Fossalupara, così prima di partire si avrà già modo di ammirare lo splendido sagrato, e poi si partirà per un percorso ad anello, ricco di spunti che ci permetteranno di approfondire l’arte e la lunga storia geologica e mineraria di Sestri Levante. Il 10 settembre sarà un “itinerario” alla scoperta dei borghi più antichi della Val Gromolo, che nascondono un fascino quasi indescrivibile, per cui con appuntamento presso la chiesa di Santa Vittoria si partirà per un percorso ad anello.

 Per partecipare ai trekking è obbligatoria la prenotazione (ufficio IAT 0185 478530 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e le dotazioni adatte per un’escursione: scarponcini da trekking o scarpe con suola scolpita, bastoncini se in possesso, scorta d'acqua e berretto/cappello per il sole.

 L’organizzazione prevede un servizio di navetta gratuita per chi non vuole o non può partecipare al trekking con partenza da piazza Sant’Antonio alle 20.30.

 Ai tre eventi se ne aggiunge un quarto, un concerto all’alba in programma il 13 agosto alle 5.45 ai ruderi di Santa Caterina dove il quartetto di sax Sus4Tet offrirà brani di D. Malanska, J. S. Bach, G. Lago, G.Gershwin, L.Bernstein.

 Dichiara l’Assessore alla Cultura del Comune di Sestri Levante Maura Caleffi: «Con il progetto ARIA inauguriamo, per la prima volta, una collaborazione culturale strutturata con l’Associazione Felice Romani di Moneglia che ringraziamo: un primo passo importante verso una progettazione condivisa che guarda al territorio nel suo insieme, con attenzione alle frazioni e agli itinerari meno conosciuti, spesso esclusi dai circuiti turistici tradizionali. Il format che abbina trekking, musica e degustazioni valorizza le eccellenze locali, riduce l’impatto ambientale – grazie anche al servizio navetta gratuito – e promuove un turismo lento e consapevole».

“L’essenziale è invisibile agli occhi”: questa frase, tra le più celebri della letteratura mondiale, racchiude la profonda saggezza de “Il Piccolo Principe”, uno dei libri più letti e amati di sempre, il secondo più tradotto al mondo dopo la Bibbia. Nel 2025 ricorrono i 125 anni dalla nascita del suo autore, Antoine de Saint-Exupéry, avvenuta il 29 giugno 1900: proprio questa data è stata scelta nel 2020 dalla “Antoine de Saint Exupéry Youth Foundation” per festeggiare il “Piccolo Principe Day”, celebrando così i valori universali racchiusi in quest’opera straordinaria. Mascherato da fiaba per bambini, il racconto esplora con delicatezza temi profondi come il senso della vita, l’amore e l’importanza delle relazioni, lasciando un’eredità capace di parlare al cuore di ogni generazione.

Per immergersi nell’universo poetico e avventuroso dell’autore e del misterioso bambino biondo in viaggio tra i pianeti, spieghiamo le ali partendo da Tolosa, capitale dell’Occitania e cuore pulsante dell’epopea dell’Aéropostale. Qui, nel quartiere di Montaudran, si trova L’Envol des Pionniers, un museo interattivo che celebra le imprese dei pionieri dell’aviazione e racconta la storia della linea aerea transatlantica che univa la Francia al Sud America. Inizialmente nata per l’impresa senza precedenti del trasporto della posta e successivamente aperta ai passeggeri, l’Aéropostale ha visto proprio Saint-Exupéry tra i suoi protagonisti. Pilota della compagnia, Antoine partiva spesso da Tolosa per missioni che lo portavano verso il Sahara o l’America Latina: qui, soggiornava al terzo piano dell’Hôtel du Grand Balcon, affacciato della centrale Place du Capitole, nella stanza 32 che il Ministero della Cultura francese ha dichiarato sito commemorativo. Le esperienze vissute in volo - il silenzio tra le nuvole, l’incontro con il deserto e la solitudine - hanno profondamente influenzato la sua scrittura, ispirando opere come “Vol de nuit” (Volo di notte) e “Terre des hommes” (Terra degli uomini). Tolosa, impregnata di cultura aeronautica, ha voluto rendere omaggio a Saint-Exupéry e alla sua produzione letteraria dedicandogli Avenue Saint-Exupéry, via che conduce al quartiere delle avventure dell’Aéropostale (Montaudran), ma anche una statua: situata nel Jardin Royal, primo giardino pubblico della città, lo ritrae con un libro in mano intento in un ideale dialogo di sguardi con il suo personaggio più famoso.

In un ideale viaggio cronologico, si arriva al 1933, anno in cui il governo francese decise di unificare cinque compagnie aeree (tra cui proprio l’Aéropostale) in un’unica entità statale: è l’inizio della storia di Air France. La compagnia di bandiera nazionale edita le rotte, l’esperienza e l’anima pionieristica dalle avventure di Saint-Exupéry e dei suoi colleghi, ponendosi al tempo stesso un obiettivo più ambizioso: il trasporto di passeggeri, posta e merci in modo sistematico, affidabile e su scala globale. Per celebrarne la storia, ma anche il presente, proprio l’Envol des Pionniers ospita “Air France, a history of elegance”:  una mostra temporanea grazie alla quale poter ammirare circa 200 oggetti originali che ne costituiscono il patrimonio.  

Da qui, il legame tra la città e il cielo ha preso il volo e non si è mai più interrotto. Oggi, infatti, sono numerose le eccellenze aerenautiche e aerospaziali, che ne fanno il maggior hub europeo del settore. Tra le altre, ospita la sede di Airbus, del sistema satellitare SPOT, il cluster di aziende dell'Aerospace Valley e il Centro Spaziale di Tolosa (CST), il più grande d’Europa. E per chi sogna di toccare le stelle, c’è la Cité de l’Espace, sito unico in Europa in cui ci si avvicina in modo ludico (ma scientifico al tempo stesso) ai misteri dell’universo: si possono scoprire le sfide a cui si preparano le agenzie spaziali, esplorare le riproduzioni del terreno marziano, ammirare le immagini catturate dal telescopio James Webb e vivere l’esperienza immersiva LuneXplorer, per provare in prima persona le sensazioni degli astronauti durante una missione sulla Luna. Per esplorare con meraviglia l’infinito, proprio come faceva Saint‑Exupéry con le ali e con le parole, insieme al suo piccolo amico viaggiatore spaziale.

 

 

A proposito di Tolosa

Capoluogo della regione sudoccidentale francese dell’Occitania, a circa 100 km di distanza dai Pirenei e a metà strada tra l'Oceano Atlantico e il Mar Mediterraneo, Tolosa è la quarta città più popolata del Paese, con circa 500.000 abitanti. Inoltre, la sua atmosfera rilassata e conviviale, tipica del sud della Francia, e la presenza di una tra le più antiche e prestigiose università d’Europa, fondata nel 1229, ne fanno una città abitata da moltissimi giovani studenti (circa 125.000, il 25% della popolazione urbana).

 Soprannominata “Ville rose” (la “Città rosa”) per il colore dominante degli antichi edifici in mattoni, Tolosa possiede tre siti Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO: la basilica romanica di Saint-Sernin, tra gli edifici romanici più grandi d'Europa; il Canal du Midi, canale artificiale che con i suoi 241km unisce l’Atlantico e il Mediterraneo, passando lungo il percorso dalla città occitana e collegandosi al fiume Garonna che la attraversa; e, infine, l’Hôtel-Dieu Saint-Jacques, oggi centro amministrativo ospedaliero e uno degli simboli emblematici del paesaggio urbano.

 Contraddistinta da un patrimonio culturale e una storia di oltre due mila anni, che si possono ammirare nei numerosi monumenti che ne popolano il centro (come Place du Capitole, il Convento dei Giacobini e molti altri), Tolosa oggi è anche estremamente proiettata verso il futuro, grazie alle diverse eccellenze aerospaziali che la rendono il maggior hub europeo del settore: ospita, infatti, la sede di Airbus, del sistema satellitare SPOT, il cluster di aziende dell'Aerospace Valley, il Centro Spaziale di Tolosa (CNES, Centro Nazionale di Studi Spaziali), la Cité de l’Espace, parco tematico sui misteri dello spazio e centro di divulgazione scientifica unico in Europa, e, come recente aggiunta, il nuovo centro di Eccellenza della NATO.

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