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Domenica, 14 Luglio 2024

Quei 500 clandestini senza identità in fuga per le vie di Roma

La Stazione Centrale di Milano è diventata un centro di prima accoglienza. Gli immigrati sono ovunque. Si confondono tra i turisti e i pendolari. Bazzicano da un punto all'altro dello scalo milanese. Tre volte al giorno gli viene servito il pranzo. Per il resto sono lasciati a loro stessi. Anche se, come trapela dal Sistema sanitario nazionale, dall’inizio di giugno ci sono stati 108 icasi di scabbia.

Una cifra mostruosa che lievita a 500 se si considera i casi dall’inizio dell’anno. Per questo motivo, la Regione Lombardia ha attivato un presidio sanitario nella stazione Centrale di Milano per assistere gli immigrati che continuavo a riversarsi nel capoluogo lombardo.

Alla Centrale di Milano torna il presidio sanitario per l’accoglienza degli immigrati. "In questi giorni - ha spiegato l'assessore alla Salute Mario Mantovani - sono stati riscontrati numerosi casi di scabbia nei centri di accoglienza della città e, benchè trattasi di patologia non grave, vogliamo alzare il livello d’attenzione". Il presidio sarà chiamato a intervenire solo sulle situazioni di criticità di carattere sanitario che rientrano fra le competenze della Regione Lombardia. "Invece - ci ha tenuto a far presente Masntovani - le difficoltà sul piano sociale e umanitario che qui riscontriamo devono essere affrontate dal governo con risposte adeguate, essendo un tema di carattere nazionale". Anche perché la Regione sta ancora aspettando i 160 milioni di euro promessi per coprire le spese affrontare dagli ospedali lombardi per gli immigrati.

Intanto a Roma :

Dormivano sui cartoni, per terra. Sdraiati su quell’asfalto che, appena il sole è alto in cielo, diventa incandescente come l'inferno

 

Non avevano acqua né cibo, non avevano nemmeno un bagno. L'unico presente nel raggio di centinaia di metri è a pagamento. Eppure, non appena sono intervenute le forze dell'ordine per identificarli e portarli nei centri di prima accoglienza, i 500 clandestini accampati nei pressi della stazione Tiburtina sono fuggiti nel nulla, dispersi per le vie di Roma. Gli agenti ne hanno acciuffati appena diciotto. E gli altri? Siamo certi che non siano pericolosi?

Alcuni dei clandestini che erano accampati davanti alla stazione Tiburtina sono sbarcati con i barconi che approdano nel Sud Italia. Sono soprattutto etiopi ed eritrei, scampati alla fame e alle guerre. Altri, invece, sono fuggiti dai centri di accoglienza. Altri ancora sono stati sgomberati dagli innumerevoli campi abusivi che circondano la Capitale. "Attendiamo un pullman che ci porti via, verso una nuova vita - dice qualcuno - in Germania, Austria, o comunque nel Nord Europa". Ma la verità è un'altra: la maggior parte di questi disperati non ha nemmeno i documenti. Oltre al fatto che Berlino ha sospeso temporaneamente il trattato di Schengen fino al 15 giugno per il G7. Per questo stavano fermi lì, a Largo Mazzoni, via Pietro l’Eremita e via Cupa, dove c’è un centro di accoglienza. La Croce Rossa Italiana, con un medico, infermieri e mediatori culturali, e un camper ormai fisso, provedeva a dare loro i pasti e li assisteva da un punto di vista sanitario. I farmaci venivano forniti (gratuitamente) dalla Asl. "Queste persone - spiegano dalla Croce Rossa - presentano malattie dermatologiche, hanno ustioni provocate dalla nafta dei barconi o ferite da arma da fuoco non curate. Qui proseguiamo anche le terapie iniziate dopo gli sbarchi. Abbiamo circa 60 pazienti al giorno". Alcuni passanti, poi, lasciavano una bottiglia di acqua, qualcosa da mangiare o un po' di spicci.

Questo fino a oggi pomeriggio. Quando sono arrivati gli agenti per identificarli, c'è stato un fuggi fuggi. Solo 18 sono stati identificati e portati all’ufficio immigrazione. Tutti gli altri si sono dispersi per le vie di Roma. Qualcuno ha pure reagito violentemente. E ne è nato un breve parapiglia con i poliziotti che sono, comunque, riusciti a riportare la calma. Ma quasi 500 persone sono riuscite a far perdere le proprie tracce.Intanto

Dopo le polemiche sui migranti con la posizione dura della Lega il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni viene ascoltato alla Camera dal comitato Schengen sul tema dei flussi migratori. Durante l'audizione Maroni ha fatto sapere di avere scritto una nuova lettera ai prefetti della Lombardia, in cui chiede di consentire alle Asl di verificare le condizioni sanitarie nelle strutture che dovranno accogliere i migranti. "Ho appreso dalla stampa del trasferimento in Lombardia di ulteriori 500 migranti - ha detto Maroni - e dunque ho chiesto ai prefetti di sapere se tale notizia corrisponde al vero, le date di arrivo, in quali comuni e in quali strutture andranno i migranti". Domande fatte, ha aggiunto, "per consentire alle Asl competenti di verificare che vi siano le condizioni minime sanitarie, per poter garantire la salute di tutti e per prevenire possibili rischi sul fronte della salute pubblica". Il governo - ha attaccato - "è inadempiente" con le Regioni per quanto riguarda la questione immigrazione definendo "improvvisata" la gestione da parte del Viminale della distribuzione dei migranti. Secondo Maroni "la copertura economica è garantita per il 2014 ma non c'è certezza per il 2015 e 2015". Ed inoltre "non sono stati attivati gli hub regionali, strutture che dovrebbero accogliere i migranti prima che questi vengano distribuiti".

Cosi i Stazioni a rischio collasso per l'emergenza immigrati. La situzione è di emergenza alla stazione di Milano dove è stato approntato un presidio mobile da parte della Croce Rossa per soccorrere gli immigrati visti tra l'altro probabili casi di scabbia. Duro il leader della Lega, Matteo Salvini: "Vadano ad abbracciare Renzi". "Non alimentare la paura", è il monito del presidente della Cei, Angelo Bagnasco.

Vista "la gravissima situazione esistente presso la Stazione Centrale di Milano, dove centinaia di profughi soggiornano nell'androne con scarsissima assistenza sanitaria e con la probabile presenza di scabbia in crescita esponenziale", Croce Rossa Italiana comunica di aver messo a disposizione dell'Assessorato Regionale alla Sanità e dell'Areu 118 un ambulatorio mobile, dove opererà il personale sanitario ASL 1 di Milano, e un'ambulanza per il trasporto dei pazienti infettivi in ospedale.

È in fase di allestimento all'esterno della stazione Centrale di Milano in piazza Duca D'Aosta il presidio sanitario per gli immigrati annunciato dalla Regione Lombardia. Si tratta di una roulotte ambulatorio, nella quale interverrà il personale sanitario dell'Asl, coadiuvato dalla Croce rossa e dall'Areu. "Metteremo a disposizione fissa una ambulanza per i casi di ricovero", ha detto il presidente regionale della Cri Lombardia Maurizio Gussoni, il quale ha spiegato che "l'intervento sarà h12, dalle 8 alle 20". Nel pomeriggio la roulotte ambulatorio dovrebbe già essere in grado di effettuare le prime visite.

"Noi abbiamo fatto il nostro dovere istituzionale. Abbiamo dato segni forti di vicinanza e solidarietà". "Certo c'è un limite. Non si può pensare che Milano da sola, o con pochi altri comuni, possa risolvere un problema epocale. Oggi sempre di più ci vuole corresponsabilità di tutte le istituzioni a partire dal governo, dalle Regioni e soprattutto dall'Europa''. Così il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha risposto a una domanda sulla situazione dei profughi in stazione Centrale a Milano.

"Alimentare la paura non è mai una buona consigliera": così il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha risposto, a margine di un evento a Expo, alle domande sulle polemiche riguardo al tema dell'immigrazione e sulle critiche alle posizioni della Lega al riguardo: "Bisogna affrontare i problemi con realismo e disponibilità da parte di tutti".

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