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Domenica, 20 Ottobre 2019

Polizia di Stato: il 27 settembre manifestazione a Montecitorio

Grazie a Vincenzo Chianese, Antonio Limongelli Cinzia delle Grotti e Bruna Martine che hanno contattato il Corriere del sud, dove cmi hanno spiegato una realta che non conoscevo...come mi spiega Vincenzo Chianese  parlando con il Corriere del Sud, "Siamo gli attuali  Commissari del “ruolo ad esaurimento” quegli investigatori specializzati che lo Stato selezionò accuratamente, mediante concorsi molto complessi ed addestrò ai massimi livelli - a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 - collocandoci sopra tutti gli allora sottufficiali - per dotare la Polizia di Stato di professionalità adeguate a fronteggiare efficacemente i fenomeni terroristici e la violenza mafiosa che in quegli anni erano giunti a minacciare addirittura la tenuta delle Istituzioni democratiche". E lo dimostrano le lettere al Presidente del Consiglio Conte, al Ministro del Interno Lamorgese, al Ministro della Difesa Guerini e al Capo della Polizia Gabrieli  e ai vari gruppi Parlamentari della richiesta di aiuto per la tutela dei loro diritti....

Tuttavia, mentre noi continua Chianese pensavamo solo a servire lo Stato per strada, all’inizio degli anni ’90 quello stesso Stato fece avanzare sul piano economico svariate decine di migliaia di “sottufficiali” delle altre Forze di Polizia, cui venne anche offerta la possibilità di progredire in carriera e quindi di superarci abbondantemente, fino a diventare tenenti colonnelli ed addirittura colonnelli, grazie  ai concorsi per i ruoli speciali previsti dalla legge per tutte le Forze e nei fatti negati solo a noi.

La nostra amministrazione, dopo aver deliberatamente omesso, per oltre 15 anni, di realizzare il Ruolo speciale previsto dalla legge, nel 2017, mentre le altre Forze facevano rientrare i nostri colleghi, un tempo subalterni, nei loro ruoli “normali” degli ufficiali, invece di restituirci opportunità, soldi e prospettive pensionistiche  ci ha fatto fare un nuovo concorso per farci diventare ancora una volta … “tenentini”, come oggi sarebbero i nostri figli “promuovendoci” al grado  finora inesistente di Vice Commissario avente un parametro stipendiale inferiore a quello nostro precedente!

Nulla è stato speso per gli RE finora: dal 2017 nessuno di noi ha avuto un reale aumento di stipendio mentre, in compenso, a molti gli straordinari vengono pagati meno, così perdiamo soldi ogni giorno. Quanti di noi inoltre sono andati in pensione con questo nostro “nuovo” ma fittizio grado si trova a percepire una pensione più bassa di quanto avrebbe percepito con il precedente grado!

La maggior parte di noi, anche grazie alle riforme intervenute, riceverà un assegno addirittura inferiore ai suoi stessi collaboratori, compresi quelli con la qualifica di Catarella.

La Camera dei Deputati, nel 2017, ci ha dato ragione, scrivendo nel suo parere che dovevamo essere nominati commissari capo subito dopo il corso, ma quella raccomandazione indirizzata al Governo non fu accolta, obbligandoci così a scendere in piazza già il 27 marzo scorso presso il Viminale dove, dopo la manifestazione, ci venne ribadito che si, avevamo ragione.

Dopo gli inutili primi correttivi del 2018 il rimedio doveva arrivare quest’anno con i secondi correttivi al riordino 2017 ma, sul tavolo di confronto, l’Amministrazione ha recentemente rivelato ai sindacati che il nostro problema, nonostante ci siano tutte le risorse necessarie, non può essere risolto con i correttivi del 30 settembre.

All’inizio del mese abbiamo quindi ufficialmente e doverosamente avvertito, del nostro più che legittimo ed ormai non più tollerabile malessere, il Sig. Presidente del Consiglio, il Sig. Ministro della difesa, la Sig.ra Ministro dell’interno ed il Sig. Capo della Polizia. Al momento, però, non ci è giunto nessun segnale di attenzione ma, anzi, anche la prospettiva della beffa: il cambio del nome del ruolo!

Ci sentiamo traditi e nei fatti anche dileggiati. Il 30 settembre scade la delega al Governo ed è per questo che il 27 manifesteremo a Piazza di Montecitorio, nei pressi della Camera – che ci aveva dato ragione già nel 2017 – e di Palazzo Chigi che, invece – condizionato da comandi ed amministrazioni – ci ha ignorati per ben due volte: stavolta chiediamo che siano lo Stato ed i Cittadini ad ascoltarci!

Grazie Vincenzo Chianese perche hai spiegato al Corriere del Sud i vostri problemi e ringrazio anche  Antonio Limongelli Cinzia delle Grotti e Bruna Martine. 

 

 

 

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