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Martedì, 12 Novembre 2019

Inaugurata la mostra "Pompei e Santorini"

Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha visto oggi la Ministra greca della Cultura e dello sport, Lina Mendoni, in un incontro bilaterale che ha preceduto l’inaugurazione della mostra “Pompei e Santorini. L’eternità in un giorno” promossa alle Scuderie del Quirinale dal parco archeologico di Pompei e dalla Soprintendenza per le Cicladi.

Nel corso del colloquio la Ministra Mendoni ha manifestato grande apprezzamento per la misura dell’Art Bonus, chiedendo informazioni sul suo funzionamento e sui risultati finora raggiunti per poterne valutare l’introduzione nell’ordinamento ellenico. Per la Grecia si tratta di un modello virtuoso di fiscalità di vantaggio in favore della cultura da replicare.

I ministri Franceschini e Mendoni hanno poi ricordato la collaborazione tra Italia e Grecia nel contrasto al traffico illecito di beni culturali, forte del memorandum di intesa siglato a Corfù nel 2017 in occasione del primo vertice intergovernativo. Una cooperazione che vede il pieno coinvolgimento del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, con molteplici attività di recupero e restituzione di opere rubate e di addestramento delle forze di polizia greche.

I due ministri hanno poi condiviso la necessità di una reciproca collaborazione per la promozione e il sostegno alle industrie culturali creative e agli scambi tra i giovani artisti, una sorta di Erasmus Cultura che i due Paesi intendono proporre al tavolo del consiglio dei ministri della cultura europei a novembre.

I ministri Franceschini e Mendoni hanno infine ricordato il prezioso ruolo della scuola archeologica di Atene negli scambi di saperi e conoscenze in campo scientifico e culturale.

Intanto dopo l incontro il Ministro Greco Lina Mendoni insieme a Dario Franceschini hanno inaugurato la mostra  “Pompei e Santorini. Sin dall’antichità le catastrofi vulcaniche hanno scandito lo scorrere della storia. Sono emblematici i casi di Akrotiri, fiorente capitale dell’isola di Thera, oggi conosciuta come Santorini, sepolta da un’eruzione nel 1613 a. C., e Pompei, investita dalla furia del Vesuvio nel 79 d. C. I cataclismi non hanno inghiottito solo le due città, ma un intero sistema di pensiero che riaffiora tramite le indagini archeologiche.

A Roma, alle Scuderie del Quirinale, dall’11 ottobre al 6 gennaio, si potranno ammirare, per la prima volta insieme, le vestigia dei due siti archeologici, tra i più importanti e meglio conservati al mondo.

Curata da Massimo Osanna, Direttore del Parco Archeologico di Pompei e da Demetrios Athanasoulis, Direttore dell'Eforia delle Antichità delle Cicladi, con Luigi Gallo e Luana Toniolo, l’esposizione è frutto di una collaborazione istituzionale e propone un confronto inedito attraverso innovative ricostruzioni e la selezione di preziosi reperti, in molti casi mai esposti al pubblico.

La mostra è concepita come un viaggio nel tempo alla scoperta delle due antiche città, accomunate da un’identica fine e preservate nei millenni dalle ceneri vulcaniche. Più di trecento oggetti fra statue, affreschi, vasi, rilievi, gemme, incunaboli e quadri, ripercorrono un arco cronologico di tremila e cinquecento anni, dall’età del bronzo ai nostri giorni. Un racconto immersivo attraverso le sale delle Scuderie del Quirinale, trasfigurate da un allestimento coinvolgente che si snoda tra ricostruzioni di ambienti, con oggetti di uso quotidiano, e proiezioni di videoarte.

I temi esaminati trattano diverse problematiche archeologiche, come la disamina dei contesti, l’uso dei calchi in gesso, l’analisi delle abitudini sociali e della ritualità, lo studio della connettività economica e culturale nel Mediterraneo antico.

Il percorso espositivo è punteggiato da opere di artisti moderni e contemporanei (Micco Spadaro, Turner, Valenciennes, Filippo Palizzi, Arturo Martini, Renato Guttuso, Andy Warhol, Alberto Burri, Richard Long, Antony Gormley, Giuseppe Penone, Francesco Jodice, Damien Hirst, James P Graham, Hans Op de Beeck, Francesco Simeti), che indicano quanto la riscoperta delle città sepolte abbia nutrito l’immaginario collettivo, accompagnando i visitatori in un viaggio fra passato e presente.


La mostra racconta quindi una storia fatta di repentine catastrofi naturali e affascinanti riscoperte archeologiche per raccontare le origini e gli sviluppi della nostra storia, della nostra cultura.

 “La collaborazione istituzionale fra il Parco Archeologico di Pompei e l’Eforia delle Cicladi- afferma Massimo Osanna - ha in questa mostra il suo naturale punto di arrivo. Abbiamo voluto affiancare all’indagine archeologica anche la lettura geologica degli eventi vulcanici così da poter far capire al pubblico l'unicità dello stato di conservazione delle due città.  Di pari importanza la presenza in mostra di alcune opere moderne e contemporanee, scelte per il loro potere evocatore”.

“L'Eforato delle Cicladi ha deciso di mettere in atto una politica espositiva rivolta verso l’esterno- sottolinea Demetrios Athanasoulis - con mostre sia in Grecia sia all'estero che hanno l’obiettivo di promuovere il patrimonio monumentale delle Cicladi e di rendere l’antichità una fonte di cultura e sapere, ma anche di piacere e intrattenimento di qualità. La mostra presso le Scuderie del Quirinale è espressione di questa visione e, portando per la prima volta fuori dalla Grecia i materiali provenienti dalla città preistorica di Akrotiri, permetterà al grande pubblico di conoscere il volto della “Pompei” dell'Egeo preistorico”.

Eventi speciali e laboratori contribuiscono ad arricchire e approfondire i contenuti di una mostra già di così ampio respiro: gli studenti delle scuole, potranno ad esempio mettersi alla prova con laboratori sul mestiere dell’archeologo dove verranno coinvolti a riconoscere i reperti di uno scavo. I più grandi invece potranno avventurarsi in una visita letteraria della mostra accompagnati dalle parole di scrittori e filosofi dall’antichità fino al Novecento. Oltre ai laboratori ed agli incontri ospitati all’interno delle Scuderie del Quirinale la mostra propone una serie di appuntamenti al Teatro Argentina a Roma condotti da archeologi, storici dell’arte, intellettuali e giornalisti per indagare il fenomeno eruttivo dal punto di vista scientifico, geologico e sociale oltre a proporre una sorta di passeggiata virtuale all’interno delle sale della mostra.

“E’ una mostra che s’inserisce in pieno nella nostra tradizione espositiva- conclude Mario De Simoni, Presidente di Scuderie del Quirinale- fatta di rapporti internazionali di primo livello e di organico collegamento con i principali siti e istituzioni culturali italiane, in questo caso il Parco Archeologico di Pompei. Sempre a proposito delle attività che da sempre contraddistinguono Scuderie del Quirinale, anche per questa mostra abbiamo studiato specifiche proposte didattiche rivolte a differenti fasce d’età, a partire dai bambini di tre anni e un ricco programma di incontri e conferenze a cura di studiosi ed esperti di caratura internazionale”.

Il direttore  dell’Eforato delle Antichità delle Cicladi Demetris Athanasoulis ci ha dichiarato : L'Eforato delle Antichità delle Cicladi ha la responsabilità di gestire il patrimonio culturale delle isole Cicladi, che comprende monumenti e siti emblematici non solo per la Grecia ma per tutta la cultura europea.
Culla della cultura protocicladica, cuore dell’Atene classica, nucleo vitale dell'Impero bizantino, l'arcipelago delle Cicladi è disseminato di inestimabili tesori archeologici – dalla Preistoria al Medioevo – incastonati nella bellezza di un paesaggio straordinario.

 L'Eforato ha deciso di mettere in atto una politica espositiva rivolta verso l’esterno, con mostre in Grecia e all'estero che hanno l’obiettivo di promuovere il patrimonio monumentale delle Cicladi e di rendere l’antichità una fonte di cultura e sapere, ma anche di piacere e intrattenimento di qualità.

 La mostra "Pompei e Santorini. L'eternità in un giorno" presso le Scuderie del Quirinale a Roma è espressione di questa visione e si avvale di una novità assoluta: la collaborazione tra l'Eforato delle Antichità delle Cicladi e il Parco Archeologico di Pompei nel campo della ricerca e della promozione del patrimonio archeologico.

 I materiali provenienti dalla città preistorica di Akrotiri sull'isola di Thera (oggi Santorini), esposti per la prima volta al di fuori della Grecia, restituiscono il volto della “Pompei” dell'Egeo preistorico: una città sepolta dall'esplosione del vulcano Santorini nel 1613 a.C.

La cenere ha preservato i celebri affreschi preistorici, cicli unici e straordinariamente completi di grandi dipinti, insieme a numerosi altri reperti di cui potranno godere i romani e i visitatori della Città Eterna. 

I miei più sentiti e doverosi ringraziamenti al professor Christos Doumas, direttore degli scavi di Akrotiri, e a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della mostra: dall’Eforato delle Antichità delle Cicladi al Parco Archeologico di Pompei nella persona del direttore generale Massimo Osanna; dalle Scuderie del Quirinale con il loro direttore Matteo Lafranconi, alla ALES SpA di Luigi Gallo.

Crocevia di popoli, tradizioni e religioni diverse, luogo unico per la sua storia, segnata da stratificazioni millenarie, il Mediterraneo rivendica un’indiscussa centralità nella cultura occidentale.

Sulle sponde del Mare Nostrum sono sorte alcune tra le più grandi civiltà del passato che hanno segnato indelebilmente il corso del Tempo. Il loro sovrapporsi, ibridarsi, avvicendarsi è il soggetto principale dell’indagine archeologica, capace di offrire l’interpretazione contestuale di oggetti, spazi, pratiche e fenomeni di tipo sociale, economico e religioso.

Le diverse identità culturali che compongono l’elaborato mosaico del Mediterraneo antico, trovano ad Akrotiri, sull’isola di Santorini, e Pompei due casi emblematici. Investite da eruzioni simili, distanti più di 1700 anni l’una dall’altra, le città restituiscono edifici, affreschi, manufatti perfettamente conservati che permettono di resuscitare due civiltà ricche e complesse, evocando allo stesso modo la catastrofe che ha messo fine alla loro storia

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La riscoperta delle città sepolte, inoltre, ha nutrito l’immaginario artistico, offrendosi al contempo come soggetto iconografico e spunto di riflessione per l’evocazione delle catastrofi naturali.

Nata nell’ambito di una collaborazione istituzionale fra il Parco Archeologico di Pompei e l’Eforia delle Cicladi -che prevede anche indagini sul campo, restauri e ricerche congiunte-realizzata da Scuderie del Quirinale-Ales, l’esposizione propone un confronto inedito fra i due siti antichi attraverso innovative ricostituzioni e la selezione di preziosi reperti, in molti casi mai presentati al pubblico.
La mostra, a fronte di un patrimonio dai sensi di lettura così complesso, rappresenta una risorsa straordinaria per offrire al pubblico un racconto inedito e godibile della storia.

Più di 300 oggetti, fra statue, affreschi, vasi, rilievi, gemme, incunaboli e quadri, ripercorrono un arco temporale che va dall’età del bronzo ai nostri giorni. Tramite un percorso concepito come una macchina del tempo, infatti, l’esposizione permette di evocare il passato e la sua sopravvivenza nel mondo contemporaneo.

 Davanti alla ricchezza e alla varietà delle opere antiche e moderne presenti nelle sale delle Scuderie del Quirinale, non possiamo esimerci da un ragionamento sui valori trasmessi dall'arte: l'appartenenza a una cultura più antica, il futuro che ci unisce tutti nell'eredità trasmessa dalla storia. come ha detto Massimo Osanna Direttore del Parco Archeologico di Pompei

Per Mario De Simoni Presidente Ales-Scuderie del Quirinale per ricordare e condividere il valore della cultura e della storia, le Scuderie del Quirinale–Ales organizzano e propongono una mostra ideata dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con l’Eforato per le Antichità delle Cicladi.


Si conferma così sia la vocazione internazionale delle Scuderie, sia l’intelligenza dell’avvenuto organico collegamento con il sistema museale nazionale, collegamento qui esaltato dalla collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei.

 L’esposizione offre un confronto inedito fra due siti antichi: Pompei, investita dall’esplosione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo e riscoperta nella prima metà del Settecento, e Akrotiri, sull’isola di Santorini, distrutta a metà del II millennio avanti Cristo da una spaventosa eruzione e riportata alla luce nella seconda metà del Novecento.


Sono luoghi unici che occupano una posizione incomparabile nella coscienza collettiva, perché offrono un’immagine viva dell’antico, spesso difficilmente leggibile nella stratificazione storica.


Nelle città sepolte le spettacolari eruzioni hanno d’improvviso bloccato la storia, che riemerge dalle ceneri velatamente presente.
L’indagine archeologica ha permesso di conoscere e interpretare l’organizzazione sociale di due centri del Mediterraneo antico, restituendone il complesso patrimonio artistico e culturale.


Mondi lontanissimi da noi ritrovano forme, figure, colori, sapori, profumi, ritualità e attitudini nell’evocazione di fasti mai interamente dissolti.

Nelle sale monumentali delle Scuderie del Quirinale, trasfigurate da un allestimento immersivo che esalta più di 300 oggetti - fra statue, affreschi, vasi, rilievi, gemme, incunaboli e quadri – i preziosi reperti provenienti dalla Grecia,

datati a più di quattromila anni fa e mai esposti all’estero, dialogano con le straordinarie antichità pompeiane e con opere moderne e contemporanee, selezionate per il loro potere evocativo, evidenziando la persistenza dell’antico nell’immaginario artistico e la complessa riflessione dell’arte contemporanea sul tema della catastrofe.

Ci muoviamo così sino alle origini della nostra cultura, meditando sugli splendori e le fragilità dei nostri destini.




 

 

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