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Venerdì, 13 Dicembre 2019

Il pianista Simone Graziano con David Binney in concerto a Villa San Giovanni

Simone Graziano, pianista fiorentino, docente a Siena Jazz, codirettore artistico della rassegna A Jazz Supreme del Musicus Concentus nel capoluogo toscano nonchè attuale presidente Midj (Musicisti Italiani Di Jazz) è un jazzista che ha al proprio attivo numerose e qualificate esperienze a fianco ad artisti del calibro di Tim Berne, Paolo Fresu, Dan Kinzelman e vari altri. Cogliamo l'occasione della sua presenza in Calabria per conversare un pò.
Parliamo del concerto del 4 marzo, al Club La Sosta di Villa San Giovanni, in duo col sassofonista newyorkese David Binney, una collaborazione ormai consolidata anche da due cd della Auand, Frontal dl 2013 e Trentacinque del 2015.
In realtá con David abbiamo suonato all'interno del quintetto Frontal dal 2011 con Tamborrino, Evangelista, Binney, Chris Speed poi sostituito per impegni con Kinzelmann. Come duo abbiamo fatto si e no un paio di concerti, di cui uno a BargaJazz.

Che differenza c'è fra il duo e la soluzione 5et?
Il duo da una libertá maggiore che consente di spaziare, dilatare il repertorio, il quintetto è più rigido ma ha una esplosivitá maggiore. È come esplorare due paesi diversi. Ed è bello avere l'opportunitá con musicisti super come David, pronto a rilanciare la palla in ogni momento.

Il tuo disco Snailspace, uscito nel 2017, sempre della Auand, ha avuto bei riconoscimenti.
Sia al Top Jazz, fra i migliori dischi dell'anno, anche ad All About Jazz, e anche a livello personale mi sono classificato fra i migliori musicisti. Col disco saremo in giro quest'estate ma prima è previsto il nuovo disco di Frontal per fine aprile di quest'anno.

La tua musica è definibile "circolare" ?
Si. È un aspetto forte questo della reiterazione. È un tipo di comporre personale, ogni volta che fai un giro di cerchio è diverso; il concetto di diversitá/uguaglianza ha un valore che in musica è più forte, nello spettatore/ascoltatore dovrebbe generare un senso di trance o di viaggio, in quanto musica per perdersi con la mente.

A proposito della tua riflessiva "lentezza" anche se forse sarebbe più opportuno parlare di un bilanciamento fra tecnica e improvvisazione creativa, e fra più fonti ispirative, a partire dal minimalismo, ė un giudizio che condividi?
Vero. Precisiamo che l'aspetto lentezza - Snailspace significa a passi di lumaca -è nel senso di prendersi il tempo necessario per un lavoro artistico in modo tale che il prodotto che emerge riflette quello che si è, certo se continuiamo tutti ad andare a duemila si perde un senso della creazione che è un tempo prezioso. Il lavoro diventa cosí uno specchio esatto di ciò che sei.

Il tuo rapporto con l'elettronica?
La vivo come un mezzo per avere un colore diverso durante il concerto, col sinth col Rodhes è oltretutto una sfida divertente. 

L'esperienza didattica a Siena incide in qualche modo sul tuo percorso artistico e professionale?
Beh, insegnare a Siena è come andare a fare un concerto, si è in una realtá unica, altre situazioni sono belle ma diverse, insomma Siena è un'esperienza straordinaria e i giovani che escono da quei corsi sono giá maturi.

A proposito della tua carica istituzionale di presidente della Associazione Musicisti di Jazz, in cosa si differenzia il Midj dalla vecchia AMJ, altro sodalizio di jazzisti italiani?
Non ho notizie dell'Amj ma Midj sicuramente ha molta aderenza sul territorio, come il progetto Air Artisti in Residenza che ha mandato giovani in Italia e per il mondo con residenze artistiche. 

Non ritieni che un settore in crisi come quello della musica dal vivo debba essere agevolato sul piano degli adempimenti formali di chi organizza spettacoli? E che possa diventare una battaglia del Midj?
È una battaglia in atto. Ho partecipato alle sedute della legge sullo spettacolo, proponendo una revisione dei costi del lavoro musicale oltre al cumulo delle posizioni fiscali, legge peraltro scaduta. Confidiamo comunque che i decreti attuativi , per detta del ministro Bonisoli, possano essere emanati entro fine anno.

Chissá se la visione dello Stretto ispirerá qualche composizione....
Lo conosco bene, lo Stretto. Adoro Sicilia e Calabria. Poi David è originario della zona vicino Roccella Jonica. Il suo cognome deriverebbe da Binnato. 
Anche per lui il paesaggio e l'ambiente sono importanti specie quando si improvvisa.

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