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Martedì, 26 Marzo 2019

A Napoli una sera al circo Moira di Stefano Orfei

“Viva Moira !” è il grido che si è levato dal pubblico alla parata finale del nuovo spettacolo del Circo Moira, ora del figlio Stefano Orfei, il più amato dagli italiani,  che sarà a Napoli,  presso il Pareo Park di Licola, fino al 27 gennaio, in un tripudio di bandiere con l’effige dell’indimenticabile Moira. La Sua presenza si avvertiva distintamente in ogni cosa o animale, quasi a proteggere quel circo che, specialmente a Napoli, tanto amava. Il calendario degli eventi è consultabile sul sito di Moira Orfei.

In accordo con la Diocesi di Napoli e provincia, sono state individuate famiglie meno abbienti per le quali diversamente sarebbe risultato proibitivo sostenere l’esborso necessario per poter regalare ai propri figli una serata indimenticabile. Sono stati inoltre invitati 250 bambini figli di militari dell’Esercito impegnati in missioni all’estero. “Dare la possibilità di gioire di un’attrazione meravigliosa come quella del circo a tante famiglie è per noi un’opportunità straordinaria per vivere l’atmosfera del Natale in maniera più autentica e più sentita” ha dichiarato Vincenzo Schiavo amministratore del Pareo Park.

«Il vero senso del Natale lo ritroviamo negli occhi dei bambini, che si illuminano grazie allo spettacolo messo in scena. Non ci sono festività senza Circo!“: queste le parole del Cardinale Crescenzio Sepe allo show inaugurale del nuovo spettacolo del circo di Moira Orfei.

Ma che senso ha ai giorni di oggi uno spettacolo circense per i bambini e i ragazzi abituati alla realtà virtuale dei video-giochi?  Risponde Stefano Orfei: “I bambini si divertono moltissimo, appena varcano l’ingresso del tendone vengono catapultati in un mondo fantastico che è proprio dei loro anni”. Quanto sia vera questa affermazione si scorge dalle minute cose: una piccola spettatrice - e con essa tutti gli altri - è rimasta incantata giocando a ping-pong col il clown con una pallina invisibile! Ci siamo chiesti, dove va la carovana degli artisti dopo le feste di fine anno? “ Giriamo per l’Italia, una volta ci recavamo in tournée nelle capitali europee, ora preferiamo il nostro Paese, dove riscuotiamo tanti consensi” risponde i direttore e patron Stefano. E a chi gli chiedeva se fosse possibile un circo senza animali, subito ha detto: “ Tutto è possibile, ma sarebbe uno spettacolo teatrale, non certo il circo, il cui futuro è questo, lo stesso come lo si conosce da sempre, ma sempre diverso con nuove spettacolari attrazioni”.  Gli animali sono il perno centrale intorno al quale ruota tutto l’esilarante spettacolo, durante la pausa il pubblico è stato invitato a visitare i recinti in cui gli animali alloggiano e si può vedere con i propri occhi che essi sono accuditi con attenzioni riservate ai veri protagonisti e davvero amati da tutti, dal loro ammaestratore ai numerosi inservienti. Un’ Arca di Noè è stata definita dal presentatore: cavalli di varie razze; grandi elefanti; leoni marini (con i quali si fa la fila per una foto-ricordo ); leoni bianchi; una tigre siberiana e una zebra (predatore e preda a dividersi gli applausi); una famiglia di tre non meglio individuati bovini con corna gigantesche; e ancora, struzzi, lama, caprette, cavallini tutti per il giro d’onore e per la gioia dei piccini che vedevano per la prima volta nella loro giovane esistenza la jungla materializzarsi davanti a loro, quasi come fosse uscita dai libri di scuola o di avventura. Moira Orfei è stato il primo Circo Italiano, che festeggia i 250 anni di attività,  a conquistare, nel 1987, un Clown d'Oro al Festival Internazionale di Monte Carlo, con un numero di 12 tigri presentato da Massimiliano Nones seguito poi da tanti altri riconoscimenti. La star della serata è stata il più giovane nipote di Moira, Manfredi Orfei, di dieci anni, che con il numero di cavalli - piccoli e giganti - ha rubato la scena a al padre Stefano, anche egli applauditissimo per il numero con i leoni, la tigre siberiana e i bellissimi cavalli.

Tutto lo spettacolo di circa due ore si avvale della scoppiettante regia di Brigitta Boccoli, moglie di Stefano. Appena terminato un numero già inizia uno nuovo, attirando in modo continuo l’attenzione dei grandi e piccoli spettatori, anche grazie alla felice scelta dei brani musicali moderni e classici. Applaudite le ballerine del corpo di ballo nei loro tanti sgargianti costumi  con piume, lustrini e corolle illuminate, che hanno allietato con il loro fascino. Una sirena, nata da una gigantesca conchiglia fosforescente, si è esibita volteggiando sul pubblico senza la rete di protezione, come anche un giovane trapezista che ha lasciato tutti senza fiato. Si sa che i giovani amano la musica rep, mai si sarebbero aspettati di assistere ad un virtuosismo di un giocoliere che ha suonato una batteria senza mani ma con palline di gomma. E allora “Viva il circo e viva Moira !” che, come ha detto Stefano: ”Si rinnova continuamente nel solco della tradizione”.  Gli artisti infatti provano continuamente nuovi numeri e nuove attrazioni, magari riformando le precedenti, cercando sempre di stupire superando i limiti, di li a poco giudicati impossibili da oltrepassare.

Al circo di Moira Orfei ogni personaggio è un vero e autentico protagonista, che mette in quello che fa un pizzico di sogno e di energia, che ogni giorno riesce a regalare al pubblico.

 Ed è proprio questo il segreto per cui uno spettacolo da millenni attira sempre nuove schiere di spettatori sotto il tendone per applaudire i loro beniamini. Proprio dal mondo del circo ci viene un insegnamento per la vita: non fermarsi davanti alle prime difficoltà ma impegnarsi per raggiungere i traguardi che ci vengono posti dalla vita.

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