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Governo sotto accusa

Una ripartenza prudente. Forse, anche troppo. Gli annunci sulla famigerata fase 2, resi finalmente noti dal premier Conte nei giorni scorsi, hanno sollevato un'ondata di reazioni di protesta da parte dei territori. In prima linea, in particolare, alcuni presidenti di Regione, che non hanno nascosto il loro disappunto nei confronti di regole che considerano troppo restrittive, e in alcuni casi hanno addirittura accelerato con l'allentamento delle strette, emanando ciascuno le proprie ordinanze e contro-ordinanze. Tra i più critici il leghista Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia

Penso che ci sia un problema vero. dichiara il Governatore al Diario del web : Leggendo le date che ipotizza il presidente del Consiglio, la mia preoccupazione è che il 18 maggio o il 1° giugno ci saranno aziende, imprese e commercianti che non avranno proprio più la forza di rialzare la saracinesca. A quel punto non si porranno nemmeno il dubbio se restare chiusi o riaprire.

Conte non ascolta. Conte "balla da solo", scrive oggi il Corriere della Sera. Questo tipo di gestione non va bene al Pd che chiede maggiore collegialità. E neppure ai 5 Stelle. Lo stesso problema metodologico si pone con le task force per l’emergenza che Palazzo Chigi tratta come suppellettili, vista la confusione registrata con la stesura dell’ultimo Dpcm. Stufo di norme varate che non vengono poi applicate e messo sotto pressione dal partito, Zingaretti ha chiesto formalmente a Conte un decreto di accompagnamento al decreto Aprile che arriverà a maggio.

Da Zingaretti a Berlusconi, passando per Renzi, tutti credono che il tempo di un crack dell’esecutivo non sia per ora il benvenuto. E Conte esorcizza ogni dichiarazione scommettendo su se stesso e sull’incapacità altrui di costruire un’alternativa.

Ma è chiaro che la pressione per l’emergenza da coronavirus e insieme la tensione per i giochi di potere gli abbiano fatto smarrire la lucidità. Conte ritiene che la sua presenza costante sulla scena impedisca agli avversari di tendergli l’agguato. Però rischia di finire vittima di questa tattica. All’ultimo vertice a Palazzo Chigi di domenica, il ministro della Cultura Dario Franceschini, aveva più volte pregato il premier di rinviare al giorno dopo la conferenza stampa che avrebbe annunciato la fase 2. Dalla burrascosa riunione sul Mes il titolare della Cultura, non passa giorno senza litigare con il presidente del Consiglio, siccome teme l’accumulo di passi falsi.

Prima dalle pagine di Repubblica, poi nell'e-news serale, l'ex presidente del Consiglio affonda il colpo contro l'avvocato del popolo. «L'ultimo dpcm è uno scandalo costituzionale. Non possiamo calpestare i diritti costituzionali. Trasformiamolo in un decreto», dice il leader di Italia viva. Il premier liquida le accuse di Renzi a semplici opinioni: «Onestamente non ho visto la rassegna stampa.

Sono rientrato alle 4.30 a Roma, questa mattina presto sono ripartito e non ho avuto tempo. Libertà d'opinione, ma a me tocca decidere», replica da Lodi. Poi in serata, da Piacenza, il presidente del Consiglio è più chiaro: «La tipologia di questa emergenza ci impone di dover intervenire decidendo anche nel giro di poche ore. Questo non significa che le prerogative del Parlamento non siano rispettate: continuerò a riferire. I decreti saranno convertiti in legge. Siamo riusciti a farlo anche in un contesto molto difficile, e il nostro ordinamento non era pronto. Ma è un percorso che non esilia affatto le prerogative del parlamento».

Ma Renzi non molla ed evoca il rischio dello Stato etico: «Non può esistere uno Stato etico che ti fa autocertificare se la tua relazione affettiva è stabile o saltuaria: se nessuno si indigna per questo, significa che abbiamo un problema. La libertà di movimento, la libertà religiosa e tutte le altre libertà non sono consentite da un governo: la libertà viene prima del governo. E se anche rimanessi il solo a dirlo, continuerò a farlo».

Alto tradimento della Costituzione. E' questo il principale reato che avrebbe commesso il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in base alla denuncia depositata lo scorso 22 aprile tramite raccomandata al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Roma dall'avvocato di Napoli Cesare Peluso.

"Il punto principale - spiega l'avvocato Cesare Peluso ai affari Italiani - riguarda quanto ha sottolineato il giudice Sabino Cassese e cioè che quello che sta accadendo con la pandemia da coronavirus non è equiparabile a una guerra. Pertanto non doveva essere applicato l'articolo 78 della Costituzione bensì l'articolo 117. Gli atti e i provvedimenti dovevano quindi essere presentati dal presidente della Repubblica e non dal premier. Conte è un professore universitario e non può non saperlo".

Secondo il Secolo d'Italia la passerella del premier Conte a Genova, per il completamento del Ponte Morandi, fa indignare Fratelli d’Italia. Che documenta, con foto, il disinteresse del premier per le regole sul divieto di assembramento da lui stesso decide. Lo fa notare il deputato di FdI Francesco Lollobrigida, che su Fb scrive: “Conte non deve aver capito quello che ha imposto agli italiani. Il divieto di assembramento per lui non vale? Mette a rischio chi lavora con lui e gli operai? O ha l’antidoto Anpi che immunizza dalle leggi e dalla Costituzione?”.

Secondo il Libero Quotidiano : Una denuncia per strage contro Giuseppe Conte. A presentarla è uno che di giustizia e reati se ne intende, il principe del Foro Carlo Taormina. Come riportato dal Tempo, l'avvocato annuncia il terremoto giudiziario che attende il premier, perché dietro la sua iniziativa c'è un esercito di italiani: "Ringrazio le oltre 700.000 persone che mi hanno, in un solo giorno, voluto sostenere nella denuncia da me presentata alla Procura di Roma contro i responsabili di questa autentica strage colposa di Stato". Il tema, ovviamente, è il coronavirus: il numero dei morti sarebbe legato, spiega Taormina, "ai 40 giorni di ritardo nel chiudere tutto". Nella denuncia parla di "gravissime condotte omissive messe in atto dai nostri governanti e dai consulenti che li hanno assistiti". "Così una massa di contagiati si è trasformata in una massa di morti", sottolinea con rabbia mista ad amarezza.

Il primo aprile secondo  Il Primato Nazionale : “Stamattina ho depositato presso la Procura della Repubblica di Roma la denuncia contro Giuseppe Conte, Roberto Speranza e Luciana Lamorgese, a firma mia e dell’Avv. Alfredo Lonoce”. Lo annuncia sul suo profilo Facebook Augusto Sinagra, ex magistrato e professore di diritto dell’Unione europea alla Sapienza (e recentemente difensore di CasaPound nella causa vinta contro Facebook). E così dopo quella del New York Times arriva un’altra illustre bocciatura per la gestione dell’emergenza coronavirus del governo giallofucsia.

Nell’esposto presentato Sinagra e Lonoce accusano il governo di aver sottovalutato e minimizzato l’emergenza, “omettendo nei tempi e nei modi necessari ogni misura di contenimento e di prevenzione, favorendo l’enorme diffusione” del Covid-19 “con l’impressionante numero avutosi di contagiati e di deceduti”. A riportare alcuni stralci della denuncia dei due avvocati è stata La Verità che ha avuto modo di visionarlo. L’accusa verte dunque sui colpevoli ritardi del governo, arrivato alla chiusura totale della nazione solo a marzo inoltrato e con il contagio ormai diffuso, nonostante già il 31 gennaio fosse stato dichiarato lo Stato di emergenza sanitaria.

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