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Governo, Salvini: 'Figura terza? Se condivide programma perché no"

Ultime mosse in vista delle nuove comunicazioni del capo dello Stato su un possibile incarico per la formazione di un governo che dovrebbero arrivare in settimana. 

Mentre Luigi Di Maio continua coi suoi veti e a pretendere la poltrona di Palazzo Chigi, Matteo Salvini resta più moderato e apre alla possibilità che la premiership vada a una fugura terza.  Matteo Salvini non chiude all'ipotesi di una figura 'terza'. "Se ci fosse qualcuno in gamba c- ha detto nel corso di uno 'Speciale elezioni' a Telemolise - che sottoscrive un programma che condivido perché no. Io a differenza di Di Maio non sono qua a dire o governo io o non si fa niente". 

"Siamo stati noi a eleggere il primo senatore nero - ha ricordato Salvini - tantissimi immigrati regolari votano Lega e ci dicono 'mi raccomando non fatene entrare più, perché più ce ne sono, più casino c'è e mettono anche noi, persone perbene, nello stesso pentolone'. Penso che l'unico razzismo sia quello della sinistra che sfrutta l'immigrazione per avere nuovi poveri e nuovi schiavi da sfruttare nelle aziende", conclude Matteo Salvini nella sua intervista a Telemolise.

Sono ventidue i giorni trascorsi dalla prima seduta delle Camere dopo le elezioni politiche, e dieci dall'inizio del primo round di consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo. Il tempo passa senza che sia stata raggiunta un'intesa, e salgono le quotazioni di un mandato esplorativo. Non sarebbe la prima volta.

Nella storia della Repubblica sono stati sette i mandati esplorativi conferiti dal Quirinale: quattro a presidenti del Senato (Merzagora, 1957; Fanfani, 1986; Spadolini, 1989; Marini, 2008) e tre a presidenti della Camera (Leone, 1960; Pertini, 1968 Iotti, 1987).

A fronte dell'"urgenza" sottolineata dal presidente Mattarella per l'individuazione di un nuovo esecutivo e di una nuova maggioranza, è utile vedere quali siano state le crisi di governo più brevi e quali le più lunghe.

Quella che ha portato all'insediamento del governo Monti è stata una delle più brevi crisi di governo della storia recente: si è risolta in tre giorni e con un solo giorno di consultazioni al Quirinale, tenutesi il 13 novembre 2011. Un solo giorno di consultazioni è servito anche per la nascita del governo Prodi II: era il 16 maggio 2006.

Tra le consultazioni più lunghe vanno ricordate quelle che hanno portato alla formazione del governo Letta, il primo della scorsa legislatura.

Il presidente Giorgio Napolitano ricevette le delegazioni dal 20 al 30 marzo 2013. Dopo il fallimento dell'incarico esplorativo di Pierluigi Bersani, tutto si fermò per far lavorare la commissione di 'Saggi' istituita dal Capo dello Stato; le consultazioni ripresero il 23 aprile, con Enrico Letta che il giorno successivo sciolse la riserva e formò il suo governo. Tra la data del voto e la nascita del governo Letta passarono 61 giorni: poco più di due mesi.

Le crisi di governo più lunghe sono quelle che sono seguite alla fine del governo Dini (1996, 127 giorni), all'Andreotti V (1979, 126), all'Andreotti I (1972, 121) e al Prodi II (2008, 104 giorni). In tutti e quattro i casi le crisi hanno portato allo scioglimento anticipato delle Camere e alla fine della legislatura.

Un mese e dieci giorni passarono dalla vittoria di Dc e Pci alle elezioni del 1976 alla nascita del primo governo di solidarietà nazionale. Mentre trascorsero due mesi dalle Politiche del 1979 alla nascita del primo governo Cossiga.

«Nell’ intervista che e stata pubblicata dalla Stampa sembra che Kurt Volker sia l’inviato in Ucraina di Obama e non di Trump». Lorenzo Fontana, vicepresidente della Camera e vicesegretario della Lega, è uno dei più stretti collaboratori di Matteo Salvini con il quale ha condiviso per molti anni i banchi del Parlamento europeo. È convinto che sulle sanzioni alla Russia stia crescendo la consapevolezza della loro inutilità. 

Nelle prossime ore - ed entro giovedì mattina - Sergio Mattarella dovrebbe rompere il silenzio e provare a sciogliere il rebus di governo. L'ipotesi più accreditata è quella di un mandato esplorativo a una delle due alte cariche dello Stato e in particolare a Maria Elisabetta Alberti Casellati

I nomi sul tavolo da gioco sono quattro: Elisabetta Alberti Casellati, Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Roberto Fico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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