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Sabato, 20 Ottobre 2018

Convegno a Firenze per ricordare la figura di Alessandro Serpieri

Il 9 e 10 maggio l’Università di Firenze ricorderà con un convegno la figura di Alessandro Serpieri, uno dei più importanti anglisti italiani e insigne studioso dell'opera di Shakespeare che ha lasciato una traccia profonda e indelebile nelle molte aree di studio e di ricerca in cui ha lavorato, con l’energia creativa e l’instancabile curiosità che lo hanno portato a percorrere strade sempre nuove e coltivare interessi molteplici.

Il convegno vuole testimoniare il grande contributo di Alessandro Serpieri alla cultura italiana degli ultimi decenni attraverso le voci di studiosi, colleghi e amici che hanno seguito le sue “avventure dell’interpretazione”. Per l'occasione sarà presentato anche l'ultima sua avventura shakeasperiana il “Re Lear”, edito postumo dalla Marsilio. 

Alessandro Serpieri, anglista, considerato uno dei più insigni studiosi dell'opera di Shakespeare. Ha insegnato all'Università di Bologna e Firenze dove è diventato Prof. Emerito di Letteratura inglese. Dal 1979 al 1993 è stato presidente dell'Associazione italiana di studi semiotici e dal 1991 al 1993 ha presieduto l'Associazione italiana di anglistica. 

Ha tradotto e curato gran parte dei capolavori di Shakespeare: con la traduzione dei “Sonetti” ha vinto nel 1992 il premio Mondello, nel 1998 con “Il primo Amleto” il XVIII premio Monselice per la traduzione letteraria, nel 2009 gli è stato assegnato il premio Grinzane Cavour per le sue traduzioni letterarie. 

Ha tradotto e curato anche Conrad, Yeats, Lewis Carroll, John Done e Eliot. Alessandro Serpieri è stato anche autore del romanzo “Mostri agli Alisei” (Bompiani), “Mare scritto” (Manni) e del testo teatrale “Dracula”. Per Marsilio ha tradotto e curato Drammi romanzeschi (2001), Amleto(2003), Misura per misura (2003), Il primo Amleto (2005), La tempesta (2006) e Otello (2009) di Shakespeare, Falkdi Conrad (2002), Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie di Carroll (2002). Nato il 9 maggio 1935 a Molfetta. Morto il 6 febbraio 2017 a Firenze.

Per ricordare Alessandro Serpieri, nei giorni 9-10 maggio nell'Aula Magna di “Studi Umanistici e della Formazione”. ,la collega Cecilia Sandroni dichiara al Corriere del Sud :  

"che per tutti noi allievi diretti (tanti) e indiretti (innumerevoli), che lo abbiamo amato, noi a cui ha insegnato tutto, sia l'indagare, l'apprendere, il conoscere, il mettere in discussione; il confronto e anche lo scontro di idee, percezioni, sentimenti, per noi è sempre qui, presente, dolcissimo amico e rigoroso maestro. Da lui abbiamo imparato tutto quello che ci serviva. Dalla teoria alla pratica di lettura dei testi. Abbiamo appreso la semiotica, quando a molti sembrava una bizzarria. 

Abbiamo scoperto l'applicazione della psicoanalisi alla letteratura, quando ai più appariva una forzatura. Abbiamo derivato dal suo pensiero, acuto e flessibile al contempo, come e quando amare la letteratura: quella vera, quella profonda, quella qualche volta scomoda. Serpieri sapeva - ci sia consentito il paradosso, figura retorica peraltro a lui cara - come “manipolare” i testi: renderli duttili, plasmarli, adattarli al pensiero di chi li interpreta senza deviarne il senso, ma facendolo scintillare di nuova luce. Grande lezione ermeneutica di un unico, inimitabile, innovatore".

 

 

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