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Migranti, Conte scrive all'Ue: 'Creare una cellula di crisi'

E' essenziale dotarsi da subito di un meccanismo Ue di gestione rapida e condivisa dei vari aspetti relativi alle operazioni di Search and Rescue" attraverso "una sorta di cellula di crisi" che abbia il compito di "coordinare le azioni" degli Stati "riguardo all'individuazione del porto di sbarco e dei Paesi disposti ad accogliere le persone soccorse. Il mio suggerimento è che tale meccanismo venga coordinato dalla Commissione europea dalla Dg Home, ad esempio". Lo scrive Giuseppe Conte nella lettera inviata il 17 luglio a Juncker e Tusk secondo le agenzie di stampa.

In una lunga intervista in apertura di prima pagina al direttore del Fatto Quotidiano., il premier ha detto di aver inviato martedì la missiva: "Martedì ho scritto la seconda lettera a Juncker e Tusk per chiedere che quel che è avvenuto domenica", cioè la suddivisione dei migranti, "diventi una prassi, affidata non più alle nostre telefonate ai partner, ma a un gabinetto o comitato di crisi sotto l'egida della Commissione Ue, che poi si faccia mediatrice con i vari governi". 

Il premier annuncia inoltre che c'è in cantiere "una riforma organica, direi rivoluzionaria, del fisco, basata su due aliquote e una no tax area, consentiremo a chi ha col fisco pendenze senza colpa di azzerarle". "Giuro che non ci saranno condoni", assicura inoltre il premier. "La Costituzione impone giustamente la progressività fiscale e noi la rispetteremo", aggiunge

Intanto da tempo che la comunità di Sant'Egidio chiede di sbloccare il «decreto flussi», in virtù di una rilevata carenza di «assistenti familiari», ovvero le cosiddette badanti. «Il loro numero si sta riducendo, nonostante siano figure professionali molto richieste dalle famiglie italiane», dice il presidente Impagliazzo. Invece, però, il numero di migrazioni consentite è in sensibile calo da anni: se nel 2007 si indicavano come possibili 158mila permessi di lavoro subordinato e 80mila stagionali, l'ultimo di questi decreti pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale il 16 gennaio scorso prevedeva complessivamente (settore agricolo, turistico-alberghiero, lavoratori autonomi, conversioni di permessi di studio) soltanto 31mila permessi.

Ecco perché, prevedendo almeno 50mila autorizzazioni per le badanti, la situazione si sbloccherebbe. La novità che ha fatto parlare di una sanatoria predisposta dal governo, sarebbe quella di ammettere alla richiesta di permesso anche i clandestini: sia quelli presenti in Italia, sia quelli di altri Paesi, con l'effetto di un notevole risparmio sui rimpatri e un effetto di «regolarizzazione di massa» di situazioni oggi difficilmente (o non più) controllabili. Secondo il quotidiano La Stampa di ieri, a Palazzo Chigi ci si starebbe ragionando: «Perché dovremmo far arrivare da fuori della forza lavoro di cui abbiamo bisogno, se abbiamo in casa un bacino da cui attingere? Si risparmierebbe tempo e denaro». Considerazioni ragionevoli magari, ma che ancora non sono state sottoposte ai ministri deputati a decidere in merito: in particolare, Di Maio e Salvini.

La proposta, scrive ancora La Stampa, sarebbe passata al vaglio di non meglio precisati «vertici della Lega». Ma dallo staff del ministro Salvini, interpellato dal Giornale, si sottolinea come al momento un'ipotesi del genere sia pura «invenzione: nel contratto di governo non c'è». Dunque non si esclude che se si trovasse un modo corretto per risolvere il problema, anche in funzione delle dinamiche Ue, una rivoluzione del sistema dei «flussi» ci potrebbe essere. Sempre però in un quadro più ampio di accordi internazionali, e tenendo d'occhio la gestione dell'emergenza.

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