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Domenica, 16 Dicembre 2018

Cipro, memoria interdetta

LA MOSTRA DOCUMENTARIA della Comunità Ellenica di Napoli e Campania, organizzata in collaborazione con istituzioni scientifiche di Cipro, si propone di presentare la distruzione del patrimonio culturale nella parte settentrionale di Cipro a seguito dell’invasione turca del 1974, che ha portato all’occupazione del 36,2% dell’Isola. Cipro, stato membro dell’Unione europea, è un museo galleggiante di storia e patrimonio culturale, che risale ad almeno 9.000 anni fa. 

Il regime di occupazione ha espulso 200.000 abitanti autoctoni dai loro focolari ancestrali, ha cambiato i storici toponimi greci di Cipro, ha installato centinaia di migliaia di coloni dall’Anatolia stravolgendo così l’assetto demografico e ha fatto stazionare sull’Isola 45.000 soldati turchi. Infine, si è proceduto ad una distruzione intenzionale senza precedenti dell’antico patrimonio culturale greco e religioso. Migliaia di icone, mosaici e affreschi, dipinti, manoscritti e opere d’arte sono stati saccheggiati e venduti illegalmente ai mercati di mezzo mondo. Allo stesso tempo, i cimiteri sono stati livellati ed ogni concetto di libertà, di espressione religiosa e dei diritti umani sono stati violati. 

La mostra si suddivide nelle seguenti sezioni: 1 Registrazione dei monumenti saccheggiati appartenenti alle diverse comunità religiose di Cipro (ortodossa, armena, maronita, ebraica, cattolica, protestante). 2 La questione della distruzione del patrimonio culturale di Cipro e il suo traffico illegale. 3 L’uso inappropriato dei monumenti religiosi dal regime dell’occupazione turco. 4 La questione del rimpatrio e del restauro delle opere d’arte e dei monumenti. Il titolo della mostra trae i suoi riferimenti dalla segnaletica rossa con l’iscrizione «ZONE INTERDITE», che l’esercito turco ha installato in molti luoghi nella parte settentrionale di Cipro, come ad esempio a Famagosta. Questa mostra documentaria è un urlo di protesta contro questa «Memoria interdetta” e contro l’innalzamento di “muri» e divieti tra i popoli, le idee, le culture e le religioni.

Lo scopo del Museo è quello di preservare e promuovere l’eredità bizantina e post-bizantina di Cipro. Le sue priorità sono: a) il restauro, lo studio e la promozione delle sue collezioni; b) creare programmi educativi per le scuole; c) promuovere la questione del traffico illegale a Cipro e all;’estero, d) operare come Osservatorio non ufficiale allo scopo di individuare i tesori saccheggiati e reclamarli. 

 

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