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Domenica, 22 Settembre 2019

La Commissione sull'Italia: "Forse decisione già domani"

La viceportavoce capo della Commissione europea, Mina Andreeva, a Bruxelles ha rivelato che Il collegio si riunirà domani nella capitale belga perché il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, partirà mercoledì alla volta del Giappone per partecipare alla riunione del G20. Come ha spiegato la funzionaria europea, il collegio sarà "aggiornato sullo stato delle cose riguardante l'Italia, sulla base di una presentazione da parte del vicepresidente Valdis Dombrovskis e del commissario Pierre Moscovici, che fa seguito alle ultime discussioni nel collegio".

Alla domanda della possibilità o meno che domani venga presa una decisione riguardante la procedura per deficit eccessivo da parte del governo italiano, la Andreeva ha confermato che si tratta di un "aggiornamento". "Non pregiudico la discussione che il collegio avrà" ha concluso la viceportavoce capo della Commissione. Per l'Italia potrebbero essere quindi 24 ore decisive. Sono in molti a credere che la decisione dell'organo Ue possa avere ripercussioni molto gravi sulla sorte dell'esecutivo composto da Lega e Movimento 5 Stelle. E adesso, il rischio di una decisione che punisca le scelte economiche dell'esecutivo può essere estremamente importante

Intanto "pur apprezzando il fatto che l'Italia abbia proceduto all'evacuazione di un numero di persone dalla Sea Watch 3 per ragioni mediche", la Commissione Ue fa appello "agli Stati membri" per trovare "una soluzione per le persone che sono rimaste a bordo". Lo afferma una portavoce parlando di "imperativo umanitario" e ribadendo che l'esecutivo comunitario "continuerà a fare tutto il possibile, nell'ambito delle nostre competenze, per sostenere e coordinare eventuali sforzi di solidarietà".

La Corte di Strasburgo ha reso noto di aver ricevuto una richiesta di "misure provvisorie" da parte della Sea Watch 3 per chiedere all'Italia di consentire lo sbarco dei migranti. La Corte ha rivolto una serie di domande sia alla Sea Watch 3 che al governo italiano. Questi ultimi dovranno rispondere entro oggi pomeriggio. La Corte in base ai suoi regolamenti può chiedere all'Italia di adottare quelle che vengono definite "misure urgenti" e che "servono ad impedire serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani".Cosi persa la partita al TAR adesso la Sea Watch prova la carta della Corte europea per i diritti dell’uomo

In particolare, l’ong tedesca la cui nave Sea Watch 3 dal 12 giugno scorso ha a bordo i migranti soccorsi quel giorno ed è ferma poco al di fuori dalle acque territoriali italiane, ha chiesto alla Corte di intervenire obbligando il governo italiano a farla ancorare presso il porto di Lampedusa.

I legali della Sea Watch avrebbero, in particolare, avanzato delle richieste volte a far emanare dalla Corte europea per i diritti dell’uomo delle “norme provvisorie” per fare in modo che il governo italiano accolga all’interno delle proprie acque la nave dell’ong.

Si tratterebbe di misure urgenti volte, come si legge nella nota della Corte, “ad impedire serie ed irrimediabili violazioni dei diritti umani”. Una lista di provvedimenti che sarebbero nella facoltà di tale organismo richiedere nel caso in cui venga accolta l’istanza della Sea Watch.

Il ricorso della Sea Watch alla Corte europea per i diritti dell’uomo, potrebbe comunque non essere l’ultimo atto del braccio di ferro politico tra la stessa ong ed il governo di Roma. Il caso è il primo che nasce dopo il via libera al cosiddetto “decreto sicurezza bis” che, tra le altre cose, prevede multe molto elevate per chi trasporta migranti irregolari in Italia.

In caso di dichiarazione di stato d’emergenza per via del deterioramento delle condizioni a bordo, la Sea Watch 3 potrebbe in effetti forzare il blocco imposto dal divieto di ingresso nelle acque italiane ed arrivare al porto di Lampedusa. Ma, per l’appunto, in base alle nuove disposizioni una volta giunti in Italia la nave sarebbe sequestrata e per il capitano scatterebbe una multa da cinquantamila Euro.

Dal canto suo il ministro dell’interno Matteo Salvini, primo fautore della linea dei porti chiusi alle navi delle ong, torna a ribadire il divieto allo sbarco ed accusa sia la Sea Watch che il governo olandese di un eventuale peggioramento della situazione. La nave della discordia infatti batte bandiera dei Paesi Bassi.

Nelle prossime ore dovrebbero dunque sorgere altre ed importanti novità: la vicenda va avanti da oramai due settimane, gli occhi in queste ore sono inevitabilmente puntati sulla Corte europea per i diritti dell’uomo.

"La Diocesi di Torino è disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato i migranti della Seawatch". Così l'arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia, al termine della messa San Giovanni, patrono della città. "Rivolgo una preghiera speciale a San Giovanni, che ha sempre difeso i poveri - ha aggiunto - Chiedo a lui di dare una mano per risolvere il problema che stanno vivendo le persone a bordo della SeaWatch. Per essere concreti la Chiesa di Torino è disponibile ad accogliere questi fratelli e sorelle".  

 

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