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Giovedì, 22 Ottobre 2026

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Si è concluso con grande partecipazione ed entusiasmo il progetto “Zampe che Curano”, il percorso educativo dedicato all’IAA promosso nell’ambito delle attività di orientamento e inclusione scolastica dell’Istituto Comprensivo Statale di Lauropoli - Sibari - Cassano allo Ionio.

L’iniziativa ha coinvolto studenti, docenti e genitori in un’esperienza formativa innovativa basata sull’interazione con Unità Cinofile operative per 365 giorni l’anno, e specializzate, favorendo benessere emotivo, socializzazione e sviluppo delle competenze relazionali.

Attraverso laboratori pratici, attività assistite con animali e momenti educativi dedicati alla comunicazione empatica e alla collaborazione, gli studenti hanno potuto vivere un percorso capace di coniugare apprendimento, crescita personale e inclusione sociale.

Particolare attenzione è stata dedicata al laboratorio educativo “Piccoli Addestratori Crescono”, un’attività pratica e coinvolgente attraverso la quale gli alunni hanno appreso la sicurezza nella sua totalità e le basi della relazione uomo-cane, dell’educazione cinofila e della corretta gestione degli animali. Il percorso ha permesso agli studenti di sviluppare senso di sicurezza, responsabilità, capacità comunicative, autocontrollo e spirito di collaborazione, rafforzando al tempo stesso il rispetto verso gli animali e il valore della cura reciproca.

Determinante è stato il contributo delle Unità Cinofile UCSN - Sezione Calabria, regolarmente operative e riconosciute dalla Regione Calabria Dipartimento di Protezione Civile e da molteplici Istituzioni nei settori del Salvataggio Fluviale, Alluvionale e Nautico, della Ricerca e Soccorso a persona e del Rilevamento, Ricerca Sostanze ed TPA & IAA, che hanno accompagnato gli studenti durante le attività formative insieme ai cani operativi Mae, Lily e Butcher, assieme al loro Conduttore Giancarlo Silipo, Addestratore ed    Istruttore Nazionale sia Cinofilo sia di Nuoto per Salvamento.

Nel corso del progetto scolastico, Giancarlo Silipo, inquadrato come Esperto di settore, è stato inoltre affiancato dai giovani Addestratori ed Istruttori Cinofili dell’unico Centro Cinofilo Regionale della Calabria ENCI ed OPES della CANINUM DOG RELAIS, Giuseppe Turcomanni e Rocco Pietro Uccelli, che hanno collaborato attivamente alle attività educative e dimostrative rivolte agli studenti. La loro presenza ha ulteriormente arricchito il percorso formativo, consentendo agli alunni di approfondire aspetti legati all’educazione cinofila, alla gestione del cane e alle tecniche di addestramento, all’interno di un contesto educativo improntato alla collaborazione, al rispetto e alla crescita personale.

La presenza delle unità cinofile e degli istruttori ha consentito agli alunni di conoscere da vicino il valore del lavoro di squadra, dell’addestramento, del soccorso e del servizio alla collettività, trasformando il progetto in un’esperienza educativa altamente coinvolgente e significativa.

Il progetto ha rappresentato un’importante occasione per:

  • promuovere il benessere psicologico degli alunni;
  • rafforzare autostima ed empatia;
  • migliorare le dinamiche relazionali all’interno del gruppo classe;
  • valorizzare le potenzialità individuali attraverso metodologie esperienziali e partecipative.

Le attività sono state coordinate da professionisti con esperienza nel settore cinofilo, della pet therapy e del soccorso operativo, già impegnati in numerose iniziative educative e sociali sul territorio.

Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento degli studenti, che hanno mostrato interesse, partecipazione attiva e sensibilità verso i temi del rispetto, della cura e della relazione con gli animali.

L’esperienza di “Zampe che Curano” conferma il valore educativo della pet therapy come strumento innovativo capace di sostenere i processi di inclusione, contrastare il disagio scolastico e favorire un clima positivo all’interno della comunità educativa.

La conclusione del progetto lascia in eredità un’esperienza altamente formativa e un modello educativo orientato al benessere, alla solidarietà e alla crescita armonica delle nuove generazioni.

Come UCSN – Sezione Calabria, desideriamo rivolgere un sentito e sincero ringraziamento alla Dirigente Scolastica Dott.ssa Rossella Ciappetta, alla Responsabile del Progetto Dott.ssa Manuela Martino, al Tutor Dott. Salvatore Golia, a tutti gli insegnanti, collaboratori scolastici, alunni e genitori dell’intero Istituto Comprensivo Statale Lauropoli - Sibari - Cassano Jonio, che ci hanno accolto con grande affetto, disponibilità e straordinaria sensibilità umana.

Grazie per aver riposto in noi la vostra fiducia, la vostra stima e soprattutto per aver condiviso con noi un percorso fatto di emozioni autentiche, sorrisi, crescita reciproca e momenti che porteremo sempre nel cuore. Ogni incontro, ogni abbraccio, ogni sguardo pieno di entusiasmo da parte dei  ragazzi ha rappresentato per noi qualcosa di immensamente prezioso.

Abbiamo trovato una comunità scolastica straordinaria, capace di trasmettere valori autentici di inclusione, umanità, rispetto e amore verso il prossimo. L’affetto ricevuto da studenti, famiglie e personale scolastico ha reso questa esperienza non solo un progetto educativo, ma una vera esperienza di vita, intensa e indimenticabile.

Nel finale del percorso, inoltre, tutti gli alunni, con il prezioso supporto del Tutor Salvatore Golia, hanno voluto organizzare un’intera giornata insieme alle Unità Cinofile sopra citate, ai loro conduttori ed operatori Giancarlo Silipo, Giuseppe Turcomanni e Rocco Pietro Uccelli, presso la loro Web-Radio scolastica. Un momento conclusivo ricco di entusiasmo ed emozione, durante il quale gli studenti hanno avuto modo di applicare concretamente tutto ciò che avevano appreso sia nel progetto “Zampe che Curano” sia nel percorso dedicato alla Web-Radio scolastica, realizzando una puntata speciale interamente dedicata all’esperienza vissuta insieme.

A tutti voi va il nostro più profondo grazie, con l’augurio che questo percorso possa lasciare nei ragazzi un ricordo felice e un insegnamento importante: che il rispetto, l’empatia, la collaborazione e l’amore verso gli altri - uomini o animali che siano - rappresentano i valori più belli su cui costruire il futuro.

Mendicino si prepara a vivere una stagione culturale di grande intensità con una rassegna teatrale e artistica che, tra maggio e giugno 2026, attraverserà il centro storico, il Teatro Comunale, il Ridotto del teatro, Palazzo Campagna, l’Anfiteatro Catalano e i percorsi naturalistici del territorio. L’iniziativa è promossa dalla compagnia Porta Cenere, con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, con il patrocinio della Città di Mendicino e il cofinanziamento della Regione Calabria – Dipartimento “La Calabria che incanta”, nell’ambito del Programma Operativo Complementare (POC) 2014-2020. La rassegna si configura come un sistema narrativo diffuso sul territorio, in cui teatro, formazione e paesaggio si intrecciano fino a diventare parti inseparabili della medesima esperienza culturale. Il programma alterna spettacoli, percorsi formativi, incontri con autori, azioni sceniche, con una particolare attenzione a un pubblico sempre più giovane. L’impianto pedagogico è centrale e si traduce in una costante attivazione creativa dei partecipanti. Accanto agli eventi teatrali, trovano spazio giornate di esplorazione del territorio, momenti di osservazione astronomica e interventi di video mapping curati da Giampaolo Palumbo, che trasformano l’architettura storica in superficie dinamica di racconto.

Il festival è stato inaugurato l'11 maggio al Teatro Comunale di Mendicino con “Il Giudizio, spettacolo di ombre in cui gli animali processano gli uomini” di Onur Uysal. È un tribunale simbolico in cui la natura prende la parola e accusa l’uomo, ribaltando ogni gerarchia. L’ombra non è decorazione, ma coscienza visiva: un linguaggio primordiale che mette in discussione il presente. Nella stessa giornata, lo spazio si è trasformato in laboratorio con “Karagöz e le Maravigliose Ombre Turche” a cura di Astragali Teatro e Eufonia ETS. Qui il teatro d’ombre è diventato ponte tra culture: la tradizione popolare turca si fa esperienza viva, manuale e collettiva, restituendo alla narrazione la sua funzione originaria di incontro sociale.

Sabato 30 maggio 2026 (ore 17.00), al Ridotto del Teatro Comunale prenderà vita la dimensione più fiabesca del festival con “Le avventure di Giovannino” di Elisa Ianni Palarchio. Lo spettacolo racconta le disavventure di un giovane senza paura, figura archetipica dell’infanzia che si confronta con il mondo attraverso ingenuità, coraggio e improvvisazione. Il lavoro è liberamente ispirato alla fiaba di Italo Calvino, ma se ne distacca per assumere una forma viva, mutevole, profondamente relazionale. In scena troviamo una sola attrice, immersa tra i bambini. Non esiste distanza tra palco e platea, perché il racconto si costruisce insieme al pubblico. L’elemento centrale non è la struttura fissa del testo, ma l’improvvisazione continua, alimentata dalle risposte, dalle reazioni e dalla partecipazione attiva dei giovani spettatori. Lo spettacolo ricostruisce una forma antica e insieme radicalmente contemporanea del teatro: quella del racconto davanti al fuoco, quando le storie venivano tramandate oralmente nelle case, diventando strumenti di immaginazione e formazione morale. Il risultato è un’esperienza sempre diversa, irripetibile. È un teatro che si rigenera a ogni parola, che si trasforma nel momento stesso in cui viene pronunciato.

Alle ore 18.30 il laboratorio “Il teatro di narrazione per ragazzi” firmato Porta Cenere ridurrà il teatro all’essenza: la voce. Senza scenografia, il racconto diventerà spazio mentale condiviso. Alle ore 20.30 al Teatro Comunale il festival compirà un salto nel mito con “Le Troiane” da Euripide, per la regia di Nat Filice. Le donne di Troia non saranno figure lontane, ma corpi contemporanei della guerra.

La giornata del 4 giugno si aprirà alle ore 9.30 al Teatro Comunale con “Favoloso 2” di Antonio Filippelli, che non si limiterà a raccontare fiabe ma costruirà un ponte generazionale. Le storie - tra natura, animali e immaginazione - apriranno domande, mettendo in dialogo immaginazione e realtà. Alle ore 11.00, il laboratorio “Costruire una storia” smonterà e ricomporrà la narrazione come un meccanismo vivo: ogni storia è una macchina emotiva, e ogni partecipante ne diventa ingegnere e narratore. Alle ore 17.30, la Drama School di Cosenza porterà in scena “Sulla strada per OZ”, dove il viaggio di Dorothy diventerà metafora di crescita artistica e personale, attraversando paure, desideri e trasformazioni.

Alle ore 19.00 a Palazzo Campagna, il festival entrerà nella sua dimensione più visionaria e poetica con “Antigone – Il sogno della farfalla” di Donatella Venuti. Antigone, interpretata da Maria Milasi, e Polinice/Eteocle di Americo Melchionda, abitano un mondo mentale instabile, dove la memoria è alterata e le identità si dissolvono. . Il mito diventerà psiche, la tragedia diventerà allucinazione lucida. La domanda finale resterà sospesa: è possibile una città senza dolore? Alle ore 20.30, lo stesso Palazzo Campagna si trasformerà in superficie luminosa con “Architetture”, intervento di video mapping a cura di Giampaolo Palumbo che riscriverà lo spazio storico attraverso la luce, trasformando la pietra in racconto.

Il 5 giugno (ore 11.00) al Teatro Comunale, Paolo Capodacqua porterà in scena “Bianchi, Rossi, Gialli e Neri”. Un progetto ispirato a Rodari che rifiuta ogni semplificazione infantile e restituisce alla parola poetica la sua complessità musicale. Alle ore 12.00, il laboratorio “Raccontare in musica” esplorerà il punto esatto in cui il suono diventa narrazione. Alle ore 17.00, “Le avventure di un pulcino nel cosmo” aprirà un universo narrativo dove il viaggio interstellare diventa metafora della curiosità infantile e della scoperta del mondo. Alle ore 21.00 all’Anfiteatro Catalano, Debora Caprioglio indosserà i panni di Artemisia Gentileschi in “Non fui gentile, fui Gentileschi”. Un monologo che attraversa violenza, arte e autodeterminazione, restituendo alla pittura il valore di sopravvivenza. Alle ore 22.30, il borgo si riscriverà nella luce con il video mapping di Giampaolo Palumbo, “Raccontare il borgo con la luce”.

Il 12 giugno (ore 16.30), il centro storico diventerà percorso con “Tra cielo e pietra”. Con il trekking urbano guidato ogni strada sarà un racconto, ogni salita una trasformazione. Alle ore 20.30 all’Anfiteatro Catalano, Pippo Franco porterà in scena “Il grande viaggio: il suono e la parola”, un’esperienza che fonde comicità e filosofia, leggerezza e profondità, fino a far emergere il teatro come strumento di disvelamento. Alle ore 22.00, la notte si aprirà al cielo con l’osservazione astronomica: il borgo si spegnerà per accendersi altrove, nell’infinito.

Il 13 giugno 2026 (ore 16.30), “Monte Cocuzzo: la montagna che guarda il mare” condurrà il pubblico in una delle esperienze più immersive del festival: il paesaggio diventerà narrazione verticale, dalla terra al cielo. Alle ore 21.00, l’osservazione astronomica trasformerà la cima in osservatorio naturale: il teatro qui non avrà palco, perché sarà l’universo stesso a recitare.

Il 17 giugno (ore 17.00), il “Living lab per il patrimonio culturale” trasformerà il centro storico in laboratorio: gli spettatori diventeranno parte del processo di valorizzazione del borgo. Alle ore 21.00 all’Anfiteatro Catalano, Paola Quattrini sarà protagonista de “Il potere di un no”, la storia di Franca Viola sulla rivoluzione civile contro il matrimonio riparatore e il delitto d’onore. Alle ore 22.30, la luce tornerà a scrivere le architetture con il video mapping notturno.

Il 20 giugno 2026, il gran finale: emozioni, poesia e stelle. Alle ore 18.00 al Teatro Comunale di Mendicino, “Il timone e il vento” costruirà un William Shakespeare emotivo e contemporaneo: amore, rabbia, dolore e stupore diventeranno forze vive che guidano e travolgono i personaggi. Alle ore 21.00 all’Anfiteatro Catalano, Giorgio Colangeli darà voce a Dante in “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, accompagnato da Tommaso Cuneo. Il Purgatorio si trasformerà così in esperienza sonora e poetica, tra parola recitata e improvvisazione musicale. Alle ore 22.30, il festival troverà il suo ultimo respiro nel video mapping finale: le architetture si dissolveranno e si ricomporranno in un ultimo respiro di luce. Il borgo si concederà una pausa dopo aver raccontato sé stesso. Come se la pietra stessa trattenesse ancora la voce degli spettacoli appena conclusi, e il silenzio non fosse assenza ma eco viva, una memoria che continuerà a vibrare sotto la superficie della notte.

 

Prosegue a Castrovillari la XXVI edizione di Primavera dei Teatri, confermandosi come uno dei principali spazi di osservazione e sperimentazione della scena contemporanea italiana. Il festival continua a interrogare il rapporto tra arte e realtà, mettendo al centro opere e processi capaci di attraversare le contraddizioni del presente.

Tra creazioni sceniche, percorsi di ricerca e momenti di confronto pubblico, Primavera dei Teatri rinnova la propria vocazione a essere luogo di prossimità culturale, ascolto e costruzione di pensiero collettivo.

Di seguito gli appuntamenti in programma per venerdì 29 maggio.

10.30 | Giardino Emi’s Bakery 

I festival teatrali del ‘900

Oltre, libri 

A cura di Monica Cristini e Arianna Frattali

 

I festival teatrali hanno assunto un ruolo decisivo nella storia dello spettacolo contemporaneo, contribuendo a ridefinire le modalità di produzione, fruizione e trasmissione del teatro e aprendo un dialogo fecondo tra maestri riconosciuti, giovani artisti, studiosi e comunità locali. I contributi qui raccolti intrecciano prospettive storiche, estetiche, socioantropologiche e organizzative, evidenziando come la formula festivaliera sia diventata un dispositivo culturale capace di rinnovare lo spazio scenico e di favorire una più profonda penetrazione del teatro nel corpo sociale. Il volume offre dunque una riflessione corale sul valore dei festival come crocevia di linguaggi e catalizzatori di processi creativi, ma anche come spazi in cui il pubblico diventa parte attiva di un dialogo più ampio che attraversa i territori dell’arte, della politica e della vita sociale. Un invito a ripensare il festival non soltanto come evento, ma come esperienza culturale capace di incidere nel presente e di immaginare il futuro del teatro.

 

11:30 | Giardino Emi’s Bakery 

Oltre, incontro

Rotte di terra 

BINOCOLO / diritto di regia

Con l’avv. Iazeolla, Dario De Luca, Saverio La Ruina, Roberto Rustioni e Mario Perrotta

A cura di R.A.C.

 

Con Rotte di terra, R.A.C. prosegue gli appuntamenti di Rotte imperfette - Esercizi di orientamento tra etica e pratiche della regia contemporanea, un ciclo di incontri ed eventi per discutere e partecipare attivamente a un approccio etico, consapevole e rispettoso alla regia teatrale. Le nostre rotte sono imperfette, ma perfettibili: per questo è essenziale continuare a formarsi e confrontarsi. A Primavera dei Teatri approfondiremo temi caldi come under 35 & parità di genere, il rapporto tra regia e realtà, e la formazione registica in Italia, con un focus sul “diritto di regia” a cura dell’Avv. Giovanbattista Iazzeolla, primo presidente di R.A.C.

 

18.45 | Teatro Vittoria

Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop 

Teatro – Prima Nazionale 

 

Regia: Mario Perrotta 

Con: Paola Roscioli, Dalila Cozzolino 

Drammaturgia: Mario Perrotta, Dalila Cozzolino 

Da: Luigi Pirandello 

Produzione: Permàr Compagnia Mario Perrotta

 

L’interesse di Mario Perrotta per Luigi Pirandello è un rapporto antico, viscerale, quasi inevitabile. Un legame che affonda le radici nella formazione filosofica di Perrotta e nel suo stesso debutto sulle scene, e che negli anni si è trasformato in un dialogo vivo, necessario, capace di rinnovarsi a ogni incontro con il presente.

Questa relazione artistica trova oggi una nuova forma e una rinnovata energia nello spettacolo Qualcuno, nessuno, centomila. Pirandello in loop, che si configura come un’indagine teatrale intensa e attuale sul tema dell’identità.

Al centro, la molteplicità delle maschere che ciascuno indossa per esistere, una riflessione che, se nel Novecento aveva un carattere rivoluzionario, oggi trova una risonanza ancora più potente nell’epoca digitale. I social media amplificano all’infinito questo gioco di travestimenti, generando un loop continuo di rappresentazioni di sé e trasformando la rete in una zona franca in cui è possibile essere, contemporaneamente, qualcuno, nessuno e centomila.

Ma lo spettacolo non si limita a tradurre Pirandello in chiave contemporanea. Si costruisce piuttosto su uno slittamento continuo tra piani diversi: tra teatro e vita, tra finzione e realtà, tra i personaggi pirandelliani e le nostre esperienze quotidiane. Figure come Enrico IV, L’uomo dal fiore in bocca, Ciampa de Il berretto a sonagli, il Signor Mostarda di Uno, nessuno, centomila non vengono semplicemente evocati, ma interrogati nella loro capacità di parlarci ancora oggi. Cosa resta delle loro inquietudini? Quanto ci appartengono le loro fratture interiori?

In questo attraversamento, le intuizioni di Pirandello si rivelano ancora vive e necessarie: mettono in crisi l’idea di un io stabile, mostrando invece un’identità fragile, plurale, continuamente ridefinita nello sguardo degli altri. Lo spettacolo si muove proprio dentro questa instabilità, senza offrire risposte né soluzioni, ma scegliendo di osservare — qua-si spiare — le nostre abitudini più quotidiane. È lì, nei gesti ripetuti e apparentemente innocui, che si manifesta forse una nuova incrinatura: una frattura sottile nel rapporto tra noi stessi e il mondo.

 

20.15 | Teatro S. Girolamo 

KR70M16 – Naufrago senza nome

Teatro

 

Scritto, diretto e interpretato da: Saverio La Ruina 

Con: Cecilia Foti e Dario De Luca 

Musiche originali: Gianfranco De Franco 

Disegno luci e illustrazione: Dario De Luca 

Luci e audio: Daniele Nocera 

Costumi: Cecilia Foti 

Responsabile allestimento: Giovanni Spina 

Assistente alla regia: Rosy Parrotta 

Organizzazione: Egilda Orrico 

Amministrazione: Tiziana Covello 

Produzione: Scena Verticale

 

Una nuova scrittura che continua il lavoro di scavo dentro le ferite aperte della Storia, sul fronte reale, concreto, delle Differenze là dove il Mediterraneo restituisce corpi senza vita, nomi cancellati, storie spezzate. Senza rinunciare all’ironia, l’autore ci presenta l’incontro in un cimitero tra una vittima della migrazione clandestina e una della shoah in una dimensione visionaria e surreale. Fin dal titolo, dove «KR» indica la provincia, «70» il settantesimo ritrovamento, «M» che si tratta di un maschio e «16» l’età, il lavoro porta l’attenzione su quanto è difficile l’esercizio della memoria storica, quanto è facile ricordare i vincitori, arduo dare una voce agli sconfitti. Dietro ogni naufragio c’è un nome che non verrà mai inciso su una lapide e senza un corpo su cui piangere non ci può essere l’elaborazione del lutto, come ci insegna la struggente supplica di Priamo, re di Troia, quando chiede ad Achille la restituzione del corpo del figlio Ettore. L’insulto finale è la cancellazione dell’identità, quella appunto che reclama KR70M16.

 

21:45 | Teatro Sybaris 

Nada del amore me produce envidia

Teatro – Prima Nazionale

 

Di: Santiago Loza 

Regia: Roberto Rustioni 

Con: Silvia D’Amico 

Dramaturg e sound design: Gabriele Gerets Albanese 

Traduzione: Francesco Fava 

Produzione: Compagnia Mauri/Sturno

Testo inedito per l’Italia

 

Secondo me il vestito era perfetto, non c’ erano difetti, era tra le cose migliori che avevo creato con le mie mani…allora ho alzato lo sguardo ,perché ero chinata, e dal basso mi son scappate le parole: “ma perchè?”...”perché?”…mi ascoltavo mentre domandavo insolente, c’era un silenzio di tomba… ero pentita, giuro che ero pentita della domanda, però ormai era troppo tardi, le parole mi erano scappate di bocca e Libertad, stringendo gli occhi nel silenzio, sussurrò: ”non mi convince, al massimo potrebbe essere un vestito per la Duarte.” Questo è quello che mi sembra di aver sentito. Era meglio se mi mordevo la lingua fino a farla sanguinare pur di non parlare, restare mutilata delle mie parole. Poi lei ha lasciato cadere il viso, in quel modo, di lato, come fa nei film quando si prepara a cantare, come se stesse per svenire. Non completamente, un semi svenimento, uno svenimento  che si ferma a metà strada. Era dalla profondità di quel corpo quasi abbandonato che usciva la sua voce.

 Da NADA DEL AMOR ME PRODUCE ENVIDIA di Santiago Loza                     

 

Nada del amor me produce envidia è una leggenda metropolitana, una favola dark che sfiora un pezzo di storia argentina del’900,e che, attraverso la scrittura poetica e leggera di Santiago Loza, prende un respiro universale.

La protagonista è una sarta di quartiere dalle mani di fata che crea abiti unici. È la storia di una donna umile che scopriamo nella sua assoluta solitudine, una voce che narra e canta, ma una voce di solito abituata a tacere. La sarta ammira Libertad Lamarque - attrice, cantante, acclamata diva argentina - canta le sue canzoni, la imita, la idolatra. La vita le offre l’opportunità di realizzare un abito da ballo per la star, ma un’altra figura importante dell’epoca reclama il vestito: Eva Peron. Evita, la patria. Quell’abito speciale è conteso da Libertad ed Evita: per chi non ha mai avuto scelta, è arrivato il momento di scegliere. Nada del amor me produce envidia è un monologo che ha un tono da melò commovente e divertente al tempo stesso, in una struttura da teatro musicale minimalista. Sento che nel testo c’è anche una qualità politica forte. La sarta prende una decisione sorprendente. Solo una minuscola presa di coscienza intorno a se stessa all’inizio, un fugace momento di lucidità che acquista sempre piu’ forza e fa emergere una consapevolezza che ha a che fare con la tragedia forse: le sue piccole parole ed i suoi umili gesti esplodono in un fuoco vitale che consuma tutto. Il potere da un lato e la sua dignità (tragica) dall’altra parte.

In questo percorso mi accompagneranno Silvia D’Amico, che andrà ad interpretare la protagonista della pièce - il testo è inedito per l’Italia -, insieme a Gabriele Gerets Albanese, autore delle musiche e del tappeto sonoro. Andremo a costruire un panorama musicale contemporaneo in cui la tradizione argentina non è ricostruita ma rilavorata: il tango, la cumbia, la cultura popolare restano come radici vive da cui attingere timbri e memorie, che si innestano su una scrittura elettronica dinamica ed attuale dove il suono e la voce cantata si collocano in uno spazio presente e non museale.

                                                                                                                                                      (Roberto Rustioni)

 

Quando ho cominciato a scrivere per il teatro, ho scritto subito un monologo. Questo tipo di scrittura per una voce sola è molto naturale e stimolante per me, è qualcosa che continuo a scoprire e non mi esaurisco. Sono attratto dall’apparizione di quella voce, così posso seguirla ed accompagnarla. C’è qualcosa di piacevole in questo, e di doloroso anche. Quello che intendo è che c’è molta intensità una volta che quella voce appare. In genere, quello che mi interessa è una certa area vulnerabile dei personaggi, una certa fragilità o esposizione emotiva. Mi piace dipingere quadri di piccole dimensioni, mondi molto concentrati.

                                                                                                                                                           (Santiago Loza)

 

23:00 | Emi’s Bakery

La mia casa sei tu

Bonzo e Belmonte

Terre da ascoltare

 

Bonzo e Belmonte iniziano a suonare insieme alla fine del 2021 anche se si conoscono da quando il presidente era ancora Carlo Azeglio Ciampi. I primi concerti li vedono protagonisti in serata nei principali locali di Cosenza. Nel 2024 esordiscono nel panorama musicale discografico con Sugo, il loro primo disco. Si rifanno ad artisti come Nirvana, Squallor, Weezer, Mario Biondi, Elio e le storie tese. Nel gennaio del 2025 esce il singolo La mia casa sei tu. Bonzo e Belmonte vantano concerti in tutta Italia, condividendo il palco con artisti come Piotta, wepro e Nico Arezzo.

Con Nico Arezzo nasce una collaborazione nel suo secondo disco Non c’è fretta, nella traccia Terapia d’urlo che li porta fino al palco del concertone del Primo Maggio 2026 a Roma. Attualmente sono al lavoro sul loro secondo album, un progetto che promette di segnare un ulteriore passo avanti nel loro percorso artistico… e, perché no, magari anche verso la strada per diventare miliardari.

Il 23 maggio, in occasione della Giornata Nazionale della Legalità, il Liceo Classico "Bernardino Telesio" di Cosenza promuove un importante momento di riflessione e dibattito dal titolo "Il valore della memoria, il coraggio della scelta". L’appuntamento si terrà a partire dalle ore 10:00 all'interno dell’Auditorium "Antonio Guarasci", un evento corale che vedrà la scuola porsi ancora una volta come fulcro e avamposto di cittadinanza attiva e legalità sul territorio.

L’incontro, che sarà moderato dalla giornalista e docente del Telesio Barbara Marchio, metterà al centro del dibattito la necessità di offrire alle nuove generazioni punti di riferimento saldi e testimonianze credibili.

I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Dirigente Scolastico del Telesio, Domenico De Luca, a cui seguiranno quelli dell’Ass. regionale all’Istruzione e politiche giovanili, Eulalia Micheli, di Loredana Giannicola Direttrice ufficio scolastico regionale, del Sindaco della città bruzia Franz Caruso, e del Vicario dell'Arcivescovo don Michele Fortino. Una sinergia strategica tra il mondo della scuola e le massime istituzioni regionali, unite nel promuovere percorsi di crescita civile e protagonismo giovanile all'insegna del rispetto delle regole.

Il cuore dell'evento sarà scandito da testimonianze di altissimo valore civile. Saliranno sul palco dell'Auditorium Anna De Luca e Alfredo Lio, rispettivamente moglie e figlio dell’Appuntato Renato Lio, Medaglia d'Oro al Valor Civile, ucciso a Soverato dalla criminalità organizzata durante un posto di blocco. Un momento di profonda commozione a cui si affiancheranno gli interventi tecnici e di analisi del Procuratore Capo di Cosenza, Vincenzo Capomolla , del caporedattore di Gazzetta del Sud e saggista Arcangelo Badolati, e di Mariateresa Fragomeni, Sindaco di Siderno, scelta dalla DIA nel proprio calendario ufficiale come simbolo di resilienza e buona amministrazione in un contesto territoriale complesso.

"Educare alla legalità in un territorio complesso come il nostro non può essere un atto formale, ma una quotidiana operazione di bonifica culturale" – dichiara il Dirigente Scolastico, Domenico De Luca. "La presenza dei familiari dell'Appuntato Lio, della Magistratura, del giornalismo d'inchiesta e di amministratori coraggiosi come il Sindaco di Siderno, unita al supporto dell’Assessorato Regionale guidato da Eulalia Micheli, dimostra ai nostri studenti che lo Stato è una rete solida. I ragazzi, attraverso la scuola, lo sport e l'impegno civico, non sono spettatori della storia, ma i titolari del futuro della nostra terra".

 

Da questa mattina 15 maggio 2026 si apre ufficialmente la XII edizione di Cosenza Comics and Games, il più grande Festival della Cultura Nerd della provincia di Cosenza, ormai riconosciuto come uno degli appuntamenti tematici più importanti del Sud Italia. Il Parco Acquatico Santa Chiara di Rende torna a trasformarsi in una cittadella del fumetto, dell’animazione, del gioco e della creatività pop, accogliendo migliaia di appassionati e ospiti di rilievo internazionale.

Eisaku Inoue, la star dell’edizione 2026

Tra gli ospiti più attesi c’è Eisaku Inoue, storico animatore della Toei Animation, autore di sequenze iconiche per Dr. Slump & Arale, One Piece e soprattutto Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco. Grazie al lavoro di Edoardo Serino, Inoue è arrivato in Italia direttamente dal Giappone per incontrare i fan calabresi.  

Il suo primo firmacopie si tiene oggi alle 11:00, mentre alle 15:00 è previsto un panel dedicato alla sua carriera, con la partecipazione di Alessandro Apreda, in arte DocManhattan.  

Il firmacopie si ripeterà anche nei prossimi giorni, con 100 posti disponibili al giorno e una stampa esclusiva realizzata da Inoue per l’edizione 2026 del festival.

 Federic e il mondo Pokémon protagonisti del pomeriggio

Nel tardo pomeriggio di oggi, dopo le 17:00, arriva al festival Federic, fondatore di Federicstore e punto di riferimento nazionale per i collezionisti Pokémon. Partecipa all’evento in occasione del trentennale del brand, raccontando la sua esperienza imprenditoriale e la passione che ha trasformato un hobby in un lavoro di successo.

 Sabato 16 maggio: i grandi doppiatori italiani

Domani, sabato 16 maggio, il festival ospita due voci amatissime dal pubblico italiano:  

- Emanuela Pacotto, voce di Bulma (Dragon Ball), Nami (One Piece) e Jessie (Pokémon).  

- Davide Garbolino, voce storica di Ash Ketchum, Nobita (Doraemon), Trunks (Dragon Ball) e molti altri personaggi iconici.  

 Un’occasione unica per incontrare due protagonisti assoluti del doppiaggio italiano.

 Main Stage: spettacoli, musica e show esclusivi

Il Main Stage del festival propone un programma ricchissimo.

 Oggi alle 11:00 va in scena Buongiorno Radio Kids, lo spettacolo live di Rai Radio Kids con Marco Di Buono e Arianna Ciampoli, tra musica, giochi e curiosità.

 Sabato pomeriggio spazio alla musica e alla danza:  

- Ore 17:00 – Once Upon a Tune, lo show dedicato agli anni 2000 dell’Associazione Attivamente.  

- Ore 19:00 – Live musicale Disney delle ArteMuse, un viaggio emozionale nei classici dell’animazione.

 Domenica 17 maggio: K-pop, cosplay e Giorgio Vanni

La giornata conclusiva si apre alle 11:00 con uno show tributo a Kpop Demon Hunters, film vincitore dell’Oscar come miglior animazione. Sul palco le ballerine M2B e la cantante Charlie Yay.  

Segue un contest K-pop aperto ai ballerini del territorio.

 Alle 15:00 torna la tradizionale gara cosplay, uno degli appuntamenti più amati del festival.

 Gran finale alle 20:30 con il live di Giorgio Vanni, autore delle sigle più celebri dei cartoni animati, che torna in Calabria dopo il successo del 2022.

 Autori, illustratori, giochi e aree tematiche

Durante tutti e tre i giorni del festival è possibile incontrare autori e illustratori internazionali, partecipare a firmacopie, richiedere commission artistiche e immergersi nelle aree dedicate ai videogiochi, ai giochi da tavolo, ai giochi di ruolo e alle attività outdoor.

 I biglietti sono disponibili su ticket.cosenzacomics.it e anche al botteghino durante gli orari del festival.

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