
Un politico rapito a Roma, una crisi di governo senza precedenti e un’élite invisibile capace di influenzare le sorti dell’Italia. Con “I custodi del potere”, pubblicato da Indomitus Publishing, G. L. Barone torna nell’universo narrativo della saga “I Tredici”, intrecciando spionaggio, complotti internazionali e giochi di potere in un nuovo political thriller ad alta tensione.
Un sequestro eccellente nel cuore di Roma, una giornalista coinvolta in una vicenda più grande di lei e un potere occulto che sembra muovere i fili della politica mondiale. Sono questi gli elementi centrali di “I custodi del potere”, quarto capitolo della saga “I Tredici”, con cui G. L. Barone riporta i lettori in un mondo narrativo dominato da servizi segreti, intrighi istituzionali e organizzazioni capaci di agire nell’ombra.
Il romanzo, pubblicato da Indomitus Publishing, si rivolge agli appassionati di political thriller e narrativa di spionaggio, con una trama che combina azione, mistero e interrogativi sui rapporti tra potere politico ed economico. Un universo letterario che richiama, per ritmo e costruzione degli intrighi, le atmosfere di Dan Brown, Tom Clancy e James Rollins, mantenendo al centro una geografia italiana ed europea.
Il rapimento che trascina l’Italia nel caos
La vicenda prende avvio in un ristorante di Trastevere, dove un commando armato irrompe all’improvviso. In pochi minuti, tra spari e sangue, l’onorevole Roberto Canova viene rapito sotto gli occhi della giornalista Allegra Leone, proprio mentre si preparava a chiederle di sposarlo.
La donna rimane miracolosamente illesa, ma il peggio deve ancora arrivare. Una volta rientrata a casa, scopre infatti che anche il suo appartamento è stato messo a soqquadro. Un particolare che trasforma immediatamente il sequestro in un caso ancora più inquietante: perché qualcuno ha preso di mira Canova e che cosa sta cercando proprio da Allegra?
Mentre l’Italia sprofonda nel caos e cresce la richiesta di una figura forte capace di ristabilire l’ordine, la giornalista si ritrova a fronteggiare un nemico invisibile. Per ritrovare Roberto sarà costretta a riallacciare i rapporti con Lorenzo Fossati, ex magistrato convinto di essersi lasciato alle spalle le vicende del passato, e con Eva, una donna che custodisce segreti troppo pericolosi per essere rivelati.
Ben presto, i protagonisti comprendono che il rapimento di Canova non è un episodio isolato, ma soltanto il primo tassello di un disegno molto più ampio, destinato a coinvolgere equilibri politici e interessi internazionali.
Dai palazzi del potere della Capitale alle ville blindate del Gargano, l’indagine conduce Allegra e i suoi compagni sulle tracce dell’enigmatico agente dei servizi segreti Modigliani. Più la ricerca della verità procede, più il quadro si complica: le alleanze diventano incerte, i sospetti si moltiplicano e ogni certezza rischia di trasformarsi in una trappola.
Dietro la vicenda emerge così la presenza dei Tredici, l’organizzazione che dà il nome alla saga e che rappresenta il cuore del mistero. Un potere privo di un volto riconoscibile, capace di condizionare gli avvenimenti senza esporsi direttamente e di influenzare le decisioni di chi, almeno in apparenza, governa.
In questo scenario, sfidare il cosiddetto Deep State significa mettere in gioco tutto. Allegra e Fossati dovranno decidere fin dove spingersi per scoprire chi muove davvero i fili della vicenda, consapevoli che, quando si affrontano i custodi del potere, persino la vittoria può avere un prezzo mortale.
L’idea dell’autore: chi governa chi ci governa?
Alla base del romanzo c’è una domanda che G. L. Barone considera sempre più attuale: chi influenza le decisioni che incidono sulla vita quotidiana di milioni di persone?
«L’idea da cui nasce “I custodi del potere” è una domanda che, negli ultimi anni, mi sono posto sempre più spesso», spiega l’autore. Barone richiama, a questo proposito, alcune delle questioni che animano il dibattito internazionale: le scelte relative agli armamenti e alla guerra, le sanzioni contro la Russia, il progressivo abbandono del gas russo, l’aumento dei costi dell’energia, le politiche sulla transizione energetica e le conseguenze della crisi di Hormuz.
L’autore precisa di non voler entrare nel merito delle singole decisioni, né sostenere che dietro ciascuna di esse debba necessariamente nascondersi un progetto segreto. Il suo interesse è piuttosto rivolto a un interrogativo narrativo e politico: che cosa accadrebbe se alcune decisioni fossero influenzate anche da interessi diversi da quelli dichiarati dei Paesi e dei cittadini coinvolti?
«Da scrittore, però, in particolare da uno che si fa delle domande, mi sono fatto quella più scomoda: e se non capissimo le decisioni, semplicemente perché chi le prende non risponde soltanto agli interessi del proprio Paese e dei propri cittadini, ma anche a quelli di qualcun altro?», osserva Barone.
È da questa riflessione che prende forma la saga dei Tredici e, in particolare, il nuovo romanzo. Nel libro, l’autore immagina l’esistenza di un potere economico e finanziario enorme, che non si presenta alle elezioni, non compare nei telegiornali e non ha bisogno di occupare formalmente alcuna posizione istituzionale per esercitare la propria influenza.
Una forza capace di condizionare la politica senza esporsi pubblicamente, diventando il motore di una trama nella quale i protagonisti sono chiamati a distinguere la verità dalle apparenze.
«Nel libro, con il linguaggio del thriller d’azione e con gli ingredienti che i miei lettori apprezzano – scene d’azione, omicidi, rapimenti, attentati – cerco di rispondere alla domanda che mi sono fatto, che più o meno suona così: chi governa chi ci governa?», afferma lo scrittore.
Barone chiarisce che il romanzo non pretende di fornire una spiegazione della realtà, ma utilizza la narrativa per esplorare una possibilità inquietante e trasformarla in una storia di tensione, mistero e azione.
La formula della saga si sposta sul terreno dello spionaggio istituzionale
Anche l’editore Davide Radice sottolinea la continuità con il percorso narrativo già intrapreso dalla serie, che ha costruito il proprio pubblico attraverso un ritmo serrato, intrecci complessi e scenari nei quali si confrontano poteri forti, servizi segreti e minacce globali.
«La serie ha costruito il proprio pubblico su un ritmo serrato, quasi da binge-watching, e su intrecci di poteri forti, servizi segreti e minacce globali, sulla scia di Dan Brown ma con una geografia italiana ed europea curata e credibile», commenta Radice.
Con “I custodi del potere”, questa formula si sviluppa ulteriormente sul terreno del political thriller e dello spionaggio istituzionale. Sequestri eccellenti, verità che vengono rimesse in discussione e alleati che potrebbero rivelarsi traditori alimentano una narrazione nella quale il confine tra apparente legalità e potere invisibile rimane costantemente incerto.
Il risultato è un romanzo che punta a coinvolgere soprattutto i lettori di Tom Clancy e James Rollins, grazie alla combinazione di tensione politica, azione paramilitare e misteri internazionali.
Chi è G. L. Barone
Nato a Varese nel 1974, G. L. Barone è laureato in Giurisprudenza e coltiva, nel tempo libero, la passione per la musica metal, suonando in un gruppo.
Nel corso della sua attività letteraria ha pubblicato con Newton Compton numerosi romanzi, tra cui “La cospirazione degli Illuminati”, “Il sigillo dei tredici massoni”, “La chiave di Dante”, “I manoscritti perduti degli Illuminati”, la saga “Codice Fenice”, “L’alchimista di Venezia”, “La pergamena dei segreti”, “Cospirazione Gonzaga” e “L’eredità degli Sforza”.
La sua produzione comprende anche “Il falso Messia”, pubblicato da AltreVoci, il serial ebook “Il tesoro perduto dei templari”, un racconto inserito nella raccolta “Sette delitti sotto la neve” e l’ebook “Reichland – L’aquila delle dodici stelle”.
Con “I custodi del potere”, Barone prosegue dunque il percorso della saga “I Tredici”, riportando al centro della scena i suoi temi ricorrenti: le trame internazionali, i segreti delle istituzioni e la possibilità che, dietro le decisioni ufficiali, agiscano interessi difficili da individuare. Una materia che, attraverso il linguaggio del thriller, diventa il punto di partenza per una storia in cui la ricerca della verità può mettere a rischio ogni certezza e la stessa vita dei protagonisti.















































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