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Giovedì, 25 Aprile 2019

Nuova Zelanda, strage in diretta video in due moschee a Christchurch: 49 i morti

Strage in due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda: il bilancio è di 49 morti. L'autore dell'attacco si chiama Brenton Tarrant ed è un australiano bianco di 28 anni. L'uomo, originario dello Stato di New South Wales, sulla costa orientale del Paese, lo ha rivendicato con motivazioni anti-immigrati. In tutto arrestate 4 persone. La premier neozelandese Jacinda Ardern ha affermato che la strage è stata frutto di un "attacco terroristico", ed ha aggiunto: "E' uno dei giorni più bui" per il Paese.

Come in un videogame "spara spara", un suprematista bianco di un commando terroristico si è filmato in "soggettiva" e in diretta Facebook per 17 minuti con una mini telecamera su un elmetto mentre commetteva una strage in una moschea. La premier neozelandese  in conferenza stampa ha parlato espressamente di terrorismo e di un bilancio di 49 morti e 48 feriti.  

Ad aprire il fuoco è stato un commando di cui hanno fatto parte 3 uomini e una donna. Uno degli attantatori ha deciso di "raccontare" sui social, in diretta, l'attacco. Nelle immagini un uomo parla davanti alla videcoamera mentre guida e impugna un'arma. Poi mostra il suo arsenale nel bagagliaio e inzia a sparare. La sua fuga però dura poco e la polizia arresta in pochi minuti l'attentatore. Si tratta di Brenton Tarrant, 28 anni. Prima della strage ha pubblicato una sorta di manifesto razzista e suprematista. Le sue parole sono chiare: "Mi sono ispirato a Breivik". Nel manifesto pubblicato online lo stesso attentatori spiega i motivi dell'attacco: "Ho letto gli scritti di Dylann Roof e di molti altri, ma ho tratto vera ispirazione dal cavaliere giustiziere Breivik", scrive Tarrant nel documento, intitolato "The Great Replacement".  

L'autore degli attacchi odierni ha ripreso la strage in diretta streaming. Il video, pubblicato su Facebook, è durato 17 minuti ed è poi stato rimosso dal social network, ha spiegato la responsabile dei contenuti di Facebook Australia-New Zealand, Mia Garlick

Le due mitragliatrici usate dal killer erano coperte con scritte in inchiostro bianco che facevano riferimento ad antiche battaglie e più recenti attacchi contro le comunità musulmane: tra queste, una riportava anche il nome 'Luca Traini', l'estremista di destra autore dell'attacco contro migranti compiuto l'anno scorso a Macerata. Parla il suo legale: "Sconcerto e condanna"

Un attacco senza precedenti per la Nuova Zelanda. Un commando di almeno quattro persone è entrato in due diverse moschee di Christchurch aprendo il fuoco sui fedeli e uccidendo almeno 49 persone.

Dopo qualche minuto dalla strage è arrivata la reazione del primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinta Arden. "Un atto di violenza senza precedenti" ha detto Arden parlando alla nazione. "E' uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda", ha proseguito, confermando che un sospetto è stato preso in custodia. Non si è sbilanciata sul numero delle vittime ma ha ammesso che "si tratta di un evento significativo".

Altre 50 sarebbero ferite in ospedale. Nella prima moschea, quella di Al Noor c'erano almeno 300 persone. Il commando composto da almeno 4 persone indossava tute militari. Subito dopo la strage gli attentatori si sono dati alla fuga. Uno dei killer sarebbe stato fermato subito dopo. Gli altri tre successivamente. Nella squadra della morte c'erano 3 uomini e una donna. Poco prima della strage sui social era stato postato da uno dei killer una sorta di "manifesto anti-immigrati e anti-musulmani".

Nel dossier sottolinea "che è necessario difendere la razza bianca" e parla degli invasori "che hanno causato centinaia di migliaia di morti, di voler vendicare gli attacchi terroristi di matrice islamica in Europa e dello stato di schiavitù causato dai supposti invasori". Poi si riferisce ad un attacco in Svezia del 2017. Da qui sarebbe scattato il suo piano di vendetta: "In quel periodo cui cambiai drasticamente le mie opinioni. Il primo evento che fece iniziare il cambiamento era l’attacco terroristico a Stoccolma, il 7 aprile 2017. Non potevo voltare le spalle alla violenza".

A questo punto Tarrant parla anche dell'uccisione di una ragazza che fu uccisa "da un islamista" mentre andava a scuola con sua madre. Tarrant descrive se stesso come "un normale uomo bianco nato in Australia, proveniente dalla classe lavoratrice, con una famiglia dal basso reddito". Nella lista degli "obiettivi" anche Angela Merkel, il sindaco di Londra ed Erdogan. Infine spiega la sua scarsa passione per lo studio e soprattutto per l'università: "Non l'ho frequentata perchè non avevo particolare interesse in quello che poteva offrire". Il suo "manifesto" dell'orrore si chiude con la scelta dell'obiettivo da colpire: "Nelle moschee di Al Noor e Masjid sono frequentate da un numero ben più grande di invasori...". Un agghiacciante conto sui "bersagli" da colpire.  

Ha anche detto di non essere membro di nessuna organizzazione, ma di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti, sebbene abbia agito da solo e nessun gruppo abbia ordinato l’attacco. Ha aggiunto di aver scelto la Nuova Zelanda a causa della sua posizione, per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da “immigrazione di massa“.

La canzone inneggia al "risveglio degli Ustascia", il gruppo fascista croato durante la seconda guerra mondiale. Nel testo, si legge anche unì'invocazione nei confronti di Radovan Karadžić, il criminale di guerra jugoslavo e presidente della Repubblica serba di Bosnia ed Erzegovina, affinché mandi "i suoi serbi" e che faccia "vedere a tutti che non hanno paura di nessuno". E vengono richiamati anche i lupi di Vucjak, i paramilitari serbi che combattevano in Craozia: "Combattiamo per i Serbi, per l'amata libertà".

Come spiega l'Huffington Post, secondo il sito di inchieste Bellingcat la canzone "proviene da un video musicale di propaganda realizzato da soldati dell'esercito serbo come tributo al criminale di guerra Karadžić". E non a caso, tra la varie scritte poste sul fucile di Tarrant, c'era impressa anche la frase "Remove Kebab". Un segnale ancora più chiaro di come il terrorista neozelandese avesse fra i suoi miti anche quello della Serbia durante la guerra nella ex Jugoslavia.

Nelle immagini choc del video vengono mostrati i caricatori delle armi con sopra alcune scritte contro gli immigrati e i musulmani. In uno dei caricatori c'è anche una dedica a Luca Traini, il ragazzo che a Macerata qualche tempo fa ha aperto il fuoco contro gli immigrati. 

E’ una cosa che lascia senza parole. Non ho ancora avuto modo di parlare con Traini, ma l’ho sentito ieri sera per telefono. Luca sicuramente si dissocia da questa cosa, poca importa che nel suo caso non ci fosse nessun riferimento religioso, ma sicuramente lui condannerà il suo accostamento a questa strage, perché è da tempo che ha maturato forte pentimento per il gesto che aveva fatto a Macerata”.

Così, Gianluca Giulianelli, avvocato di Luca Traini commenta l’accostamento del Traini alla strage terroristica di Christchurch, in Nuova Zelanda, su Radio 24.

Nel video emerge con chiarezza la lucidità dei terroristi che non si sono fatti scrupoli nel portare avanti il piano di morte anche sui social. Le autorità hanno chiesto ai social di rimuovere le immagini dal web e di fatto da una portavoce di Facebook è arrivata una risposta in questo senso: "La polizia della Nuova Zelanda ci aveva allertato relativamente al video su Facebook poco dopo l'inizio dello streaming live e noi abbiamo velocemente rimosso sia il video e sia gli account Facebook e Instagram dell'attentatore". Video però rimosso troppo tardi.

Nelle immagini si vede un'auto piena di armi con a bordo il commando che si dirige verso le due moschee di Christchurch. I terroristi fermano il mezzo proprio a pochi passi dall'ingresso di una delle due moschee. Dopo aver aperto il bagagliaio prendono le armi e si dirigono verso il cortile della mosceha. Iniziano immediatamente a fare fuoco. Nel delirio assassino dei 4 componenti del commando (3 uomini e una donna, secondo quanto ricostruito dalla polizia) c'è un lucido piano di morte.  

Il commando di morte ha infatti "dedicato" la macabra e folle strage ad alcune persone. Tra questi c'è anche Luca Traini. In rete infatti c'è una foto di quelli che si pensa siano i caricatori delle armi utilizzate per la strage nelle moschee di Christchurch. E su uno dei caricatori appinto c'è il nome del 28enne responsabile della sparatoria di matrice razzista di Macerata contro gli immigrati. Sui caricatori compaiono anche i nomi di Alexandre Bissonette, il 29enne che nel 2017 uccise sei persone in una moschea di Quebec City, in Canada, e di Sebastiano Venier, il Doge veneziano che sconfisse i turchi durante la battaglia di Lepanto del 1571.

Insomma tutti nomi "simbolo" della battaglia anti-islam e anti-immigrati che la follia dei componenti del commando ha portato avanti. Tutto è stato documentato sui social con foto e video che di fatto hanno raccontato minuto per minuto quanto accaduto sin dai primi istanti dell'attacco. Un video ripreso in soggettiva mostra poi il vero e proprio assalto alla moschea. Nelle immagini è possibile vedere anche le armi che vengono prelevat dal bagagliaio e che vengono impugnate per sparare all'impazzata sui fedeli musulmani. Uno degli attentatori è stato arrestato dalla polizia. Almeno altre tre persone invece hanno proseguito la fuga. Il commando sarebbe composto da tre uomini e una donna. Adesso è caccia all'uomo in tutto il Paese.

La strage in Nuova Zelanda è figlia del razzismo". Alessandra Moretti, ospite di Serena Bortone ad Agorà, su Raitre, commenta l'attentato in due diverse moschee e avverte: "Noi politici abbiamo una responsabilità enorme e dobbiamo avere una grande attenzione. Se noi con il nostro linguaggio alimentiamo l'odio e la distinzione tra le razze", continua la piddina, siamo in qualche modo responsabili.  

il popolo social si scatena: "Quando le stragi le fanno loro non è razzismo?". E ancora: "Basta che vi aprite la bocca e gridate al razzismo per ogni cosa. Siete rivoltanti, buonisti con il c***o degli altri e vi permettete anche di parlare sempre di Salvini, l'unico che vi ha buttato in faccia la realtà. Difendete l 'indifendibile".

Il premier australiano Scott Morrison ha confermato che uno dei sospetti arrestati è un cittadino australiano. “Posso confermare che l’uomo arrestato è nato in Australia – ha detto Morrison ai giornalisti a Sydney – le nostre agenzie di sicurezza stanno lavorando in stretto contatto con le autorità della Nuova Zelanda e sono pronte altre risorse per impegnarsi a sostegno della Nuova Zelanda se e quando verrà richiesto”.

In salvo per un soffio il team di cricket del Bangladesh, che si stava dirigendo verso una delle due moschee assaltate. Cancellato il test match di domani contro la Nuova Zelanda.

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