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Mayam Mahmoud, la rapper con il velo che scuote l’Egitto

Dalla sua prima esibizione in televisione i fan di Mayam Mahmoud si sono moltiplicati giorno dopo giorno. Anche se non sono mancate numerose critiche da parte di chi la considera un’infedele, le sue canzoni sono state apprezzate da molti altri che, al contrario, la sostengono per il coraggio dimostrato nell’affrontare alcuni tabù della società egiziana cantando con il velo.

Mahmoud è una giovane rapper diciottenne. Canta indossando l’hijab (che in arabo indicail velo islamico indossato sul capo) e rappandosfida le aspettative di molti egiziani su come le donne, in particolare le portatrici di hijab, sono destinate a comportarsi. Mahmoud non è la prima cantante rapper egiziana che canta con il velo, ma è certamente una delle poche alla quale i media hanno regalato tanta attenzione, grazie soprattutto alla sua partecipazione al programma Arabs Got Talent, versione araba di Italia’s Got Talent che riunisce diversi Paesi del Medio Oriente.

«Ci sono molte persone che si chiedono se una ragazza che indossa un velo possa fare quello che sto facendo io – dice Mahmoud, che considera la sua decisione di portare il velo una scelta personale poco rilevante per la sua musica – lavorare in un campo in cui le ragazze solitamente non lavorano, fare studi post-laurea o avere una posizione lavorativa migliore rispetto a quella marito sono alcune delle cose che spesso non possono realizzarsi. Il rap è poi un caso emblematico dice Non è affatto un percorso tradizionale per gli uomini egiziani, ma per le donne rappresenta una doppia battaglia. Qui in Egitto la gente si aspetta che una donna, per il solo fatto di indossare il velo, non possa cantare, ballare o recitare. Spero che questo cambi e che, quando smetterò di cantare, altre donne seguiranno il mio percorso».

I genitori di Mahmoud, studentessa di economia e amante della poesia già dall’età di 12 anni, sostengono il percorso della figlia: fu proprio la madre ad avvicinarla alla poesia e ad incitarla a scrivere dei testi propri e il padre a consigliarle di trattare nelle sue canzoni questioni importanti di valore sociale.

Un suo testo recita: “Tu flirti, tu molesti e non ci vedi niente di male. Ma anche se sono solo parole, non sono flirt, sono pietre”. Mayam, incoraggiata dalla famiglia, ha iniziato a raccontare nelle sue canzoni la situazione delle donne e le loro difficoltà, denunciando problematiche importanti come violenza e abusi sessuali.

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