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Un nuovo weekend di incontro della rassegna "Caffè Letterario del Festival dell'Aurora"

Un fine settimana ricco di eventi quello che si è appena concluso  a Crotone nell’ambito della rassegna del “Festival dell’Aurora” patrocinato da Fondazione Odyssea e Fabbrica delle Arti e Circolo dei Lettori. Nella sede della Lega Navale si sono succeduti il venerdi ed il sabato due giovani autori già noti al panorama letterario nazionale. Emiliano Gucci con “Voi due senza di me” edito da Feltrinelli, ed Orazio Labbate con “Suttaterra” edito da Tunuè.

Emiliano Gucci fiorentino ma pratese di adozione lavora in una libreria ed è al suo sesto romanzo con Feltrinelli. Moderatrice della serata è stata la professoressa Rosanna Frandina, che facendo una personalissima lettura del romanzo conduce i presenti  ad una attenta e melanconica “escalation” di sentimenti, senza mai cadere nella retorica.   “Voi due senza di me” è la storia di un dolore ma anche di un amore, due esseri umani che si lasciano dopo una tragedia che li ha segnati, la morte del loro unico figlio, si rincorrono nel loro destino incompiuto, ci provano almeno. Due capitoli, due giornate, opposte e speculari al tempo stesso, due incontri a distanza di dieci anni,  il primo dipinto di un azzurro accecante, l’altro è bianco, è assenza di colore, coperto da una coltre di neve, Firenze è la tela. Michele e Marta, i protagonisti della storia ci vengono raccontati da una terza voce, dolce e innocente, che li osserva da un’altra dimensione, senza mai giudicarli.

Orazio Labbate è siciliano, “ Suttaterra” è il  suo secondo romanzo dopo “Lo Scuru” edito da Tunuè. Il giovanissimo autore è stato affiancato nella serata di sabato dall’altrettanto giovanissima Emanuela Imbrogno.“ Suttaterra” è la storia di un “nostos”, un viaggio dall’America alla Sicilia, da un West d’oltreoceano ad un West mediterraneo,  e come ogni viaggio iniziatico che si rispetti c’è tutto, iconografia cristiana, credenze popolari, mito, magia e similitudini. Giuseppe Buscemi è il figlio di Razziddu Buscemi protagonista de “Lo Scuru”, il primo romanzo di Labbate, partito per l’America dalla Sicilia anni prima. Giuseppe giovane vedovo che fa il becchino a Milton in West Virginia, riceve una lettera da Maria, la defunta. Il viaggio è chiaramente un continuo scavare nella propria psiche, un riscatto di colpe ancestrali che il padre gli ha lasciato in eredità, e lui novello Orfeo cerca la sua Euridice con tanto di carrofunebre, incontrando personaggi grotteschi in un mondo visionario quasi post-apocalittico.

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