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AssoTutela: “San Camillo, cosa succede in Maternità?”

“Ormai non si può parlare di tragica casualità o di evento avverso nella procedura assistenziale. Quello che succede al reparto Maternità del San Camillo – un tempo fra i migliori della capitale - è certamente un campanello d’allarme ed evidenzia l’inesorabile declino grande nosocomio di via Gianicolense”.  Commenta così, il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, la vicenda che ha visto coinvolta una donna che aveva deciso di ricorrere a un aborto terapeutico. “Non è la prima volta che tale intervento viene eseguito in modo maldestro, anche lo scorso anno una 24enne incorse nella stessa devastante esperienza: il feto, come nel caso attuale, non venne ben asportato e la ragazza lo espulse il giorno successivo alla dimissione dall’ospedale. Nel caso a cui ci riferiamo, che risale invece allo scorso agosto, la signora ha avuto la sconvolgente sorpresa addirittura 10 giorni dopo l’intervento. Con quali procedure si lavora nel reparto delle interruzioni? E non è tutto. Ci risulta, e non crediamo di aver avuto informazioni scorrette, che poco tempo fa una donna che attendeva due gemelli ne ha partorito uno morto mentre un altro è rimasto più giorni senza vita nel suo grembo senza che i sanitari del San Camillo si rendessero conto della grave anomalia. Non vorremmo che la penuria dei medici – di cui fra l’altro parla anche il direttore generale Aldo Morrone – abbia un’influenza nefasta sull’assistenza, destabilizzando il clima di lavoro. Ci auguriamo – chiosa Maritato – che la Regione Lazio, tra un annuncio e l’altro, prenda coscienza dei drammi che si vivono negli ospedali e nelle famiglie degli assistiti”.  

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