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Mercoledì, 20 Maggio 2026

Tutto pronto per l’edizione 2025 del Tributo a Carlo Riva che dal 22 al 26 maggio porterà una ventina di motoscafi Riva storici a solcare le acque tra Santa Margherita Ligure e Rapallo.

 L’evento, giunto alla sua sesta edizione, è promosso da Riva Society Tigullio, dal Comune di Santa Margherita Ligure, dal Gruppo Albergatori Santa Margherita Ligure - Portofino, da Marina di Santa. Gode del patrocinio di Regione Liguria, Guardia Costiera, Comune di Rapallo, Area Marina Protetta di Portofino, Riva Historical Society, Marina di Santa.

 Dopo il successo delle edizioni precedenti, il raduno si conferma uno degli appuntamenti più attesi e raffinati del calendario eventi ligure. Un’occasione imperdibile per ammirare da vicino autentiche icone del design nautico italiano e vivere da protagonisti l’atmosfera intramontabile che circonda questi capolavori del mare.

 Quattro giorni tra navigazione, spettacolo e mondanità - Il programma si apre giovedì 22 maggio con l’arrivo degli scafi al porto di Rapallo, da dove salperanno verso Santa Margherita Ligure per ormeggiare in banchina Sant’Erasmo.

 Venerdì 23 maggio, le imbarcazioni solcheranno le acque verso Portofino per un brunch firmato Ö Magazin e una visita alla nuova boutique Verga 1947. Nel pomeriggio, spazio alle prove di abilità in mare. In serata, la prestigiosa Villa Durazzo di Santa Margherita Ligure ospiterà la serata di gala con le premiazioni dei partecipanti per categoria e per prove di abilità. La giornata si chiuderà con uno spettacolo musicale aperto al pubblico all’Anfiteatro Bindi, con il trasformista Michele Tomatis and The Live Band.

Sabato 24 maggio, le imbarcazioni prenderanno il largo verso Punta Chiappa, con sosta gastronomica al Porto Pidocchio. Nel tardo pomeriggio, aperitivo in banchina, mentre la serata si animerà con un party informale ai Bagni Sirena, DJ set e spettacolo pirotecnico dal Molo Malocello per la gioia degli occhi di residenti e ospiti.

 Il momento più scenografico sarà domenica 25 maggio con il Concorso di Eleganza a tema, una sfilata in mare degli scafi partecipanti nelle acque di Santa Margherita Ligure, seguita da navigazione verso Rapallo per l’esposizione finale delle imbarcazioni al Porto Carlo Riva e il lunch di chiusura con premiazioni.

 Lunedì 26 maggio sarà la giornata dedicata agli alaggi e… degli arrivederci!

 Dichiara Luigi Spaggiari, Presidente RIva Society Tigullio: «Anche quest’anno il Riva Day sarà un’occasione unica per celebrare il connubio tra l’eleganza intramontabile dei motoscafi Riva e il fascino del Golfo del Tigullio, che ci accoglie sempre con entusiasmo e bellezza. Siamo orgogliosi della crescente riconoscibilità del nostro Club, che si conferma una presenza attiva e positiva nella vita della comunità. Il programma 2025 unirà, come da tradizione, lo spettacolo in mare a momenti di incontro e condivisione con la cittadinanza, rafforzando quel legame speciale che ci unisce a questa terra. Un sentito ringraziamento va alle tante realtà del territorio che, con il loro contributo, rendono possibile la piena riuscita di questo evento che ormai è diventato un appuntamento atteso da tutti».

 Dichiara il Comandante del Circomare di Santa Margherita Ligure Salvatore Amenta: «è un grande piacere sapere che il porto di Santa Margherita Ligure sarà nuovamente cornice del VI Tributo a Carlo Riva, una manifestazione che celebra l'eleganza e la maestria di una delle icone più rappresentative della nautica italiana. Queste manifestazioni consentono di mantenere sempre viva la passione per la nautica ed attrarre la collettività al mare ed alle sue bellezze».

 Così il Sindaco di Santa Margherita Ligure Guglielmo Caversazio: «Accogliamo con grande piacere il tributo a Carlo Riva, evento di comprovata eleganza che salda un'icona della nautica al fascino di un porto - quello di Santa Margherita - che è uno con la città, un vanto per tutti noi e una bellissima quinta per ospiti e turisti. Ringraziamo gli organizzatori e diamo appuntamento a tutti gli appassionati al 22 maggio».

Dichiara il Sindaco di Rapallo Elisabetta Ricci: «A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza, desidero esprimere la nostra profonda soddisfazione e partecipazione per questo evento che rende ancora una volta Rapallo protagonista. In ogni occasione in cui si valorizza il nostro territorio, riaffermiamo il legame profondo che unisce la nostra comunità al mare e alla sua storia. In questo caso, poi, il legame per noi è doppio. Il porto di Rapallo, infrastruttura strategica e punto d’orgoglio per la nostra città, è infatti intitolato a Carlo Riva, figura simbolo dell’eccellenza nautica italiana, nonché pioniere e innovatore dell'industria nautica di lusso. Ogni iniziativa che coinvolge il nostro porto è dunque un’occasione per ribadire la centralità della nostra città nel panorama ligure e nazionale. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa, nella certezza che Rapallo continuerà a distinguersi per accoglienza, cultura e visione».

 Con il patrocinio di: Regione Liguria, Guardia Costiera, Comune di Rapallo, Area Marina Protetta di Portofino, Riva Historical Society, Marina di Santa.

 Con il contributo di: Nautica Casarola - Riva Exclusive Dealer, Riva Classiche, Porto Carlo Riva Rapallo, Verga 1947, Microlino, 45 Garage, Saf Assicurazioni, Ca’ del Bosco, Orizzonti d’Amare.

 Con la collaborazione di: O Magazin, Lega Navale Italiana, Confcommercio, Civ Costa dei Delfini, Museo del Mare di Santa Margherita Ligure, Calata Coop Piccola Pesca, OPN Operatori Portuali Nautici, ITTL Nautico San Giorgio, Polo Nautico, Coop. Armatori Motopescherecci SML, Associazione Scoglio Sant’Erasmo, Tigullio Design District.

 Riva Society Tigullio è un’associazione sportiva di storici, conservatori, promotori o armatori di scafi originali Riva d’epoca. L'associazione ha sede presso il Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure. Il Riva Society Tigullio, sotto l'egida di Riva Historical Society RHS, è il primo club ad essere fondato in Liguria, ed è anche il primo sul mare, tra tutti i Riva Society d’Italia. Un fatto di grande importanza, perché è un'opportunità per allargare l'associazione anche ai proprietari delle barche Riva di vetroresina degli anni '70 - '90, imbarcazioni che gravitano più al mare che sui laghi, e perché certifica l’adeguatezza microclimatica di un territorio che non ha paragoni per fascino e atmosfere.

Dal 31 maggio al 2 giugno 2025, Genova si trasforma in un grande laboratorio urbano dove il benessere prende mille forme e offre infinite possibilità. Ánemos non è un evento da “palco e stand”, ma un viaggio fluido e multisensoriale, una rete viva di studi professionali e spazi culturali che ospitano una varietà di pratiche, laboratori e incontri, per offrire un'immersione completa nel mondo della cura di sé.

Il Festival, in programma dal 31 maggio al 2 giugno 2025 a Genova, prende forma dalla collaborazione tra tre realtà radicate sul territorio: l’Associazione Giardino Segreto di Via Cairoli, spazio culturale nel cuore di Genova che propone eventi culturali e di benessere in un ambiente intimo, proprio per consentire a chi produce arte e cultura di essere a contatto con chi la fruisce; Studio Irene Widiana - Osteopatia, Yoga, che integra le conoscenze dell’osteopatia moderna con lo yoga dinamico, in un approccio scientifico e clinico al movimento, alla postura e alla consapevolezza corporea e Wonderlast Experience Path ASD fondata da Carola Gatti, che integra l’insegnamento dello yoga alla dimensione del viaggio esplorativo, attraverso la proposta di ritiri itineranti in giro per il mondo. Il Festival è reso possibile anche grazie al supporto di due realtà che hanno creduto fin da subito nella visione del progetto: Cambiaso Risso Group, Wellbeing Partner del Festival, che ha voluto inserire Ànemos all’interno dell’ampio percorso che l’azienda sta portando avanti per il benessere dei propri dipendenti, sia dentro che fuori l’ufficio e CIV Cairoli Meridiana, consorzio di commercianti impegnato a valorizzare la via, creare connessioni con le persone e promuovere eventi che rendano il quartiere sempre più vivo e attrattivo.

Il Festival è costruito intorno a due anime: gli Studi Partner, distribuiti nei quartieri della città e Ánemos Lab, cuore pulsante culturale del festival che prenderà forma negli spazi dell’Associazione Giardino Segreto ed in quelli della Chiatta del Porto Antico.

Gli Studi Partner propongono nei loro spazi percorsi speciali (gratuiti e a pagamento) per rendere questa tre giorni ancora più coinvolgente. Trattamenti, sessioni olistiche, workshop e molto altro ti aspettano per un viaggio rigenerante alla scoperta di nuove energie e armonia interiore. Ecco, quindi, i workshop “Serotonina per colazione” un incontro in cui nutrizionista, psicologo, chinesiologa e chiropratico affronteranno in modo integrato il tema della nutrizione e "Tecnologie Rigenerative non Invasive” un approfondimento sulla fotobiomodulazione LED e la ionorisonanza per ridurre infiammazioni e dolori e ancora il “Laboratorio esperienziale sull’Ascolto Attivo” per superare le barriere comunicative, a migliorare i rapporti interpersonali. Inoltre: pratiche yoga, incontri tematici per il ringiovanimento e il lifting naturale del viso, trattamenti per il rilascio delle tensioni di collo e spalle, nutraceutica, digitopressione, massaggi, workshop su “come uscire dalle relazioni tossiche e riscoprire la felicità”, Reiki e tantissime altre opzioni da scoprire e prenotare direttamente sul sito del Festival www.anemosfestival.com alla voce Studi Partner.

Il Giardino Segreto di via Cairoli e la Chiatta del Centro Subacqueo Mediterraneo - Duilio Marcante in zona Porto Antico ospitano Ánemos Lab, un programma immersivo attivo dalla mattina alla sera che offre un’ampia varietà di esperienze (sia gratuite sia a pagamento) per permettere a ciascuno di scegliere, esplorare e riconnettersi con sé stesso:  bagni sonori, cristalli e fiori di Bach, pratiche yoga, pilates e movimento consapevole, meditazioni guidate, mindfulness, respirazione consapevole, talk su comunicazione e benessere emotivo, Psico-aperitivi per approfondire il legame corpo-mente-alimentazione, stand up teatrale, presentazioni di libri.

Ogni giornata si conclude con un aperitivo condiviso presso gli spazi dell’Associazione Giardino Segreto, per rigenerare corpo e spirito in un clima accogliente ed informale.

 Scheda informazioni:

COME PARTECIPARE

Tutti gli eventi – sia negli Studi Partner che ad Ánemos Lab – sono su prenotazione attraverso il sito ufficiale:
www.anemosfestival.com

QUANDO E DOVE:

31 maggio, 1 e 2 giugno 2025 - Genova

SITO WEB DEL FESTIVAL:

www.anemosfestival.com

ORGANIZZATORI

  • Associazione Giardino Segreto Aps
  • Studio Irene Widiana - Osteopatia, Yoga
  • Wonderlast Experience Path ASD

SPONSOR

  • Cambiaso Risso Group, Wellbeing Partner
  • CIV Cairoli Meridiana, Sponsor
  • Open Spazio, Sponsor tecnico

●     CSM Duilio Marcante, Sponsor tecnico

  • Pamoya fundraising, Charity Partner
  • Compagnia della Tartaruga, Charity Partner

Sabato 17 e domenica 18 maggio, nella Sala Expo al secondo piano Palazzo Fascie in Corso Colombo 48 a Sestri Levante, con ingresso libero, si svolgerà l’evento “Eterna Leggenda – Valentino Mazzola, Meroni, Ferrini, Pulici, Mondonico… dal Grande Torino a un Torino grande. In mostra cimeli e memorie di una Eterna Leggenda”. Apertura mostra: sabato 17 maggio, ore 9-13 e 14-19; Domenica 18 maggio, ore 10-18.

Alle ore 17.30 di sabato 17 maggio, sempre a Palazzo Fascie, si svolgerà l’incontro culturale-dibattito “Granata” sul tema con gli interventi di Domenico Beccaria, Presidente dell’Associazione Memoria Storica Granata, Giampaolo Muliari, Direttore del Museo del Grande Torino, Stefano Radice, autore del libro “Solo il fato li vinse”, moderati dalla giornalista Isabella Puma.

Il programma prevede la possibilità di scoprire i cimeli e le testimonianze sulla squadra calcistica del Grande Torino, grazie alla mostra “Eterna Leggenda”, curata dall’Associazione Tigullio Granata, dall’Associazione Memoria Storica Granata e dal Museo del Grande Torino, in collaborazione con Palazzo Fascie, tramite il MuSel. Oltre a cimeli e testimonianze del Grande Torino, saranno infatti esposte al pubblico anche le matrici incise delle xilografie di Eugenio Mario Raffo, originario di San Bartolomeo della Ginestra a Sestri Levante, donate proprio al MuSel pochi anni fa, e dedicate alla strage di Superga a Torino del 4 maggio 1949.

Stefano Semorile, Presidente del club, informa che: “Il Club Fedelissimi Granata Golfo del Tigullio nasce nel novembre 1989 per iniziativa di alcuni tifosi residenti nelle città tigulline con particolare presenza di tifosi sestrini e rapallini. Molto dei soci che fondarono il club, sono ancora impegnati a mantenere in vita una testimonianza collettiva di amore e passione per una squadra di calcio nel panorama calcistico rappresenta una vera e propria leggenda, tanto che la FIFA ha decretato il 4 maggio (giorno in cui si verificò il tragico disastro aereo di Superga) quale giornata mondiale del calcio. Il club è legato alla tragedia di Superga anche per il fatto di avere annoverato tra i proprio soci il compianto Renato Gandolfi (al quale il club è intitolato dal 2012) portiere di riserva del Torino nella tragica stagione 1948/49, che scampò all' incidente aereo solo per una fortuita coincidenza. La mostra riguarderà in gran parte l'epoca del grande Torino ma, più in generale, l' intera storia del Torino calcio o, come si usa dire tra tifosi, il Toro!”.

Stefano Radice, storico e saggista, studioso dell’immaginario e dei processi di memoria, insegna Storia e Filosofia, ci fa sapere che: “Il 4 maggio 1949 l’Italia pianse i campioni del Grande Torino. Venne proclamato il cordoglio nazionale, a cui seguirono funerali solenni, senza precedenti. Per giorni stampa e periodici riempirono le loro pagine con le notizie e le foto dei rottami, che consegnarono i granata al mito e gli aspetti più macabri dell’incidente ai lettori affamati di particolari. Pratiche rituali e formazioni discorsive contribuirono a conservare i caduti a Superga come presenze «vive». Eppure presto l’attenzione si affievolì fino quasi a scomparire, relegando le vittime ad un oblio conservativo, in quella sorta di oscurità provvisoria che passa tra la celebrità del vivente e il balzo nel pantheon dei grandi. Quelle pratiche del ricordo sono giunte fino ai nostri giorni. Ripetute negli anni, moltiplicate nelle iscrizioni sulle lapidi fuori dagli stadi, riprodotte in articoli, libri e film, reiterate nei discorsi ufficiali e nelle parole quotidiane, hanno elevato i calciatori granata al rango di simboli condivisi da tutti gli italiani oltre che in punti di riferimento di una visione del mondo manichea, quella dei tifosi del «Toro», che preesisteva alla tragedia e aveva nell'opposizione sociale alla Juventus il suo fondamento principale.”.

Lorenzo Camalich, socio del club, rileva che: “Votare la propria vita al tifo per il Toro è un atto di coraggio non indifferente. Significa soffrire, illudersi, dannarsi, essere consapevoli che serve un quid in più per avere la meglio sulle grandi del calcio. Significa resistere alla tentazione di gettare la spugna, di cambiare fede, nonostante lo scatenamento di una varietà caotica di sfumature dell’animo: forse, una varietà cangiante, che gravita attorno allo stesso colore, il granata. Tifare per il Toro costituisce anche un importante atto di responsabilità, quello di assumere il ruolo di cantori di uno spaccato storico-sportivo di rilievo nel tessuto sociale italiano dell’immediato secondo dopoguerra. C’è chi, quel compito, è in grado di assolverlo meglio di altri e nei giorni 17 e 18 maggio avrete la possibilità di apprezzare il lavoro certosino di alcuni di loro. Un’occasione per tutti i tifosi del Toro e non, per i sinceri appassionati di sport e di storia: Domenico Beccaria, Giampaolo Muliari, Stefano Radice e Isabella Puma sono pronti ad accogliervi e a farvi rivivere la leggenda granata”.

 

Al Grand Hotel Savoia di Genova, all’interno del circuito culturale “Viaggio tra le note” organizzato dalla Direzione artistica Giovanna Savino della associazione “Musicamica”, si è esibito il pianista, solista e compositore musicale, Rinat Kurmashev. Il Maestro ha studiato con Regina Horowitz, sorella del famoso pianista Vladimir Horowitz, e la sua musica spazia in diversi stili, da quello accademico fino a quello new age. Il programma del concerto combina armoniosamente il virtuosismo accademico con lo stile soft pop del pianoforte e gli elementi dello spettacolo.

Rinat Kurmashev, grazie alla traduzione linguistica effettuata dalla traduttrice Zarema Bakteeva, fa sapere che: “La mia lingua di origine è la musica e la mia non era una famiglia d’arte in quanto la mamma era pediatra e il papà era un ingegnere elettrico. La musica rappresenta la mia anima e il mio temperamento, è la mia storia e la mia stessa vita: è tutto per me. Ho viaggiato molto in Europa e, a livello internazionale, mi sono esibito artisticamente in tutto il mondo. Non ho mai avuto il tempo di annoiarmi o di rattristarmi nella mia vita: il mio scopo, quando suono il pianoforte davanti al pubblico, è quello di spingere le persone ad aprirsi e ad avvicinarsi alla musica che è in grado di abbattere ogni tipo di muro e di frontiera che rappresenta, sia idealmente sia fisicamente, la chiusura umana. Desidero regalare delle piacevoli e belle emozioni alle persone che mi ascoltano e amo trasmettere loro la musica che creo continuamente. Quando un artista suona il pianoforte per esprimere la sua anima, ha bisogno dell’ispirazione di un grande compositore, ma quando un artista è già compositore della propria musica, non ha bisogno di qualcuno a cui ispirarsi perché la sua anima arriva fino all’infinito cielo creando opere artistiche senza confini filosofici di spazio-tempo. Amo l’Italia e gli italiani e, nonostante io abbia viaggiato in tutto il mondo, ho scelto di rimanere per sempre in questo meraviglioso paese a vivere e lavorare, esibendomi e creando musica per loro che hanno dimostrato di apprezzarmi artisticamente così tanto. Gli italiani mi piacciono perché sono un popolo caro e hanno una grande e profonda sensibilità di animo unita a una spiccata indole di generosità e altruismo verso gli altri. Spesso quando suono mi esibisco con una benda apposta sugli occhi perché per me la musica rappresenta un esercizio di liberazione e la libertà è la forma allegorica della creazione artistica. Proprio come il mito della caverna di Platone, così la musica libera gli esseri umani dalla chiusura facendoli aprire verso l’ascolto del suono melodico condiviso. Amo la cultura e sono un compositore, sono un artista del mondo e vivo per me stesso regalando a tutti le mie composizioni musicali. La musica è un legame con il mondo e, tramite le mie creazioni artistiche, desidero trasmettere gioia e felicità: quando la musica entra dentro l’anima è sempre bella perché trasmette la vibrazione stessa della vita. Sono anche un famoso scrittore di favole per bambini e spero tanto di essere sempre più conosciuto in Italia in modo da poter continuare a trasmettere la mia passione in questo bellissimo paese. Mi auguro anche che, tramite questo articolo, io possa mettere la mia arte a disposizione di chi lo desidera e apprezza la mia musica che sarà sempre un onore e un piacere poter diffondere e fare conoscere agli italiani”.

 

Silvia Nocentini, Direttrice Creativa, Manager Culturale, Social Innovator e International PR presso il progetto da lei stessa creato e gestito “NoOx Worldwide” fa sapere che: “NoOx, nell'industria musicale, mette a ponte Italia, Nuove generazioni e Africa Sub Sahariana, a partire dal Senegal e Mozambico. Mi occupo di cultura, ma soprattutto di industrie culturali e, in modo specifico, seguo il mondo dell'industria musicale: il mio si può definire, a tutti gli effetti, un lavoro di cooperazione internazionale. Sono da sempre stata appassionata di musica ricercata, del mondo dell’hip hop a 360 gradi, a partire dal lato della danza, del breakin’ (più comunemente ma erroneamente “break dance”), nata contemporaneamente alle altre discipline dell'Hip Hop, Dj'ing, Writing, Mc'ing. Ritengo che queste tipologie creative artistiche, nate all’interno di una comunità, possano veicolare valori e culture diverse in grado di valorizzare la sonorità tipica di origine in un contesto di pluralità trans-culturale. La musica rappresenta la chiave di volta per creare lavoro e per cambiare in positivo il sistema attuale fornendo innovazione sociale e interscambio culturale. La città di Genova è da sempre aperta al Mediterraneo dove i vari paesi si incontrano fra di loro così come viene rappresentato negli antichi dipinti a Palazzo Ducale. La mia passione artistica nella danza e nella musica mi ha portato a laurearmi in management di arte, cultura e eventi alla Facoltà di Firenze dandomi così la possibilità di seguire l’industria musicale come project manager di progetti di musicali di artisti afrodiscendenti iniziando a gestire il mio primo progetto con un ragazzo di origine senegalese cresciuto in Calabria, F.U.L.A.  Il periodo legato al Covid e al relativo lockdown mi ha permesso di sviluppare e mettere in pratica importanti progetti in grado di costruire ponti culturali e umani fra l’Italia e il Senegal intensificando sempre di più rapporti di collaborazione e di business a vantaggio reciproco delle due realtà. Tramite la frequentazione e il lavoro con il Senegal sono riuscita a ripensare completamente e valorizzare in modo diverso il mercato musicale rivalutandolo come opportunità di scambio fra i due paesi. Nel 2021 ho fondato la mia start up srl in maniera pionieristica e avveniristica concretizzando i contatti sviluppati per contribuendo, assieme agli artisti stessi, a dare vita a una vera e propria community rappresentata dalla musica afro urban e del suo mercato in Italia tramite l’incremento del mercato musicale internazionale fra Italia e Africa Subsahariana, in particolare il Senegal. Non ho solo aumentato il management, ma sono riuscita a creare una etichetta discografica che mancava dando vita a un contenuto artistico a 360 gradi nell’arco di 5 anni grazie a una decostruzione interna e contemporanea costruzione di una community formata da diversi professionisti. Sono convinta che l’innovazione sociale debba partire dalla propria generazione di appartenenza: io ho 30 anni e ho trovato il modo di cambiare in positivo il sistema grazie alla musica, agli eventi e alla promozione culturale, fra cui la mobilità internazionale. E’ importante e fondamentale per la nostra generazione rendersi parte attiva nel sistema del mondo in cui viviamo e io, tramite la società che ho fondato, stimolo continuamente rapporti con le varie ambasciate, lavoro come project management, parlo diverse lingue per comunicare e cerco di mediare con le culture con cui  la ho a che fare negli svariati contesti di origine.  In Mozambico, altro territorio con cui collaboro, il capacity building in Music Management del progetto Costruire con la musica, interessa come autodefinizione e autorealizzazione degli artisti e dei professionisti, il movimento dell’industria creativa è un’opportunità nei mercati del lavoro per valorizzare il patrimonio culturale. Siamo il presente e perciò dobbiamo vivere nel presente, abbiamo bisogno ora, e non nel futuro, di identificarci e di essere rappresentati. L’industria culturale e creativa genera economia con un forte impatto e risvolto positivo all’interno della società umana. La musica crea spazi sicuri di lavoro e, insieme alla cultura, dà vita all’industria creativa che offre modelli costruttivi di identificazione sociale e di valorizzazione culturale grazie anche alle community degli artisti. Dal momento in cui gli artisti mi trasmettevano la loro musica, si creava una partnership basata su progetti di libertà artistica da cui scaturivano vere collaborazioni e scambi internazionali fondati su diversi linguaggi musicali con laboratori creativi ad effetto sorpresa in una economia circolare virtuosa. I giovani artisti africani, per esempio, hanno una forte energia creativa e rivendicano con orgoglio la propria identità patriottica che riproducono in tutta la loro arte: i progetti che porto a Genova sono improntati a questo tipo di riconoscimento e valorizzazione a livello musicale. La community è formata dai rapporti umani e sociali che, con energia e lavoro culturale, sviluppano e potenziano diverse forme di creatività artistica. Attraverso la musica ho scoperto e accolto dentro di me il mondo in una modalità di embracement, di accoglienza dell’anima che trasforma l’essere: grazie ai diversi punti di vista è possibile avviare l’arricchimento esistenziale. Il mondo musicale, i progetti afro-soul, afro-pop, afro-house, afro urban, in generale, fanno della mia professione una mediazione culturale che mi apre sempre di più verso forme di di interscambio umano profondo e proficuo per realizzare davvero la community internazionale fondata sulla collaborazione cross culturale che incrocia vari contesti e ecosistemi nel valore della giustizia comune”.

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