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Giovedì, 15 Novembre 2018

Celebrata anche a Ragusa la Giornata europea contro la Tratta

Il lancio dei palloncini di colore arancione, accompagnato dallo slogan “Libera il tuo sogno”, ha concluso, oggi a mezzogiorno, la Giornata europea contro la tratta, voluta dall’Ue e promossa a livello locale dalla cooperativa Proxima. Questa mattina, nell’auditorium del liceo scientifico Enrico Fermi, a Ragusa, gli operatori della cooperativa, che hanno attivato da anni una serie di progetti a sostegno delle vittime di tratta, hanno illustrato agli studenti dello Scientifico, ma c’erano anche classi degli istituti Besta e Vico, che cosa significa intervenire per lenire il grave disagio di persone che, sperando di migliorare la propria vita, arrivando da un Paese arretrato economicamente, finiscono, invece, in un vero e proprio incubo che, spesso e volentieri, le costringe a una vita di stenti e di violenza oltre al rischio concreto della propria incolumità. Prima, però, il presidente della cooperativa Proxima, Ivana Tumino, ha letto ai ragazzi il messaggio del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Vincenzo Spadafora, delegato alle Pari opportunità, che aveva chiesto di potere presenziare all’evento di Ragusa e che, proprio all’ultimo, è stato costretto a dare forfait. “Faccio presente il mio dispiacere – ha detto il sottosegretario – per non essere riuscito a partecipare a questa giornata, che ha un senso importantissimo. Saluto tutti con l’augurio che grazie a voi e grazie alle persone che sono al vostro fianco durante la vostra formazione, si possa davvero costruire una società migliore”. All’appuntamento di oggi sono intervenuti il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, il capo di gabinetto della Prefettura, Gabriele Barbaro, e il provveditore Melina Bianco. A fare gli onori di casa il dirigente scolastico Francesco Musarra. “Ci prendiamo cura degli ultimi ma anche di noi – ha detto nel suo intervento il presidente di Proxima Tumino – siamo molto attenti alla formazione dell’intero staff perché riteniamo che, se non si sta bene con se stessi e al lavoro, non si può pensare di aiutare gli altri.

Come in ogni attività, abbiamo attraversato momenti molto difficili ma abbiamo imparato a riadattarci in ogni situazione, abbiamo sempre lottato insieme. E devo dirvi che il gruppo è stato la nostra forza e ce l’abbiamo sempre fatta”. La psicologa e psicoterapeuta Caterina Melai e la fotoreporter e documentarista Francesca Commissari hanno poi illustrato nel dettaglio quali sono le peculiarità dei progetti di cui si occupa Proxima. In particolare, attraverso la proiezione del docufilm “The Journey” diretto da Commissari, gli studenti hanno potuto prendere atto delle testimonianze di ragazze vittime di tratta che, strappate con la forza alla loro terra nella speranza di potere vivere una vita migliore, hanno dovuto fare i conti con una realtà ben differente, incappando nelle maglie di vere e proprie organizzazioni criminali che dispongono di loro come meglio ritengono oltre a farle diventare oggetto di violenze inaudite sotto l’obbligo di pagare un debito contratto con la propria “maman” durante un rituale. Un video choc che ha fatto restare letteralmente a bocca aperta gli studenti alcuni dei quali hanno voluto, con le proprie riflessioni, aprire uno spiraglio sulla necessità di coinvolgere il più possibile le giovani generazioni sull’approfondimento di tematiche che meritano grande attenzione. Subito dopo, dal liceo scientifico, è partita la marcia silenziosa degli studenti presso l’orto sociale di via Padre Tumino. Qui, l’agronomo Marco Guastella ha illustrato le finalità della realizzazione di questi orti, frutto di un altro progetto di Proxima, per fornire occasione di riscatto alle vittime di tratta. A seguire, alla presenza dell’assessore comunale alla Salute, Luigi Rabito, e del consigliere comunale delegato Luca Rivillito, è stata la presidente della cooperativa agricola Terra Si-Cura, Alina B., a chiarire come avviene la gestione di questo appezzamento di terreno e quali prospettive può rappresentare per chi cerca di uscire da una difficile situazione di sfruttamento. Il lancio liberatorio dei palloncini di colore arancione ha concluso la straordinaria giornata che ha messo in evidenza la capacità dei più giovani di farsi coinvolgere in iniziative di richiamo a sfondo sociale.

 

 

 

 

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