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Giovedì, 15 Novembre 2018

NATO: L'Alleanza oggi è più forte di prima

Dopo la minaccia era stata convocata una riunione straordinaria ristretta del Consiglio atlantico. Trump, secondo quanto riferito da diverse fonti, durante il suo intervento alla sessione di lavoro dedicato ai rapporti tra Nato e Ucraina, è tornato anche ad attaccare la Germania. E si era anche rivolto agli altri alleati con toni ancora più duri di quelli utilizzati ieri.

il traguardo del 2% del Pil per la spesa militare che i Paesi Nato avevano fissato nel 2014 è ancora molto lontano da raggiungere. E un traguardo del 4%, come ipotizzato ieri da Trump, sarebbe dunque praticamente impossibile. Secondo i dati dell’Alleanza, solo 3 Paesi europei hanno centrato l’obiettivo (Grecia, Estonia e Gran Bretagna), 4 si sono avvicinati (Lettonia, Polonia, Lituania e Romania), mentre per gli altri 21 (Canada compreso) c’è ancora molto da fare. L’Italia è ferma all’1,15%.  

"I presidenti" americani, twitta, "hanno provato per anni senza successo a far pagare di più la Germania e le altre nazioni ricche della Nato per la loro protezione dalla Russia" ma questi "pagano solo una frazione del costo", invece "gli Usa pagano decine di miliardi di dollari in eccesso per sussidiare l'Europa, e perdono un sacco sul commercio!". 

Trump ha inoltre confermato oggi che "tutte le nazioni Nato devono rispettare il loro impegno del 2%, e questo deve alla fine salire al 4%!". E poi un nuovo attacco alla Germania anche sul Nord Stream 2: "E per di più, la Germania ha appena iniziato a pagare la Russia, il Paese da cui vuole protezione, miliardi di dollari per i suoi bisogni energetici che derivano da un nuovo gasdotto dalla Russia. Non è accettabile!"

"Credo nella Nato. Tutti gli Stati membri hanno concordato di aumentare le spese per la difesa a livelli mai visti prima". Lo ha detto il presidente Donald Trump. Ora "La Nato è molto più forte di ieri". "Ai Paesi avevo fatto sapere che ero estremamente scontento", dice in una conferenza stampa convocata a sorpresa annunciando che "I membri Nato si sono dimostrati "tutti d'accordo ad aumentare il loro contributo. Ci sarà un aumento quantificabile in 33 miliardi di dollari in più, con il contributo dei vari paesi senza tener conto degli Stati Uniti", ha annunciato soddisfatto. 

"Ho detto agli alleati - ha proseguito Trump - che non ero contento delle spese della difesa, gli Usa pagano il 90% e non è giusto, ma oggi abbiamo una Nato più forte di due giorni fa perché tutti si sono impegnati ad aumentare le spese della difesa". 

Dopo aver attaccato duramente la Germania il tycoon riconosce a Berlino di aver "aumentato molto sostanzialmente la sua quota. Ho grande rispetto per la Germania, mio padre era tedesco". Indirettamente la cancelliera Angela Merkel conferma: "noi siamo già su questa strada, tutti riconoscono la Nato e sono pronti al contributo". Anche il governo britannico è "sempre" stato d'accordo con la necessità di un incremento delle quote della spesa per la Difesa da parte dei Paesi europei della Nato: lo afferma un portavoce della premier Theresa May, plaudendo al risultato ottenuto da Donald Trump al vertice di Bruxelles a poche ore dall'arrivo di Trump nel Regno Unito e anzi auspicando che nel prossimo futuro si possa ottenere ancora "di più" .

"Anche gli investimenti per assicurare la resilienza cibernetica a livello nazionale - ha detto Trenta - devono essere comprese nel 2% del Pil che i paesi della Nato hanno deciso di riservare alle spese per la difesa". "Si tratta - ha sottolineato - di un investimento che riguarda il settore civile oltre a quello militare e il nostro obiettivo è che nel 2% siano contabilizzati gli sforzi italiani nel rafforzare la propria sicurezza interna. Questo vale per ogni singolo Stato ovviamente, perché la sicurezza di ognuno di noi è la sicurezza dell'Alleanza stessa. Auspico dunque che tutti gli sforzi fatti in merito alla sicurezza cibernetica e le risorse correlate siano compresi pienamente nelle spese per la difesa".

Intanto accordo a tre ad Innsbruck tra Austria Germania e Italia per frenare le partenze dei migranti e gli sbarchi in Europa, in modo da far giungere sul Continente solo coloro che effettivamente fuggono da guerre.. Un "asse di volenterosi" con il ministro dell'Interno Salvini e i colleghi tedesco Seehofer e austriaco Kickl.

"Sarà una soddisfazione se le proposte italiane potranno diventare europee con una riduzione delle partenze, degli sbarchi, dei morti e dei costi. Se il modello italiano diventerà europeo è motivo di orgoglio", ha aggiunto Salvini. "Se si riducono gli arrivi in Europa non ci sarà alcun problema alle frontiere interne dell'Unione e si potrà continuare a lavorare serenamente tra popoli come è nostra intenzione fare"ha detto il ministro dell'Interno al termine di un incontro trilaterale con i colleghi Horst Seehofer (Germania) e Herbert Kickl (Austria). Il tema è quello dei cosiddetti movimenti secondari di migranti registrati in Italia e poi trasferitisi in altri Paesi come Germania e Francia che vorrebbero 'restituirli'. Seehofer tuttavia si è espresso sulla stessa linea di Salvini. "Se si risolve il grande problema degli arrivi 'primari', il resto sono piccoli problemi", ha spiegato.

Sulla questione interviene anche il vicepremier Luigi Di Maio. "I governi del passato non hanno difeso l'Italia ma l'hanno svenduta per qualche bonus e qualche briciola" ha detto intervistato durante Uno Mattina. "Sono stato a Bruxelles e quando ho parlato con Unione Europea mi è stato detto che l'Italia aveva barattato l'apertura dei porti per dare gli 80 euro e un po' di bonus elettorali". 

 

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