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Lunedì, 24 Febbraio 2020

Il sindaco Enzo Bianco ha presentato il libro delle chef “stellato” Pino Cuttaia

L'intervento del sindaco Bianco

“Un libro che contiene tre diversi libri: uno di ricette, uno di racconti ed uno di fotografia”; così il sindaco di Catania Enzo Bianco ha iniziato il suo intervento nel corso della presentazione del volume dello chef Pino Cuttaia "Per le scale di Sicilia", edito da Giunti. Presenti anche l’editore Micaela Vissani, il giornalista Francesco Lauricella e il fotografo Davide Dutto e il presidente di 3Sun Andrea Cuomo grande estimatore di Cuttaia.
Il sindaco Bianco ha esaltato la luce delle fotografie di Dutto, la bontà delle ricette ma soprattutto la profondità umana e la sicilianità dei racconti.
Pino Cuttaia, 43 anni, tre figli. Ha aperto la Madia a Licata insieme alla moglie Loredana nel 2000. Qui ha ottenuto la prima stella Michelin nel 2006 e la seconda nel 2009. Nato a Licata, da bambino ha seguito la famiglia nel nord Italia. Ha vissuto a Torino, dove studia, lavora in fabbrica e si diletta in cucina. Poi, l’hobby diventa lavoro: dopo lunghi soggiorni nelle cucine di rinomati ristoranti (Il Sorriso a Soriso, Novara; Il Patio a Pollone, Biella), torna in Sicilia. La precisione nel lavoro, imparata al Nord, il calore, la passione, gli ingredienti e le ricette della sua infanzia ritrovati al Sud gli consentono di reinventare, di cucinare ricordando momenti passati: stagioni, simboli della storia gastronomica della sua gente. Una cucina della memoria che riscuoterà successi unanimi di critica e di pubblico.
Il libro di Pino Cuttaia racconta la sua Sicilia, con tutti i suoi sapori. Nel cuore del profondo Sud, sulla costa che guarda il Canale di Sicilia, fra il barocco ragusano e i templi di Agrigento, nel piccolo centro di Licata lo chef (due stelle Michelin) propone una cucina di altissimo valore, che attinge alle radici antiche di questi luoghi.
Nascono, le sue creazioni, dalla memoria di una Sicilia “in bianco e nero”; nutrita dai ricordi d’infanzia, da una cultura popolare che intreccia istintivamente terra e mare, il mondo dei pescatori e quello dei contadini. Nasce di conseguenza un volume particolare, elegante, scandito da brevi racconti e appunti dello Chef che precedono le singole ricette, e arricchito da splendide fotografie di paesaggio, alternate ad altre che illustrano l’attività frenetica nella piccola cucina de “La Madia”: un angolo d’Italia sul quale si è appuntata, non a caso, l’attenzione della critica gastronomica più qualificata.

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