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Domenica, 03 Luglio 2022

Francia, orrore in una chiesa: prete sgozzato, killer uccisi

La Francia ripiomba nell'incubo terrorismo. Se le prime ricostruzioni di polizia dovessero essere confermate, il raid omicida di questa mattina che e costato la vita a un prete e ad un fedele che assisteva alla Santa messa in una chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia, parrebbe proprio l'ennesimo attentato di matrice islamista.

 

Saint-Etienne-du Rouvray, teatro dell'attacco a una chiesa, è un paesone di 30.000 abitanti che dista una decina di chilometri da Rouen, la città natale di Fracois Hollande. Il presidente francese vi è nato il 12 agosto 1954 e ha vissuto l'infanzia vicino alla cattedrale di Notre Dame. Poi, con il padre Georges, medico, e la madre Nicole, assistente sociale, si trasferì nel sobborgo chic di Bois-Guillaume. La madre è morta nel 2009 mentre il padre si è trasferito a Cannes. Rouen, definita da Victor Hugo "la città dei cento campanili", è il fulcro del turismo in Normandia. È anche la città in cui fu arsa viva Giovanna d'Arco.

Il presidente francese François Hollande è arrivato in Normandia con il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve. "Hanno sostenuto di essere di Daesh", ha confermato Hollande. Il sequestro, cominciato intorno alle 10, è durato circa un'ora. "Faremo muro a questo attacco barbaro",ha detto invece il premier Manuel Valls.

Cosi il terrore ripiomba in Francia. Due uomini armati di coltelli hanno fatto irruzione in una chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray e hanno preso sette ostaggi, tra cui un prete, due suore e diversi fedeli.

Secondo fonti di polizia citate da Le Figaro, uno dei due assalitori indossava la "chachia", il caratteristico copricapo di lana portato dai musulmani e aveva la barba. Si è è sentito urlare Daesh, l'acronimo in arabo per Isis, durante l'assalto nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia. Lo riferisce il quotidiano francese Le Point, citando un testimone che ha raccontato che i due assalitori avrebbero urlato Daesh facendo irruzione nel luogo sacro. Oltre ad aver invocato il nome di "Daesh" acronimo arabo di Isis non appena entrati in chiesa i due killer della chiesa di Saint Etienne du Rouvray, una volta sgozzato il sacerdote e ferite altre tre persone, una volta usciti dalla chiesa avrebbero urlato "Hallau Akbar" prima di essere eliminati dalla polizia.

Le teste di cuoio francesi sono intervenute e hanno ucciso i due assalitori. Questi ultimi però hanno sgozzato il prete, Jacques Hamel, che aveva 86 anni ed era stato ordinato sacerdote nel 1958. Secondo quanto riportano i media francesi, anche un fedele è stato sgozzato ed è gravissimo in ospedale. Nel blitz anche un agente è rimasto ferito e ce ne sarebbero altri due di feriti. L'intervento della polizia ha permesso di liberare e di mettere in salvo altri tre ostaggi.

Uno dei due aggressori era conosciuto alla polizia, che lo aveva segnalato come una minaccia alla sicurezza nazionale. Lo riferisce l'emittente M6, sottolineando che l'uomo era indicato come "S", sigla utilizzata in Francia dalle forze dell'ordine per indicare un individuo considerato una seria minaccia alla sicurezza nazionale.

Del resto non sarebbe la prima volta che la Francia cattolica finisce nel mirino dei tagliagole jihadisti che si rifanno allo Stato Islamico. Poco più di un anno fa la polizia francese,aveva arrestato sid ahmed Jhlam fondamentalista musulmano che progettava un attentato contro "una o due chiese".

Il ventiquattrenne algerino studente di informatica era in Francia da sei anni ed era già implicato nell'omicidio dell'istruttrice di fitness trentaduenne Aurélie Chatelain, ritrovata morta nella sua autovettura nell'aprile del 2015.

Proprio il ritrovamento del cadavere della donna - crivellato di proiettili e carbonizzato in un principio d'incendio - aveva condotto gli inquirenti ad un'altra macbra scoperta: nell'appartamento dove abitava il giovane, nella banlieue parigina, erano stati scoperti, oltre a diverse armi da guerra, anche alcuni documenti per progettare un attentato proprio contro le chiese.

Sid Ahmed Jhlam, peraltro, in passato si era anche recato in Turchia, forse con il proposito di unirsi alle milizie islamiste siriane insorte contro il presidente Bashar Al Assad.

Raymond Burke è famoso per essere uno dei cardinali di Santa Romana Chiesa più vicini alla linea tradizionalista e conservatrice. Quella che più di una volta, soprattutto durante il Sinodo sulla famiglia, ha contrastato il nuovo corso voluto da Papa Bergoglio ...Secondo Burke, la Chiesa dovrebbe "avere paura dell'islam" e in particolare della sua incapacità di convivere insieme ad altre religioni. L'islam è minaccia, un pericolo per l'unità del mondo occidentale. "Non c'è dubbio che l'Islam vuole governare il mondo - ha scritto il patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta - Quando i musulmani diventano una maggioranza in qualsiasi paese poi hanno l'obbligo religioso di governarlo".

Un modo per dire che se tutto dovesse rimanere così come è, con la totale apertura del mondo occidentale a qualsiasi richiesta venga dalla cultura musulmana, il futuro non potrà che essere quello del dominio islamico sull'Europa. E questo perché "per sua natura", l'islam oltre che religione "deve farsi anche Stato". Ovvero permeare con la legge islamica tutte gli aspetti della società e del governo dove i musulmani vivono. A tutto ciò basta sommare la massiccia immigrazione e la frittata è fatta. I fedeli di Allah lo sanno e per questo non hanno timore a dire che la "sharia sarebbe una cura per la decadenza dell'Occidente".

"È importante - ha aggiunto Burke - che i cristiani si rendano conto delle differenze radicali tra Islam e cristianesimo in materia di loro insegnamento su Dio, sulla coscienza, ecc. Chi conosce davvero l'Islam, comprende facilmente che la Chiesa dovrebbe averne paura".

In una recente intervista a Religion News Service, inoltre, il cardinale ex prefetto del tribunale della Segnatura apostolica, ha ribadito che l'unico modo per rispondere alla diffusone dell'islam è recuperare la fonte cristiana dell'Europa. Le sue radici.

 

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