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Giovedì, 21 Gennaio 2021

Dalla Questione meridionale al ministero del Mezzogiorno

Nel Mezzogiorno persiste, ancora, la questione meridionale. Vediamo, perché. L’ultimo Rapporto Svimez del 2014, racconta un Sud d’Italia con un aumento delle famiglie povere del 40%, perché, manca il lavoro; dove si continua ad emigrare(116mila abitanti nel solo 2013) e a non fare più figli; con i consumi delle famiglie che crollano del 13%, in cinque anni e con la disoccupazione al 30%. Ancora, questa crisi innesta un’altra forma di crisi: la sfiducia secondo la quale, le imprese non investono, i giovani, soprattutto laureati se ne vanno al Nord d’Italia e all’estero.Va fatto presente, poi, con forza, che la spesa pubblica italiana-cioè quella che si effettua attraverso i singoli ministeri e gli enti locali-è inferiore nel Mezzogiorno, rispetto alla media italiana.A questo punto, noi diciamo che tutte le istituzioni nazionali e locali del nostro Paese devono sentirsi chiamate, responsabilmente, a dare una soluzione a questo annoso problema di crisi del Mezzogiorno.Ebbene, per dovere di cronaca, diciamo che il nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, uomo del Sud, nel suo discorso di insediamento ha, anche, segnalato l’urgenza e la necessità di costruire un Paese che da Nord a Sud possa crescere, tenendo conto dei valori costituzionali, con una condivisione degli obiettivi, delle opportunità e delle comuni intese di responsabilità amministrative e politiche. Poi, c’è Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri, che annuncia un nuovo ministero per il Mezzogiorno. In conclusione, noi diciamo: ben vengano queste autorevoli iniziative, sperando anche, di rompere con un passato politico prevalentemente teorico, passando, così, dalle parole ai fatti.

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